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IL CENTRO STORICO DI TRIESTE NEL PATRIMONIO UNESCO: LA PROPOSTA DI CANDIDATURA.


20 ottobre 2011

Un atto d'amore per Trieste.
Questo, in sintesi, il senso della delibera che ho redatto e presentato come primo firmatario, assieme al Gruppo consiliare comunale del Popolo della Libertà.
Oggetto: l'inserimento di un'area unica e straordinaria - piazza dell'Unità d'Italia, piazza della Borsa, piazza Verdi - nella lista del patrimonio mondiale dell'Unesco. Un riconoscimento che ritengo abbia i requisiti, richiesti dall’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’educazione, la scienza e la cultura, per venire valorizzato con tale prestigioso riconoscimento, dopo aver concluso gli interventi di riqualificazione e ripristino della configurazione originale.
La delibera verrà discussa e votata dal Consiglio comunale. Se approvata - e mi risulta difficile pensare che qualcuno sia contrario - si avvierà l'iter per avanzare la candidatura.
Che auspico vada a buon fine e comunque, tentare non costa nulla!
Di seguito, per chi ha voglia e pazienza di leggere, il testo integrale della delibera.


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Delibera di iniziativa consiliare avente per oggetto:
“Candidatura all’inserimento nella lista del “Patrimonio mondiale culturale e naturale dell’UNESCO” del sito “Trieste - piazza dell’Unità d’Italia, piazza della Borsa, piazza Giuseppe Verdi”.
ai sensi dell’art. 60 dello Statuto del Comune di Trieste


presentata da:
Paolo Rovis, Roberto Antonione, Everest Bertoli,
Maurizio Bucci, Piero Camber,
Manuela Declich, Claudio Giacomelli


IL CONSIGLIO COMUNALE DI TRIESTE


Premesso che:

il patrimonio culturale e naturale rappresenta il punto di riferimento, il modello, l’identità dei popoli e costituisce l’eredità del passato da trasmettere alle generazioni future;

con legge 6 aprile 1977, n. 184, lo Stato italiano ha ratificato la “Convenzione sulla Protezione del Patrimonio culturale e naturale mondiale”, promossa dalla Conferenza generale dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’educazione, la scienza e la cultura e firmata a Parigi il 23 novembre 1972;

considerato che:

la Convenzione del 1972 incoraggia i Paesi membri a identificare e tutelare il proprio patrimonio e, allo scopo, istituisce e integra una “Lista del Patrimonio mondiale UNESCO”, selezionando i siti da inserirvi in base alle loro caratteristiche specifiche;

in forza di tale iscrizione, i Paesi riconoscono che i siti ricompresi nella “Lista del Patrimonio Mondiale” che si trovano sul proprio territorio, senza nulla togliere alla sovranità nazionale e al diritto di proprietà, costituiscono un patrimonio “alla cui salvaguardia l’intera comunità internazionale è tenuta a partecipare”;

ritenuto quindi che

la “Lista del Patrimonio Mondiale” rifletta la ricchezza e la diversità del patrimonio culturale e naturale del mondo intero;

appurato che

la Convenzione (Artt. 1 e 2) definisce le tipologie dei beni che possono essere iscritti nella “Lista del Patrimonio mondiale”, citando, fra gli altri, i “Complessi”, ovvero i “gruppi di costruzioni isolati o riuniti che, per la loro architettura, per la loro unità o per la loro integrazione nel paesaggio, hanno un valore universale eccezionale, dal punto di vista della storia, dell'arte o della scienza”;

appurato inoltre che

le “Linee guida operative per l’attuazione della Convenzione” (punti 45-47) definiscono, fra l’altro, “Paesaggi culturali” quei beni culturali che “rappresentano “creazioni congiunte dell'uomo e della natura”, così come definiti all’articolo 1 della Convenzione, e che illustrano l’evoluzione di una società e del suo insediamento nel tempo sotto l’influenza di costrizioni e/o opportunità presentate, all’interno e all’esterno, dall’ambiente naturale e da spinte culturali, economiche e sociali”.

