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TRIESTE: PORTO VECCHIO E PUNTO FRANCO. ALCUNI LIBERI RAGIONAMENTI.


La zonizzazione del Porto Vecchio.
In fondo all'articolo la descrizione delle destinazioni d'uso previste per ogni zona.
26 luglio 2012

Nel Porto Vecchio di Trieste è collocato uno dei cinque Punti Franchi di Trieste, il Punto Franco Vecchio (PFV), un regime che consente una serie di vantaggi doganali e fiscali per le merci stoccate, in transito o lavorate al suo interno.

Nel 2007 è stata approvata - d'intesa con l'Autorità Portuale e con l'unanimità del Consiglio comunale - la Variante 93 al Piano Regolatore, riferita al Porto Vecchio. Lo strumento pianificatorio prevede di superare la destinazione prettamente portuale dell'area, introducendo il concetto di "portualità allargata". Ovvero, una serie di funzioni e attività di "connessione" tra il mare e il tessuto urbano. In ragione di questo, l'Autorità Portuale ha emesso un bando per l'affidamento in concessione di gran parte del Porto Vecchio. Oggi un gruppo di investitori privati ha la disponibilità dell'area, sulla quale si prevedono interventi di infrastrutturazione e riqualificazione per oltre 1 miliardo di euro.

Il Punto Franco in Porto Vecchio è, perciò, ancora utile?

Il regime di extradoganalità è una preziosa risorsa, un unicum europeo inalienabile. Ma come ogni risorsa, è utile tanto quanto viene usata o, meglio, tanto quanto viene richiesta da operatori economici come presupposto e fattore competitivo per insediare o mantenere la propria attività.

Le funzioni previste in Porto Vecchio sono culturali, di ricerca, istruzione e formazione, di direzione e servizio, commerciale, di ricettività, espositive e di intrattenimento. È pensabile che un operatore culturale o un albergatore necessitino del Punto Franco per lavorare? È pensabile che i fruitori di tali attività debbano esibire documenti e oltrepassare varchi presidiati dalla Guardia di Finanza per potervi accedere?

Il buon senso ci dice di no. Certo, se un'azienda dovesse espressamente richiedere uno dei magazzini del Porto Vecchio, purché all'interno del Punto Franco, lo stesso si potrebbe mantenere, circoscritto all'area di necessità. Così come può venire riperimetrato attorno agli insediamenti con finalità portuali che verranno mantenuti. Ma considerarlo un totem inamovibile, trasformarlo da risorsa a imposizione appare contrario al concetto stesso di "utilità".

L'Autorità Portuale sta promuovendo e pubblicizzando presso operatori mondiali le caratteristiche dei nostri Punti Franchi. E fa benissimo. Perché il vero, unico modo di sfruttarli con massima efficacia è quello di ottenere regole chiare e farne conoscere le caratteristiche, attrarre aziende che possano trarre convenienza nell'usarli. Ma collocando entrambi - aziende e punti franchi - dove è più opportuno, dove più servono. Uno strumento duttile, quindi, in grado di modificarsi in coerenza con lo sviluppo del territorio e le esigenze imprenditoriali. Che, auspicabilmente, non riguardino solo stoccaggi o transiti di merci, ma attività di lavorazione con relativi nuovi posti di lavoro.

Non è perciò peregrino immaginare aree extradoganali al Terminal di Fernetti - che sta assumendo sempre più vocazione retroportuale -, piuttosto che a Prosecco, oltre che nella nuova Piattaforma Logistica o in zone oggi inutilizzate del Canale Navigabile e, perché no, nella Valle delle Noghere, con caratteristiche di Punto Franco Industriale. Magari al posto di un Centro commerciale già autorizzato ma il cui iter sta oggi languendo. Zone a servizio sì dell'attività portuale, ma anche di quella industriale. Sempre che, ovviamente, l'offerta si incontri con una "domanda" di Punti Franchi da parte del mercato.

Sul Porto Vecchio le decisioni sono state già prese. Con gli iter previsti, con un confronto democratico e intenso. Il cammino va ora proseguito dai privati concessionari, secondo i progetti presentati e assentiti in fase di gara.

