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Per una nuova Trieste: più aree pedonali, maggiore qualità della vita, minore inquinamento.

Corso Italia pedonale durante la "Notte dei Saldi 2010" (Foto di Luca Zuliani)
Abbiamo avviato in questi giorni l'iter per l'approvazione del nuovo Piano del Traffico di Trieste.
Previste l'estensione delle aree pedonali e l'aumento delle corsie riservate al trasporto pubblico. Per una città nuova, più fruibile dai pedoni, più attrattiva per i turisti, più appetibile per il commercio.

La scelta più innovativa e coraggiosa contenuta nella bozza del Piano del Traffico è senz'altro la pedonalizzazione di Corso Italia. Un'idea che ho lanciato - a mio "rischio e pericolo politico" - nell'ormai lontano agosto 2004 e che all'epoca suscitò, come tutte le innovazioni radicali, entusiasmi, scetticismi, opposizioni e qualche ironia. Qui il sito web che ho messo in rete per l'occasione, con le opinioni espresse dai cittadini.

Un sondaggio on-line decretò il gradimento della mia proposta: oltre l'80% dei partecipanti si dichiarò favorevole.

Oggi, che tale ipotesi inizia un iter ufficiale di approvazione - grazie anche al lavoro svolto dal sindaco Roberto Dipiazza, nella veste di assessore alla Pianificazione Urbana - non mancheranno i "convertiti" dell'ultima ora: coloro i quali, magari dopo aver avversato la soluzione, ne declameranno la bontà pur di intercettare qualche consenso fra i cittadini. Ci sarà forse anche chi, confidando nella "memoria corta", tenterà di rivendicare a sé la paternità dell'idea.

Ma alla fine poco importano i tatticismi e gli opportunismi. Conta invece che Trieste segua il modello virtuoso già adottato da tantissime città europee: un centro urbano a misura del cittadino e non dell'automobile. Con aree pedonali estese, capaci di migliorare ulteriormente la qualità della vita degli abitanti, di ridurre l'inquinamento atmosferico, di incrementare la fruibilità e l'attrattività turistica, di rilanciare gli esercizi commerciali del centro. Si veda ad esempio, come modello, la Herrengasse di Graz (Austria).

Se saremo capaci di compiere questa scelta, avremo restituito per intero a Trieste il suo fascino ed esaltato la sua bellezza. Ma avremo anche creato le basi per un nuovo sviluppo commerciale e per un ulteriore supporto alla crescente economia turistica di Trieste.

Dalla prima pagina de "Il Piccolo" del 20 agosto 2004
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About Paolo Rovis

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17 commenti:

  1. E' tutto così perfetto, Paolo, da non sembrare vero per una città come la nostra. Attenzione però a non confondere lo sviluppo economico inteso nell'accezione più ampia del termine con lo sviluppo commerciale e turistico di una città, il quale è solo una piccola parte del primo. E' importante che un provvedimento come questo passi e soprattutto che venga attuato al più presto, ma non è il nuovo Piano del Traffico (straordinario, davvero) che ci salverà. Conosco molto bene la Herrengasse di Graz, Paolo, e non è proprio una cosetta che ci si può permettere da un giorno all'altro, ma sono il primo a dire che se non si pensa in grande, non si arriva da nessuna parte. Ecco, Paolo, cominciamo a pensare e a FARE le cose in grande, ma veramente in grande, usciamo dal nostro guscio e si abbia il coraggio di investire su uno sviluppo globale della città (e non solo commerciale). Cerchiamo di considerare ogni euro speso (bene) un centro di profitto e non un centro di costo, cominciamo a credere anche nelle idee più bizzarre, che magari hanno fatto la fortuna di altri luoghi. So di essere impopolare, ma quando gira l'economia, persino investire sul sociale diventa l'ultima delle priorità (anche in una città anziana come la nostra). Investire sul sociale, in una società sana, è uno dei paradossi più grandi. Non mi spingo a chiedere un maggiore impegno sulle aree inquinate di Zaule o sul rigassificatore, perché ormai sono argomenti di cui si occuperà mio figlio, o forse mio nipote. Ma qualcosina in più la si può fare. Cominciando a fare una selezione meritocratica dei finanziamenti pubblici (Regione, Comune e Provincia in primis), basata su ricadute e prospettive del progetto, e non SOLO sul curriculum chi chi presenta il progetto, che è un nostro vizio ineliminabile (come ho potuto constatare in certi uffici della PA locale). Quando la gente è stanca, ed è stanca per davvero, difficilmente si ribella: più semplicemente, smette di vincere, e quando si smette di vincere si perde, e con essa perde la città, la regione, il Paese. Perde l'economia, perde lo sport, perde l'istruzione. Paolo, o si traccia un tornante adesso o non lo si fa più. Ciao Paolino, e buona estate. michele scozzai

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  2. Sono super d'accordo con la pedonalizzazione. Ce ne vorrebbe anche di più. Il problema non sono i piccoli passi, ma i passi da lumsca.
    Da quanto tempo è sindaco Dipiazza? Quali sono le pedonalizzazioni che ha realizzato? Ovviamente spero che entro marzo combinerete qualcosa.