Rilevato che

piazza dell’Unità d’Italia, piazza Verdi, piazza della Borsa sono state oggetto, dal 2000 a oggi, di interventi di riqualificazione, da poco conclusi, che ne hanno recuperato l’originaria configurazione e che medesime opere di recupero e ripristino sono state eseguite su edifici pubblici e privati delimitanti le citate piazze;

rilevato inoltre che

i siti e gli edifici citati sono oggetto di vincolo e tutela sia in linea paesaggistica che monumentale, in base alla vigente legislazione nazionale;

ritenuto che

l’area compresa fra piazza dell’Unità d’Italia, piazza della Borsa, piazza Giuseppe Verdi e gli edifici ivi insistenti, possiedano, per le loro caratteristiche architettoniche peculiari, per le vicende storiche succedutesi, per valore simbolico, per la particolare osmosi tra tessuto urbano e mare, le caratteristiche di “complesso” e “paesaggio culturale”, richieste rispettivamente dagli articoli 1 e 2 della Convenzione e dai punti 45-47 delle Linee guida per l’attuazione della stessa.

Appurato che:

l’Ufficio Patrimonio Mondiale UNESCO svolge, all’interno del Ministero per i Beni e le Attività Culturali (MiBAC), la funzione di coordinamento delle attività connesse all’attuazione della Convenzione sulla protezione del Patrimonio Mondiale Culturale e Naturale;

la richiesta di iscrizione di un sito nella “Lista del Patrimonio Mondiale” può essere avviata solo se il sito è già presente nella “Lista propositiva” del singolo Stato membro;

rilevato che

la “Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO” è l’organismo competente a ricevere le proposte di inserimento nella citata “Lista propositiva” e che in data 6 maggio 2011 il Consiglio direttivo della predetta Commissione ha approvato una nuova determinazione avente per oggetto la “Procedura concordata per l’invio di candidature nelle liste e nei network dell’UNESCO”;

l’art.1, comma 1) della predetta determinazione (Procedura per la presentazione di candidature nazionali) stabilisce che “le proposte per candidare siti nella lista del Patrimonio mondiale culturale e naturale dell’UNESCO sono promosse e trasmesse alla Commissione Nazionale Italiana dell’UNESCO da chiunque ne abbia interesse (istituzioni, enti, amministrazioni pubbliche, associazioni e altri soggetti)”;

condivisa l’opportunità

di procedere alla presentazione della candidatura nella “lista del Patrimonio mondiale culturale e naturale dell’UNESCO” del sito “Trieste - piazza dell’Unità d’Italia, piazza della Borsa, piazza Giuseppe Verdi”, anche in ragione del fatto che, in caso di esito positivo, potranno venire avanzate richieste di finanziamento per gli interventi previsti all'art. 4, comma 1 della Legge 20 febbraio 2006, n. 77 recante "Misure speciali di tutela e fruizione dei siti italiani di interesse culturale, paesaggistico e ambientale, inseriti nella lista del patrimonio mondiale, posti sotto la tutela dell'UNESCO";

valutato ancora che

l’auspicato inserimento del sito “Trieste - piazza dell’Unità d’Italia, piazza della Borsa, piazza Giuseppe Verdi” nella “lista del Patrimonio mondiale culturale e naturale dell’UNESCO” rappresenterebbe una prestigiosa valorizzazione dell’intera città di Trieste e un ulteriore, potente strumento di promozione culturale e turistica;

accertato che

la presente delibera non comporta spesa per l’Amministrazione comunale, in quanto la predisposizione della documentazione per l’avanzamento della candidatura all’inserimento nella “Lista propositiva italiana” - necessariamente propedeutico per una successiva valutazione da parte del Centro del Patrimonio mondiale – e l’invio della medesima alla Commissione Nazionale Italiana dell’UNESCO, possono venire effettuati dal personale comunale, nell’ambito dell’attività del proprio ufficio;

visti:
gli artt. 42 e 43 del D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267 e s.m.i.;
il vigente Statuto comunale;
il vigente Regolamento del Consiglio comunale,

D E L I B E R A

1. di procedere alla presentazione della candidatura del sito “Trieste - piazza dell’Unità d’Italia, piazza della Borsa, piazza Giuseppe Verdi” al fine dell’inserimento nella lista del “Patrimonio mondiale culturale e naturale dell’UNESCO”;

2. di dare mandato al Sindaco e alla Giunta di adempiere a tutte le procedure necessarie per l’attuazione di quanto al punto 1;

3. di impegnare il Sindaco e la Giunta a informare periodicamente il Consiglio comunale sullo stato di avanzamento del percorso di candidatura e sugli esiti dello stesso.


Ma quattro anni dopo (novembre 2015) la situazione è questa. Indagheremo su questa grave omissione: Trieste non può venire umiliata da una burocrazia inerte e menefreghista.
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