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PROFUGHI: TUTTO QUELLO CHE C'È DA SAPERE. A TRIESTE E IN ITALIA.


Domande e risposte ai quesiti più frequenti riguardanti il fenomeno migratorio che investe le nostre città. Dati e informazioni sono emersi durante una seduta straordinaria del Consiglio comunale di Trieste dedicata alla questione, tenutasi il 23 febbraio 2015.


Quanto riportato è stato comunicato, in sede ufficiale e istituzionale, dai seguenti soggetti: Regione Friuli Venezia Giulia - Assessorato al Welfare, Comune di Trieste - Assessorato Protezione Sociale, Questura di Trieste, Comando Provinciale dei Carabinieri di Trieste, Caritas, ICS, Consulta degli Immigrati.

La considerazione finale è che il fenomeno migratorio conseguente a instabilità politica e guerre non è più da considerarsi un dato emergenziale e circoscritto nel tempo, ma assumerà caratteristiche strutturali. A fronte delle quali si dovrà provvedere con adeguate misure gestionali, culturali, sociali.

Questo post, riportando fonti ufficiali che si sono espresse in una sede istituzionale, intende apportare un contributo quanto più possibile serio al dibattito sul tema. Fuori dalla propaganda che sul tema abbonda. Da una parte e dall'altra.

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Perché dobbiamo farci carico di questi profughi?
Il dovere dell’accoglienza dei richiedenti asilo privi di mezzi di sussistenza è un obbligo di legge derivante dalla normativa europea (Convenzione di Ginevra 1951, Direttiva 2013/33/UE) e nazionale: si vedano in proposito la L. 189/2002 di istituzione dello SPRAR (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati), il D. Lgs. 140/05, il D. Lgs. 25/08 e il D. Lgs. 18/14.
Di norma i richiedenti asilo vengono accolti nell’ambito del sistema di protezione (SPRAR) - a cui il Comune di Trieste aderisce fin dalla sua istituzione - che prevede che gli Enti locali provvedano all’accoglienza dei rifugiati, con copertura dei relativi costi a carico dello Stato.


Quanto ci costano complessivamente i profughi e chi paga?
Il costo annuo dell'accoglienza in Italia è di circa 1 miliardo di euro, per il 70% coperto da fondi europei. Il resto sono fondi dello Stato. Funziona così per ogni nazione europea.

Quanto costa l'accoglienza a Trieste?
Il Comune ha erogato nel 2014 € 2.705.000,00. Pari importo è stato incassato dal Comune stesso da parte dello Stato. Complessivamente, il costo della gestione dei profughi si aggira attorno ai 4,5 milioni l'anno. Il peso dei rifugiati sul bilancio comunale è zero.

Da chi vengono usati i soldi per gli immigrati?
I fondi erogati dal Ministero dell’Interno non vengono utilizzati direttamente dai profughi ma finanziano l’organizzazione dell’accoglienza che viene attuata da associazioni, Caritas e Consorzio Italiano di Solidarietà per Trieste. La cifra è di euro 35,00 pro capite, al giorno.

Come vengono spesi questi 35 euro al giorno a testa?
La spesa media di euro 35,00 pro capite pro die è così articolata:
Alloggio (alberghiero, appartamenti e strutture) euro 13,50 
Vitto euro 8,50
Spese amministrative e di personale euro 9,50
Spese di pulizia e lavanderia euro 1,00 
Diaria giornaliera ai rifugiati euro 2,50
Tali costi variano a seconda del tipo di struttura utilizzata: negli appartamenti il costo medio relativo ad affitti, spese di gestione, utenze ecc. è di 4,00 euro cad. pro die, nelle strutture di accoglienza è di circa 19,00 euro cad. pro die, e presso strutture private (alberghi, campeggi ecc) la media è di circa 17,48.
Il costo del vitto varia da 7,00 a 10,00 euro a seconda della sistemazione.
Il costo del personale varia da 6,00 euro cad. nelle strutture a 13,00 euro negli appartamenti, che richiedono l’impiego di un numero superiore di operatori, vista la distribuzione sul territorio.

Quanti richiedenti asilo ospita il Friuli Venezia Giulia e da dove vengono?
Il FVG ospita 1804 richiedenti asilo, nessuno sbarcato nel sud dell'Italia, tutti arrivati via terra, principalmente da Siria e Afghanistan.

E a Trieste quanti sono?
A Trieste i richiedenti asilo attualmente ospitati sono 480. Il numero presenze complessive nel 2014 è stato di 818 unità.

È vero che fra loro vi possono essere anche delinquenti?
Secondo Polizia e Carabinieri, non c'è alcuna relazione tra richiedenti asilo e delinquenza.
Nel 2014, su 45mila interventi effettuati a Trieste dalle Forze dell'Ordine, solo 4 hanno riguardato i profughi e di questi solo 1 con risvolti penali.


Ma si leggono spesso notizie di extracomunitari protagonisti di reati...
I reati ascrivibili a extracomunitari riguardano persone stanziali, quasi sempre con permesso di soggiorno. Il richiedente asilo, invece, ha tutto l'interesse a rispettare rigorosamente le regole, proprio per non vedersi negare la richiesta.

I profughi portano malattie?
L'anno scorso sono stati registrati alcuni casi di scabbia, prontamente curati. Non è stato segnalato alcun contagio.

Come mai ne arrivano così tanti?
È conseguenza dei tanti focolai di guerra sviluppati attorno all'Europa. I profughi scappano da violenze, distruzioni, persecuzioni.
Il 2014 è stato l'anno con il maggior numero di rifugiati nel mondo, dalla fine della Seconda Guerra mondiale.

Per quanto tempo si fermano?
Mediamente sei-otto mesi. È il tempo necessario per espletare le pratiche e le verifiche sulla richiesta di asilo.