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  3. Il Piano del Traffico ha un iter piuttosto lungo. Quindi seguirà i passaggi previsti per legge, non quelli per "combinare qualcosa" entro marzo.
    Per quanto alle pedonalizzazioni realizzate, mi vengono in mente: via Cassa di Risparmio, via di Cavana, piazza della Borsa, via Nordio, via del Toro, via Einaudi, via Diaz, via Torino, via Muratti, piazza Verdi.. ma potrei dimenticarne qualcuna...

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  4. Ben venga la pedonalizzazione estesa del centro città; in questa fase acuta di crisi del commercio può diventare una cura adeguata.
    La riclassicazione dell'arredo urbano unitamente alla ripavimentazione in pietra invoglia il cittadino ed il turista a passeggiare in tranquillità e forse ad apprezzare con occhio diverso le offerte commerciali di tali zone.
    Comunque esiste una stretta correlazione tra pedonalizzazione/parcheggi e su questa problematica il Comune ha spesso latitato.
    Che fine ha fatto il piano parcheggi presentato anni or sono?
    Bucci, l'Innominato (Bandelli) Bernetti, Vascotto, se non ricordo male, lo avevano presentato al MIB, poi il nulla!
    Forse la lobby dei costruttori ha lavorato con chi di dovere, per fa si che tali strutture fossero "centellinate" negli anni per non abbassare il prezzo dei box, business molto redditizio!
    Il parcheggio è un problema, io sto in zona via D'angeli (mi sembra anche Lei)e ho difficoltà a trovare parcheggio perchè li vengono a posteggiare gli abitanti di via Rossetti, Matteotti, Donadoni, ecc. non invidio chi abita in centro che probabilmente ha risolto vendendo la macchina.
    La soluzione allo smog ed al traffico è di certo la pedonalizzaione del centro unitamente alla realizzione in tempi brevi (max 5 anni) di parcheggi nella zona di cintura della città.
    Comunque mi lasci dire parafrasando un vecchio detto "...in Corso Italia ne passeranno ancora di macchine sotto il ponte..."
    Saluti
    LM

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  5. Accetto di buon grado il... "vecchio detto"! La pedonalizzazione del Corso, laddove dovesse venir approvata dal Consiglio comunale, non è roba che si fa in un paio di giorni. Ma già perseguire l'obiettivo credo sia importante. Si ricorda quando si parcheggiava l'autombile in piazza Unità e, fino a non molto tempo fa, in piazza Verdi? A pensarlo oggi pare impossibile, eppure...
    Per quanto al Piano Parcheggi, il Comune ha fatto la sua parte, ovvero quella di predisporlo ed approvarlo. Le realizzazioni sono previste con il project-financing, cioè con la proposta e l'intervento del privato. In centro, come sa, sono in corso i lavori per Park San Giusto. Nei rioni, c'è un progetto per Roiano, un interesse per piazza Foraggi. Per altre zone non centrali ci vorrà tempo (e denaro). Purtroppo la situazione odierna è figlia di una politica poco lungimirante degli anni 60, quando si costruiva senza porsi il problema dell'automobile dei residenti. E, d'altra parte, siamo passati da 1 auto per famiglia a 2, quando non 3. La situazione attuale è di 140.000 vetture per poco più di 200.000 abitanti. Con questi numeri si comprende come il problema, in assenza di bacchette magiche, non ha soluzioni immediate.
    Un saluto!

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  6. Nelle nuove pedonalizzazioni spero prevederete anche qualche panchina ogni tanto, non come in viale che ci sono solo le sedie dei bar, e quelle attorno alla fontana sono state tolte per metà un anno e passa fa. Inoltre sarebbe possibile pulire una volta all'anno dalle gomme il selciato nuovo?

