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Tram di Opicina, USTIF: "Nessuna richiesta di riattivazione pervenuta".


Tram di Opicina, USTIF: "Nessuna richiesta di riattivazione pervenuta".
In esclusiva, il verbale della riunione del 5 settembre. La relazione di SerFer, commissionata dal Comune, evidenzia criticità precise che non consentono di ripartire in sicurezza.

25 settembre 2017

Altro che colpa dell'Ustif. Come già ipotizzavamo nel post precedente, l'organismo del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti non ha responsabilità sul dilungarsi dello stop al funzionamento della Tranvia.

È il primo elemento di chiarezza che emerge dal verbale della riunione tenutasi il 5 settembre scorso presso gli uffici del Comune di Trieste. Alla presenza anche dei rappresentanti della Trieste Trasporti e, appunto, dell'Ustif. Assente, seppur invitata, la Regione FVG.

Oggetto dell'incontro, la richiesta di poter ripristinare il servizio del Tram in forma ridotta entro lo svolgimento della Barcolana. Un obiettivo concordato tra Comune e Trieste Trasporti il 21 luglio. Quando però le criticità della linea erano già note, come si evince dalla relazione sullo stato della linea, redatta nel precedente mese di giugno.

L'Ustif fa presente che la commissione d'inchiesta, istituita per appurare le cause tecniche dell'incidente occorso il 16 agosto 2016, ha potuto concludere i lavori appena pochi giorni prima. A causa del sequestro giudiziario delle vetture, che per molto tempo ha impedito le ispezioni necessarie. Della commissione facevano parte l'Ustif e, naturalmente, la Trieste Trasporti.

L'Ustif rileva che la relazione sullo stato della linea è pervenuta solo ad agosto e che la stessa SerFer, incaricata dal Comune nel marzo del 2017, evidenzia criticità, anche gravi: fintanto che non saranno risolte, il nulla osta non può venire concesso.

L'organismo del Ministero fa inoltre presente che il nulla osta va richiesto dalla Trieste Trasporti alla Regione, la quale poi inoltra analoga domanda all'Ustif. Ma a oggi (5 settembre, ndr) l'Ustif dichiara che nessuna richiesta risulta pervenuta.

Sorprendentemente, Trieste Trasporti concorda che la sicurezza non può venire garantita - nemmeno con servizio ridotto a due vetture - se prima non vengono eliminate le criticità evidenziate. A stupire non è il fatto che il gestore concordi con un sano principio di precauzione, ovviamente.
Ma appare singolare non l'avesse evidenziato quando a luglio, pur conoscendo le criticità, il gestore invece conveniva con il Comune di chiedere la ripresa del servizio per la Barcolana. Senza eseguire alcun intervento sulla linea.


Correttamente, il Comune chiede allora di definire puntualmente i lavori da effettuare con priorità. Anche per poter stanziare i fondi necessari in tempi brevi, approssimandosi il termine di fine anno.

Allo scopo, viene subito fissato con urgenza, già per il 7 settembre, un incontro tecnico tra il consulente del Comune e il direttore di esercizio della Trenovia di Trieste Trasporti.

Da qui si evince che se l'azienda di trasporto pubblico o il Comune dicono di essere in attesa delle "carte ufficiali sui lavori da fare", non si può che concludere che le stiano aspettando da se stessi.

Ancora una volta, si legge dal verbale, il Comune chiede se si può comunque ottenere il nulla osta tecnico alla ripresa del Tram, anche prima di eseguire i lavori di messa in sicurezza. Una richiesta che appare superflua, visto che poco prima anche il gestore concordava che non vi sono le condizioni per trasportare passeggeri.
L'Ustif, logicamente, risponde di no.

La riunione si conclude, curiosamente, con il Comune che invita Trieste Trasporti a non far circolare propri tram sui binari "per non creare aspettative all'utenza circa la ripresa a breve del servizio"...








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