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COMUNE DI TRIESTE, L’ASSESSORE PAOLO ROVIS: “VALUTO DI SPORGERE QUERELA NEI CONFRONTI DI SERGIO LUPIERI (PD) PER LE SUE GRAVI E INFONDATE AFFERMAZIONI SULLA VICENDA ESTENERGY”.





In Consiglio comunale molti se lo ricordano. Non certo per una qualche forma di concreta attività o per aver formulato proposte con un minimo di spessore.
Nei soli due anni di permanenza in Consiglio, sugli scranni del Partito Democratico – La Margherita, il consigliere Sergio Lupieri era solito intervenire leggendo pedissequamente dai fogli su cui aveva scritto il proprio compitino. Monocorde e meccanicamente noioso, alla terza frase il torpore aveva regolarmente la meglio sui colleghi, inclusi quelli del suo Gruppo, che si trovavano perciò di fronte a due alternative.
Cedere al naturale abbassamento delle palpebre oppure approfittare dei lunghi, piatti e ridondanti interventi del collega Lupieri per raggiungere il bar. Le due opzioni venivano praticate con equità: una metà aderiva alla prima, l’altra metà alla seconda. O quasi. Questo per dire che il consigliere Sergio Lupieri è persona abituata a parlare al vuoto per descrivere il nulla.

Fedele alla sua abitudine, quindi, il consigliere del PD dirama ieri un bizzarro comunicato stampa sulla vicenda Estenergy. Affermando tronfio che “l’Amministrazione comunale di Trieste e l’assessore con delega alle società partecipate Paolo Rovis sono corresponsabili della mancata partecipazione di Estenergy alla gara d’appalto da oltre 8 milioni di euro per la fornitura di energia elettrica al Comune”.

Sorvoliamo sull’ignoranza del consigliere Lupieri in merito ai ruoli e ai poteri attribuiti dalla legge alla parte politica e a quella amministrativa di un Ente pubblico, separandone nettamente le funzioni.

Sorvoliamo anche sul fatto che sono stato io stesso a sollecitare – e a ottenere - approfondite e immediate verifiche sull’operato dei responsabili operativi di Estenergy, in relazione alla mancata partecipazione alla gara.

Non è invece possibile lasciar correre l’accusa che Sergio Lupieri formula nei miei confronti, imputandomi di aver in qualche modo interferito su una procedura di gara d’appalto pubblica, contribuendo a non farvi partecipare un concorrente. Si tratta di un’accusa grave che, esulando totalmente dall’alveo della legittima critica politica, prefigura un reato di natura penale. Per rispondere alla quale, il rigetto con sdegno al mittente non può essere sufficiente.

Il mio avvocato riceverà quindi già lunedì il mandato di valutare la sussistenza degli estremi per sporgere querela nei confronti del consigliere Sergio Lupieri.

Il quale, nell’ergersi a – per quanto incompetente - censore, dimostra perfino di non conoscere la quota azionaria di AcegasAps SpA detenuta dall’omonima holding. L’esponente del Partito Democratico informa con sicumera che tale quota corrisponde al 67% quando invece è pari al 62,691%. Errore veniale, si dirà. Ma indice di presunzione, unita ad approssimazione e pressapochismo.

Del resto, perfino il capogruppo del Partito Democratico in Consiglio comunale Fabio Omero, sentì la necessità, il 3 ottobre 2009, di scrivere sul suo blog una nota che intitolò “Lettera aperta a Sergio Lupieri”.
Iniziava così: “La categoria degli studenti che amo di meno è quella dei “primi della classe”. Spesso non sono neppure i più preparati, ma credono di esserlo e soprattutto vogliono mettersi in mostra…”.
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