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  7. Metteremo delle panchine in piazza della Borsa. Le 4 panchine attorno alla fontana di largo Bonifacio le ho fatte togliere io, stanco di spendere settimanalmente soldi pubblici per riparare gli schienali regolarmente spaccati a calci da educatissimi fruitori. Le altre 4 che ci sono, per ora, sopravvivono.
    Pulire le gomme da masticare costa uno sproposito. Ho proposto l'introduzione della sanzione di 500 euro per chi le getta a terra. Il ricavato delle multe comminate agli incivili potremmo utilizzarlo per pulire. A spese loro, non di tutti noi.

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  8. Salve Rovis,
    vorrei fare una proposta per vivacizzare il commercio triestino che vive momenti drammatici!
    Prendo spunto da una Vostra idea (forse sua!). In occasione della notte dei saldi il comune aveva concesso GRATUITAMENTE l'occupazione del suolo pubblico davanti alla propria attività con lo scopo di ampliare l'offerta commerciale.
    Questa potrebbe essere una iniziativa (a costo quasi nullo per la collettività) da applicare per esempio solo nei week-end nelle zone gia pedonalizzate o con marciapiedi abbastanza ampi da far coesistere pedoni e banchetti.
    Cosa ne pensa?
    LM

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  9. In diverse città si fa periodicamente con acqua la pulizia dei cassonetti per evitare insetti ed odori nauseabondi, a trieste questo non l'ho mai visto, viene fatto???? si potrebbe pulire di più la zona della fontana del viale , le cartacce ed altro la domenica nelle zone pedonali e tenere meglio fioriere e cassonetti delle cartacce, spesso in stato indegno?? Saluti

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  10. Salve, LM!
    Si, l'idea fu mia, ma solo in pochi ne approfittarono. Il che mi induce a ritenere che il commerciante preferisce - legittimamente - operare all'interno del negozio piuttosto che fuori. Tenga altresì presente che, nel caso prendesse piede l'esposizione all'aperto, potremmo trovarci con la città trasformata in una sorta di suk. Devo dire anche che i primi a proporla, laddove ne ravvisassero l'utilità, dovrebbero essere proprio i commercianti, ma nessuno e nessuna associazione di categoria ha mai avanzato questa richiesta.

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  11. I cassonetti vengono puliti e disinfestati regolarmente, con maggior frequenza d'estate.
    E' senz'altro vero che potremmo pulire di più. Lei cita la fontana di largo Bonifacio, dove non basterebbe uno spazzino ogni tre ore per tenere pulito. Perché sarebbe comunque sporco. Perché c'è gente incivile che getta a terra di tutto. Stesso discorso per le fioriere.
    La soluzione non è pulire di più - con i soldi di tutti noi - bensì punire chi vanifica un adeguato servizio di pulizia sporcando, imbrattando, rovinando suolo pubblico e arredi urbani pagati con i nostri - e quindi anche suoi - soldi.

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  12. Parlando di zone pedonali come quella di Graz, vorrei anche introdurre un argomento di cui spesso si è parlato ma mai si è data attuazione. La mobilità sostenibile.

    http://www.youtube.com/watch?v=-wMMfpN_59s&feature=related

    Per quanto sia politicamente difficile mettersi contro il traffico privato, è evidente che un passetto alla volta si deve rosicchiare alle automobili il centro storico. L'aumentare del traffico privato vertiginoso e costante ha portato le strade alla saturazione. Gli automobilisti e i motociclisti improvvisano fantasiosi posteggi a discapito della bellezza e dell'ordine della città, e si lamentano se vengono sanzionati adducendo al Comune la responsabilità della mancanza dei posteggi. Ma come fa Graz ad essere così ordinata e bella? Qualcuno potrebbe dire che è una questione di cultura e rispetto delle regole... forse è vero, ma la nostra cultura non si allontana poi così tanto da quella asburgica. Il punto è che si deve "espropriare per pubblica necessità" la comodità ai cittadini di raggiungere il centro col mezzo privato. Al triestino non basta dire "non posteggiare sul marciapiede se no ti do la multa", devi togliergli la strada da sotto le ruote, devi mettergli i paletti. E solo allora si adegua e cerca altre soluzioni.
    Mi rendo conto che è difficile per un pubblico amministratore andare contro al volere dei propri cittadini, ci sono però delle scelte che vanno fatte col pugno duro per il bene della comunità tutta. E' un po' come la legge sul fumo nei locali pubblici, in primis impopolare ma poi apprezzata da tutti.
    Tornando all'esempio di Graz, i posteggi nel centro storico non dovrebbero nemmeno esistere, perché richiamano il traffico. Il posteggio sotto San Giusto a volerlo proprio fare, dovrebbe essere raggiungibile dalla Galleria Sandrinelli e non da via del Teatro Romano.
    Ma allora come dovrebbe spostarsi la gente nella Trieste del 2020?
    In realtà non bisogna inventare niente, basta copiare da Graz appunto. Nelle zone pedonali ci sono corsie riservate al transito dei cicli, e corsie riservate ai tram. Chi non può fare a meno di usare il mezzo pubblico alla fine lo usa e scopre che poi non è così male non dover più pagare le multe o arrabbiarsi con i vigili.
    I tram, ora stanno rispuntando in altre città del nord est delle nostre dimensioni (vedi Padova e Mestre). Ne esistono parecchie di soluzioni, ci sono i tram su gomma, i tram che funzionano anche a batteria dove i fili sarebbero antiestetici, e ci sono i tram che riescono ad utilizzare le linee ferroviarie dismesse. A Trieste sarebbe interessante avere dei tram che possano anche immettersi sui binari delle ferrovie, andando a riutilizzare strutture già esistenti e sottoutilizzate.
    Credo che il piano del traffico che è da poco stato reso pubblico, alla fine sia poco incisivo, non vedremo nessuna Herrengasse, è non ci sarà quella pedonalizzazione totale del borgo teresiano che in campagna elettorale era stata promessa dall'odierno Sindaco.
    Allora il mio appello agli amministratori non può essere che: puntare più in alto; puntare più in alto.