Il Punto Franco non diventi quindi pretesto per una guerra di religione da parte della politica, nè alibi per l'immobilità da parte dei privati. La partita è già iniziata troppe volte senza mai concludersi. Stavolta sia diverso.

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PORTO VECCHIO: DESTINAZIONI D'USO SECONDO LA VARIANTE 93.

La variante al PRGC relativo alle aree del Porto Vecchio interessa un’area di circa 60 Ha ubicata a nord del Centro Storico di Trieste.

Si tratta di un’area in capo alla pubblica amministrazione in regime di demanio marittimo, di cui è tuttavia previsto l’utilizzo, la fruizione, secondo il regime degli usi pubblici del mare.

Con riferimento alla Delibera n.18 del 16.04.03 contenente le linee di indirizzo impartite dal Consiglio Comunale per la redazione della Variante stessa, questa è stata impostata considerando la totalità dell’area come “facente parte” del centro storico cittadino, viste le caratteristiche morfologiche e tipologiche che caratterizzano il Porto Vecchio. Una sorta di “quarto” borgo di fondazione ottocentesca, affiancato a Teresiano, Giuseppino e Franceschino; un brano di città storica da conquistare al porto secondo una logica di avanzamento urbano “individuando nuove finalità e nuove attività che consentano di restituire alla città il patrimonio esistente”. Una logica e un approccio improntati a flessibilità e funzioni appropriate, corrette, più propriamente urbane, integrate e integrabili nella città storica circostante in una visione di funzionamento generale di tutta la città di Trieste.

La Variante di PRGC ha inoltre preso atto della nota pervenuta in data 28.10.02, prot. 140842 con la quale l’Autorità Portuale di Trieste trasmetteva “per gli adempimenti di competenza” la deliberazione n.23/2002 del Comitato Portuale con la quale il Comitato stabiliva per le aree del Porto Vecchio: “Il mantenimento delle funzioni terminalistiche nel Porto Vecchio solo ad esaurimento, ovvero fino a quando non verrà assicurata una sistemazione analoga a quella in essere – in regime di continuità operativa – nelle aree del Porto Franco Nuovo o Industriale e dall’altro l’inclusione di attività di supporto anche a carattere residenziale (loft, residenze di supporto, foresterie universitarie, diporto, ecc.)”.

Ne è nata una Variante impostata su una trasformazione delle destinazioni d’uso che prevede la dismissione, in alcuni casi, nel tempo, delle prevalenti funzioni portuali, a vantaggio di altre attività più propriamente urbane e cioè attività culturali, di ricerca, istruzione e formazione, di direzione e servizio, commerciale, di ricettività, espositive e di intrattenimento e di limitate funzioni residenziali di servizio e di supporto, complementari alle nuove destinazioni d’uso sopra definite, prevedendo, tra l’altro, il mantenimento di funzioni terminalistiche merci nel Porto Vecchio in via transitoria, nell’area dell’Adriaterminal.

In sede di perfezionamento delle Intese con l’Autorità Portuale è emersa la volontà, da parte di quest’ultima, di non ammettere più nelle aree del comprensorio del Porto vecchio la funzione residenziale. L’Amministrazione Comunale al fine del raggiungimento di tale Intesa ha ritenuto di far propria tale decisone che è stata conseguentemente recepita negli elaborati della variante in oggetto.

LA VARIANTE DI PRGC
La Variante definisce nuove destinazioni per l’area del Porto Vecchio che viene classificata come
L1e - aree del Porto Vecchio- suddividendola nelle seguenti sottozone:
- ZPU, Zona Portuale Urbana;
- ZPU-2, la Zona Portuale Urbana su cui insiste il Terminal logistico dell’Adria Terminal;
- ZPU-3, corrispondente al molo III;
- ZPU-4, corrispondente al molo IV;
- ZP3, la nuova zona fieristica della città;
- ZRPU, Zona Ricreativa Parco Urbano;
- ZPM, Zona Portuale Museale;
- ZB, Zona Portuale Balneare;
- ZTN, Zona Turistico Nautica.

