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COSA SI STA FACENDO PER MIRAMARE? ABBIAMO PROVATO A CHIEDERLO.



TRIESTE, MIRAMARE: UNA STORIA DI SDEGNO E PREOCCUPAZIONE. E DI RISPOSTE COME QUESTA...
La sorte del più famoso sito turistico triestino nelle mani della burocrazia.

23 agosto 2015 

Parco di Miramare. Le condizioni in cui versa sono note. Così come è noto lo sbigottimento di triestini e turisti quando visitano un parco che di rigoglioso ha ormai ben poco.
La situazione preoccupa e così alcuni Consiglieri comunali intendono conoscere cosa si sta facendo per ripristinare il decoro della maggiore attrazione turistica della città. Gestita, come è noto, dalla locale Soprintendenza ai Beni Culturali.

Si attiva per primo Carlo Grilli (Lista Dipiazza). Il 7 novembre 2014 protocolla una richiesta di convocazione della Quarta Commissione, nella quale invitare coloro che si occupano della gestione del Parco. La richiesta è sottoscritta sia dalla maggioranza che dall'opposizione.


Quattro giorni dopo, l'11 novembre 2014, parte via mail una cortese richiesta al Soprintendente, dott. Caburlotto, affinché possa incontrarsi con la Quarta commissione del Comune di Trieste, al fine di avere lumi su come si sta affrontando la situazione.




Alla mail non viene data risposta. Nel frattempo, in Comune viene deciso che la questione passi dalla Commissione Lavori Pubblici alla Terza Commissione, competente sul turismo e quindi ritenuta più adatta per i risvolti evidenti che investono Miramare. 
Il 21 gennaio 2015, viene così inviata un'ulteriore mail di invito al dott. Caburlotto.



Anche in questo caso, non perviene alcuna risposta
Passa il tempo e si avvicina la stagione turistica. Le preoccupazioni aumentano. È Paolo Rovis, capogruppo di “Trieste Popolare”, a tentare ancora la fortuna.

Il 7 aprile 2015, saputo che alcuni lavori erano in corso, il consigliere chiede ancora di poter sentire la Soprintendenza per avere quelle risposte che i cittadini reclamano.

Che lavori si stanno facendo? Quanto dureranno? Quando riavremo il Parco come da cartolina? La richiesta, urgente, è sottoscritta anche in questo caso da tutti i componenti, sia di maggioranza che di opposizione. QUI L'INTERVENTO DI ROVIS.




Come da prassi, il 16 aprile riparte un invito via mail al dott. Caburlotto.


La risposta, anche in questo caso, non arriva. Si insiste e sei giorni dopo, il 22 aprile, si reitera l'invito. 



Stavolta la fortuna assiste il Consiglio comunale! Arriva una risposta. Dalla prima richiesta sono passati 5 mesi e mezzo.


Ma l'entusiasmo si raffredda subito. Come si legge, non è nulla di concreto. Il dott. Caburlotto chiede di scrivere ad altro indirizzo, di lì a qualche giorno, perché deve verificare l'agenda di maggio. Si esegue prontamente, ma l'indirizzo mail fornito non funziona. Così, il 4 maggio successivo, si riscrive.




Ancora una volta, buio totale: di risposte non se ne parla. Del complesso scambio di corrispondenza, il presidente della Commissione Manuel Zerjul (PD) riferisce puntualmente ai Consiglieri che, nel loro piccolo, un po' si incazzano. 
Chiedono quindi di insistere, ma “minacciando” di prendere pubblicamente una posizione critica sulla vicenda del Parco di Miramare. E infatti, il 20 maggio, parte l'avvertimento.



I toni un po' più decisi sortiscono un minimo di effetto. Tant'è che, due giorni dopo – una rapidità inaudita per questo surreale scambio epistolare – arriva la risposta di Caburlotto. 

Che, da non credere, esprime sconcerto e lancia accuse di scorrettezza

Poi, in un burocratese da Premio Oscar, fornisce una spiegazione arzigogolata che culmina, sostanzialmente, con un diniego all'incontro causa “l'assenza della fiducialità degli uditori” (sic!) che potrebbe, secondo il dirigente, dar luogo a strumentalizzazioni. Di seguito il capolavoro.


Di fronte a cotanto ardire, anche il presidente Zerjul ritiene di intervenire direttamente, spiegando al dott. Caburlotto che non stiamo qui a pettinare le email, ma che, insomma, stiamo chiedendo lumi e informazioni per conto dei cittadini. Su un bene pubblico, sul Parco di Miramare. Ecco cosa riceve la Soprintendenza il 27 maggio 2015.


“Piena disponibilità”, conferma il presidente. Ma senza venire corrisposto. Il canale comunicativo, già dissestato, si chiude unilateralmente. Un Ente dello Stato decide di non rispondere più a un Ente locale, per di più alla sua componente elettiva.

La primavera lascia il posto all'estate. I turisti accorrono copiosi a Miramare e scattano foto non tutte di cui andare fieri. Paolo Rovis non ci sta e non demorde. Rappresenta al presidente Zerjul che il Consiglio è ancora senza risposte. E così, parte un'ulteriore email. È ormai il 2 luglio 2015. Eccola.



È l'ultima e, come le altre, rimane lettera morta. Dal 7 novembre 2014 a oggi, agosto 2015, in ben DIECI MESI, la Soprintendenza ai Beni Culturali non ha voluto dare alcuna risposta al Comune di Trieste. Meglio: non ha voluto dare alcuna risposta ai cittadini preoccupati per la sorte di uno dei luoghi più preziosi e amati di Trieste. Il Parco e il Castello di Miramare.

L'articolo di Elisa Lenarduzzi su "Il Piccolo" del 23 agosto 2015.

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