Non potrebbero svolgere qualche lavoro?
In attesa dell'espletamento delle pratiche, i richiedenti asilo non possono svolgere attività lavorative regolari. Molti Comuni, tra i quali Trieste, stanno attivando servizi di pubblica utilità nei quali impiegare i rifugiati. Senza compenso e su base volontaria. A Opicina (frazione di Trieste) gli ospiti della Caritas svolgono attività di pulizia e manutenzione di vie e aree pubbliche del circondario.

Quante richieste di asilo vengono accolte?
I profughi arrivati a Trieste, tutti via terra, si vedono accolto il 90% delle richieste di asilo. La media italiana è attorno al 70% (*). Tra quelli sbarcati al Sud vi è una percentuale maggiore di richieste respinte. (*) Dato fornito dall'ICS. In realtà la media è del 60%, vedi il grafico qui sotto della Commissione Nazionale per il Diritto Asilo - Ministero Interno.


Ma è vero che non hanno documenti e nessuno sa niente di loro?
Molti hanno con sé i documenti personali dei Paesi di origine. È loro convenienza supportare la richiesta di asilo con prove certe per rendere più veloci e sicure le pratiche. Tutti vengono comunque identificati, assunte le impronte digitali e assegnata un'identità "elettronica" univoca secondo standard riconosciuti in tutti i Paesi UE.

Perché sono generalmente maschi e giovani?
Spesso sono le famiglie che fanno fuggire i figli da scenari di morte e persecuzione. Per non farli morire o per evitare loro arruolamenti forzati in milizie che si ammazzano fra loro. I giovani maschi sono quelli più a rischio.
Talvolta l'avvicinamento all'Europa è un viaggio a tappe che dura anni, durante i quali il profugo svolge lavori nei luoghi dove si trattiene per qualche mese, allo scopo di raccogliere soldi per proseguire il viaggio. Un giovane maschio da solo ha più possibilità di raggiungere la meta.

Come vengono accolti i richiedenti asilo a Trieste?
La procedura standard prevede che i nuovi arrivati vengano accolti per 24 ore presso la ex casa di riposo di via Gozzi, dove vengono presi in carico, ovvero sottoposti ad una prima valutazione generale, comprendente anche lo stato di salute, e successivamente inviati alle varie destinazioni, che attualmente sono:
1) appartamenti autogestiti (Via Corridoni, Residence Sara, Via d’Alviano, via Madonna del Mare, ex centro di salute mentale di via S. Vito)
2) strutture dedicate (Villaggio del Fanciullo, Gozzi, Teresiano, Casa Betania);
3) sistemazioni presso privati (settore alberghiero e para-alberghiero: Villaggio del Pescatore, albergo Parenzo, Etnoblog, Hotel Tritone, campeggio Excelsior di Fernetti).
Alcune delle strutture sopraindicate vengono affittate dalle associazioni, una è in comodato gratuito, oppure vengono stipulati accordi fra le associazioni e strutture di tipo alberghiero e para-alberghiero.

Di quali servizi beneficiano i profughi?
I servizi vengono erogati dai due soggetti gestori (ICS e Caritas). Si tratta di servizi previsti dalla normativa statale sull’accoglienza ai richiedenti asilo.
1) Servizi di alloggio e di vitto (comprendenti colazione, pranzo e cena). I pasti vengono consumati presso la mensa della Caritas oppure all’interno degli appartamenti. Le strutture alberghiere non forniscono pranzi e cene, fatta eccezione, per motivi logistici, per la struttura alberghiera di Duino-Aurisina.
2) Servizi di gestione amministrativa, consistenti in registrazione degli ospiti (rilevazione dei dati anagrafici, estremi dei documenti di identificazione, data d’ingresso e di uscita, eventuali giorni di assenza), tenuta di un registro delle presenze con raccolta giornaliera delle firme degli ospiti, tempestiva comunicazione alla Prefettura e alla Questura dell’eventuale allontanamento dell’ospite.
3) Servizi di pulizia ed igiene ambientale della struttura di accoglienza, comprendenti la pulizia giornaliera e periodica dei locali e degli arredi, la disinfezione e disinfestazione periodica, la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti.
4) Fornitura dei seguenti beni:
- effetti letterecci periodicamente cambiati;
- biancheria e abbigliamento adeguato alla stagione, periodicamente cambiati al fine di garantire l’igiene ed il decoro della persona;
- prodotti per l’igiene personale;
- pocket money nella misura di € 2,50 pro capite/pro die, fino ad un massimo di € 7,50 per nucleo familiare, da erogarsi in relazione alle effettive presenze registrate, dietro firma per ricevuta da parte del destinatario;
- tessera/ricarica telefonica mensile di € 5,00 a persona, la prima alla presa in carico;
- biglietti per l’accesso ai mezzi di trasporto pubblico.
5) Servizi per l’integrazione: orientamento generale sulle regole comportamentali all’interno delle strutture, mediazione linguistica e culturale, informazione sulla normativa concernente l’immigrazione e i diritti e doveri concernenti la condizione dello straniero, accompagnamento, orientamento ed assistenza nella formalizzazione dell’istanza di protezione internazionale. Inoltre i rifugiati, che vengono tutti dotati di tessera sanitaria, sono accompagnati presso i presidi sanitari, territoriali e ospedalieri.
Sono altresì avviati ai corsi - obbligatori - di italiano, e ai corsi di formazione professionale.
Si sta anche progettando l’attivazione di azioni di cittadinanza attiva per inserire i profughi in attività di volontariato a favore della collettività.
Non rientrano in questo computo e risultano quindi non coperte dalla diaria le spese sostenute dalle Associazioni per aprire le strutture e per dotarle di arredi ed elettrodomestici.
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