Sono individuate e ammesse le seguenti destinazioni d’uso connesse all’attività di portualità, passeggeri, turistica e diportistica, culturale, di ricerca, istruzione, formazione, di direzione e servizio, commerciale, di ricettività, espositive e di intrattenimento.

Sono stati assunti a riferimento i criteri già utilizzati sia nell’analisi che nel progetto, dal vigente PRGC nonché quelli stabiliti dal PUR e dalle vigenti norme regionali.
Per definire il nuovo assetto zonizzativo è stata tenuta in grande considerazione la contiguità con il centro urbano e i borghi storici; sono state inoltre valutate le possibili relazioni che si potranno instaurare tra le funzioni proposte per il Porto Vecchio e la città e quanto queste potranno incidere sul traffico.

Relativamente alla viabilità il la Variante al PRGC relativo alle aree del Porto Vecchio ha previsto una sostanziale modifica dell’attuale penetrazione urbana, implementando l’attuale offerta a beneficio dell’intera città.
Sono stati valutati, in funzione delle nuove destinazioni d’uso, soprattutto per quanto attiene alle nuove funzioni di servizio e di supporto, i nuovi carichi insediativi.

Funzioni e Destinazioni d’Uso

Funzioni e destinazioni d’uso sono state impostate, come già evidenziato, in una logica di allargamento dell’area urbana di centro storico. In congruenza con le preesistenze e con la tipologia dei singoli organismi edilizi, sono state previste destinazioni d’uso che integrandosi saranno in grado di creare un buon “effetto città”.

Nello specifico, per quanto concernente le singole sottozone, sono state previste le seguenti destinazioni d’uso:

ZPU, Zona Portuale Urbana
Sono ammesse le destinazioni d’uso connesse all’attività di portualità passeggeri, turistica e diportistica e servizi connessi, culturale, di ricerca, istruzione, formazione, di comunicazione ed informazione (centri telematici, sale di ripresa e registrazione, sale convegni), direzionale e di servizio, economiche (sedi bancarie e borsistiche, finanziarie ed assicurative), commerciale, artigianale di servizio, alberghiera e ricettivo-complementare, ricettiva, espositiva, di intrattenimento e attività di interesse pubblico e generale.

ZPU-2, la Zona Portuale Urbana su cui insiste il Terminal logistico dell’Adria Terminal
Sono ammesse le destinazioni d’uso connesse all’attività di portualità passeggeri, turistica e diportistica e servizi connessi, culturale, di ricerca, istruzione, formazione, comunicazione ed informazione (centri telematici, sale di ripresa e registrazione, sale convegni), direzionale e di servizio, economiche (sedi bancarie e borsistiche, finanziarie ed assicurative), commerciale, artigianale di servizio, commerciale al minuto, espositiva, di intrattenimento, e attività di interesse pubblico e generale.
Sono funzioni caratterizzanti quelle di tipo espositivo, di intrattenimento e direzionale; le attività portuali attualmente in essere potranno rimanere in zona sino al trasferimento in un’area idonea individuata dall’Autorità Portuale all’interno della Circoscrizione Portuale.

ZPU-3, la Zona Portuale Urbana su cui insiste il molo III
Sono ammesse le destinazioni d’uso connesse all’attività di portualità passeggeri, turistica e diportistica e servizi connessi, culturale, di ricerca, istruzione, formazione, di comunicazione ed informazione (centri telematici, sale di ripresa e registrazione, sale convegni), direzionale e di servizio, economiche (sedi bancarie e borsistiche, finanziarie ed assicurative), commerciale,artigianale di servizio, commerciale al minuto, espositiva, di intrattenimento, e attività di interesse pubblico e generale, ricettiva.

ZPU-4, la Zona Portuale Urbana su cui insiste il molo IV
Sono ammesse le destinazioni d’uso connesse all’attività di portualità passeggeri, turistica e diportistica e servizi connessi, culturale, di ricerca, istruzione, formazione, di comunicazione ed informazione (centri telematici, sale di ripresa e registrazione, sale convegni), direzionale e di servizio, economiche (sedi bancarie e borsistiche, finanziarie ed assicurative), commerciale,artigianale di servizio, commerciale al minuto, espositiva, di intrattenimento, e attività di interesse pubblico e generale.

