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SALLUSTI RISCHIA IL CARCERE. PER QUESTO ARTICOLO.



Per questo articolo, pubblicato su "Libero" nel 2007, la Cassazione ha confermato la pena detentiva di 14 mesi per il direttore de "Il Giornale", Alessandro Sallusti. La storia raccontata si è poi rivelata infondata, nei termini in cui è stata descritta. Il giudice protagonista della vicenda non ha "ordinato l'aborto" e quindi ha agito contro l'ignoto autore dell'articolo. Mai individuato. Così la responsabilità è ricaduta sul direttore, Sallusti. Che oggi ne paga le conseguenze. Esagerate. Incivili. 

La traduzione in carcere è stata, per ora, sospesa. Ma rimane il fatto, inaccettabile, che in Italia si possa finire dietro le sbarre per aver espresso la propria opinione. Perché, anche se i fatti si sono svolti in modo diverso da come descritti, ciò che ha offeso sembra essere l'opinione espressa su quei fatti. 

E, se di offesa si tratta, in un Paese civile la si lava con la sanzione pecuniaria, con l'obbligo di smentita e riabilitazione, con i provvedimenti disciplinari. Non con la galera. Quella dovrebbe venire riservata ai delinquenti veri. Che invece in Italia sono spesso più liberi di un direttore di giornale.
L'articolo per il quale Sallusti è stato condannato.
Clicca sulle immagini per ingrandire e leggere.

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3 commenti:

  1. E se si sapeva già da prima che era tutta una bufala dato che varie agenzie di stampa avevano pubblicato i fatti reali, che si può pensare di un direttore RESPONSABILE che autorizza la pubblicazione di un articolo anonimo a dir poco esplosivo senza preoccuparsi di verificare le fonti, poi si rifiuta di pubblicare una rettifica e non manda neanche l'avvocato al processo?
    A me sembra che solo nel mondo dorato dei lacchè di partito simili comportamenti siano accettati tranquillamente, indipendentemente dalla punibilità o meno con tutta la comprensione umana che ci può essere professionalmente Sallusti mi sembra degno di darsi alla raccolta delle arance....

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  2. Il punto è un altro ed è quello descritto da Paolo ossia che l'offesa e/o una falsa diffamazione devono venire punite economicamente e civilmente e non penalmente con la galera.

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  3. Ma di chi era la maggioranza in Parlamento quando è stata approvata quella legge per la quale Sallusti doveva andare in carcere? Mi sa tanto di quella pidiellina alla quale lo stesso Sallusti appartiene!
    Tra l'altro quell'articolo non era di Sallusti, ma di Renato Farina, uno che non avrebbe potuto scrivere perché radiato dall'Albo e che, pure, Sallusti ha lasciato scrivere.
    Proprio un genio questo Sallusti!

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