    Cordialmente
    Cristian BACCI

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  13. Grazie a Cristian per le pertinenti e utili osservazioni. Faccio mia l'ultima incitazione, tenendo però presente che tappe graduali ma costanti verso l'obiettivo sono normalmente più efficaci delle azioni dirompenti.

    Grazie ancora, un saluto!

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  14. Paolo Rovis ha detto...
    ... per quanto alle pedonalizzazioni realizzate, mi vengono in mente: via Cassa di Risparmio, via di Cavana, piazza della Borsa, via Nordio, via del Toro, via Einaudi, via Diaz, via Torino, via Muratti, piazza Verdi.. ma potrei dimenticarne qualcuna...

    Forse mi sbaglio io, ma di pedonalizzazione nelle vie Nordio e del Toro non ne ho mai vista! Forse si riferisce a quei pochi metri di ZTL che non sono da confondere con le Aree Pedonali Urbane.

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  15. Allora vede che lo sa quali pedonalizzazioni abbiamo realizzato!

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  16. Caro assessore,
    vedo che nel suo post non compare neanche una volta la parola "parcheggi". Forse perchè nei nove anni di questa giunta non siete riusciti a costruirne neppure uno di parcheggio, in città. E non mi venga a parlare di "progetti", per favore, di strutture in costruzione neanche l'ombra...
    Ma quando vi renderete conto che PRIMA vanno predisposti i posti auto e POI le pedonalizzazioni? Certo, alla fine la soluzione adottata da questa giunta è stata quella di lasciare un'ampia tolleranza alle soste selvagge. Va bene tutto, ma almeno evitiamo di paragonarci alle civili citta di Austria e nord Europa.
    Sperando che tenga conto anche delle critiche e non solo dei complimenti, un saluto da un residente del borgo teresiano (nonchè elettore...) che - dopo aver rinunciato da tempo all'auto vista l'impossibilità di parcheggiarla - assiste ogni giorno alla fiera del divieto di sosta ai margini delle zone pedonali.

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  17. Gentile Anonimo,
    guai se non tenessi conto delle critiche, come farei altrimenti a migliorare (o a tentare di farlo)...?

    Per quanto alle sue obiezioni. Non parlo di parcheggi in questo post perché il tema è il Piano del Traffico, mentre i parcheggi fanno parte di altro strumento urbanistico denominato, appunto, Piano Parcheggi. E' ovvio che i due argomenti sono strettamente correlati e infatti il Piano Percheggi è già stato approvato nel 2007.

    Lei dice "di strutture in costruzione neanche l'ombra". Scusi, ma gli scavi in corso in via del Teatro Romano, che cosa sono? Le allego il link, così assume informazioni più precise http://paolorovis.blogspot.com/2010/05/park-san-giusto-ecco-come-sara.html

    Il problema che ha lei in Borgo teresiano è uguale a quello di migliaia di altri cittadini che abitano in zone centrali e anche nei nostri rioni. Deriva dal fatto che fino a 20 anni fa si potevano costruire condominii, in tutta Italia, senza che siano dotati dei relativi posti macchina. Con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti.

    Come le dicevo, accetto ben volentieri le critiche, ma spero non mi consideri responsabile delle poco lungimiranti politiche abitative praticate in Italia dal dopoguerra in poi. :-)

    Un cordiale saluto!

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