ZP3, la nuova zona fieristica della città
Sono consentite attività espositive e fieristiche anche di interesse extraurbano ed, inoltre, ricettiva, artigianale di servizio, attività produttive legate alla nautica, direzionale, intrattenimento, commerciale al minuto, formazione e ricerca, servizi al diporto.

ZRPU, Zona Ricreativa Parco Urbano
Sono consentite le seguenti destinazioni d’uso: attività alberghiera e ricettivo-complementare, ricettive; turistica e diportistica e servizi connessi, moli di tipo tradizionale, prefabbricato o precario, squeri, alaggi, rimessaggi, servizi per la manutenzione dei natanti; insediamenti sportivi; ristoranti, locali di ritrovo; attività ricreative al servizio del parco urbano e della balneazione con possibile quota di commerciale; attività espositive, istruzione e ricerca

ZPM, Zona Portuale Museale
Sono consentite attività culturali museali ed espositive e servizi connessi ed, inoltre, formazione e ricerca, attività produttive legate alla nautica, artigianale di servizio, intrattenimento, commerciale al minuto, ricettiva, scuole e istituti universitari e relativi servizi.

ZB, Zona Portuale Balneare
Sono consentite le seguenti destinazioni: balneare; tempo libero, palestre, piscine; insediamenti sportivi ed attrezzature connesse con attività di svago; ristoranti, locali di ritrovo; parco urbano; diporto, moli di tipo tradizionale, prefabbricato o precario, squeri, alaggi, rimessaggi, servizi per la manutenzione dei natanti, ricettiva, artigianale di servizio, direzionale, espositiva, formazione e ricerca. Tali destinazioni non sono ammesse nella diga foranea che deve essere adibita elusivamente a funzioni di protezione della costa.

ZTN, Zona Turistico Nautica
Sono consentite le seguenti destinazioni: turistica; nautica; ricettiva; commerciale; artigianale di servizio; espositiva.

Viabilità e parcheggi
Per quando riguarda la viabilità di accesso al Porto Vecchio la stessa si diparte da Viale Miramare all’altezza del cavalcavia ferroviario per poi entrare all’interno del comprensorio del Porto vecchio analogamente a quanto previsto dall’Autorità Portuale nella propria variante al PRP. Non si è voluto definire puntualmente lo sviluppo progettuale di tale viabilità, limitandosi alla sola indicazione dei due assi che individuano la viabilità principale, demandando la definizione puntuale della forma e posizione dello svincolo, dei sensi di marcia e quant’altro, alla stesura del progetto a scala edilizia, nel rispetto delle prescrizioni impartite dalla Soprintendenza in sede di rilascio del parere di cui all’art. 32 della L.R. 52/91.

Relativamente ai parcheggi, quantificati nel rispetto della normativa sovraordinata e degli standard, gli stessi sono stati previsti ubicati sia interrati, che fuori terra in superficie, come all’interno di nuovi edifici/silos e dislocati omogeneamente e funzionalmente su tutta l’area del Porto Vecchio a servire le nuove realtà previste.
Sono state individuate aree destinate all’esclusivo transito pedonale a completamento della viabilità delle rive, in un’ipotesi di collegamento dell’area attualmente occupata dalla Capitaneria di Porto e la riviera di Barcola.

La Variante di Piano ha privilegiato, rispetto alla vivibilità degli spazi e alla realizzazione di aree esclusivamente a transito pedonale, le aree prospicienti il fronte mare e quelle immediatamente adiacenti.

Aspetti particolari
Particolare attenzione è stata posta nel valutare l’inserimento di nuove funzioni e destinazioni d’uso negli edifici storici, particolarmente in quelli vincolati e di interesse della Soprintendenza ai Beni Architettonici, per il Paesaggio e per il Patrimonio Storico Artistico e Demoetnoantropologico del Friuli Venezia Giulia, come nella struttura dell’impianto urbano.

Attività portuali
Analogamente, particolare attenzione è stata posta nel definire le funzioni portuali da conservare(anche temporaneamente) nell’ambito del Porto Vecchio, come nel caso dell’area Adriaterminal - zonizzata specificamente ZPUT.
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