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TURISTI STRANIERI OFF-LIMITS: "LA GRANDE TRIESTE" NON PARLA INGLESE.


Bella. Interessante. Allestita bene. Questi i primi commenti sulla mostra "1891-1914 La Grande Trieste" organizzata dal Comune presso il Salone degli Incanti. Inaugurata l'8 febbraio, sarà visitabile fino al prossimo 3 maggio. E meno male che il risultato è soddisfacente, visto che il tutto costa la non insignificante cifra di euro 280mila. In parte - 50mila euro - coperti da sponsor, 30mila dalla Regione e i restanti 200mila a carico delle casse comunali.

Ma fra i mille che l'hanno visitata già il primo giorno è emersa un giustificatissima obiezione: tutti i testi descrittivi sono esclusivamente in lingua italiana. Geniale intuizione per una città che vorrebbe attrarre turismo, no? 

Ancor più a Trieste, dove i numeri certificano che la maggioranza dei visitatori è di provenienza estera (come è anche intuibile). Quindi il turista straniero paghi l'ingresso e poi si attacchi. Alla faccia dell'accoglienza...

Non si pretende un poliglottismo spinto, ovviamente. Soltanto quello che si fa in tutto il mondo: testi e didascalie nella lingua locale e in inglese. Il minimo sindacale. Nulla, da noi impera il provincialismo. Come se il mezzo miliardo di vecchie lire investite fosse solo per noi, per farci la mostra di casa nostra dove gli ospiti stranieri non sono graditi.

Ma andiamo avanti. Come tutte le esposizioni, anche questa ha un sito internet. Bene. E, sorpresa!, on-line la traduzione inglese c'è. Peccato che, come hanno certificato una traduttrice professionista e un cittadino britannico madrelingua, la qualità della traduzione è al maccheronico livello di Google Translator. Si capisce poco, riferiscono eufemisticamente i due che ne sanno, trattenendo, solo per cortesia nei confronti dell'interlocutore, un risolino di scherno.

Nei 280mila euro una traduzione decente non ci stava? Bilinguismo sul web che comunque è quasi inutile: Dove invece servirebbe davvero, ovvero lungo il percorso di visita della mostra, sei obbligato a comprendere la lingua di Dante.

Una scortesia verso gli stranieri speranzosi, cui vengono chiesti, al pari degli italiani, i 6 euro per l'ingresso. Un prezzo che il Comune ritiene debba costituire una sorpresa, da rivelarsi solo al botteghino. Infatti, nella sezione "informazioni" del sito, il costo del biglietto lo si può cercare a lungo. Senza trovarlo, perché non c'è.

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AGGIORNAMENTO! Dall'ufficio stampa, al momento di chiudere questo post, comunicano quanto segue: "Si ricorda che i testi della mostra sono disponibili in italiano e inglese sul sito web www.lagrandetrieste.it (accessibile nella sede espositiva anche grazie al sistema wi-fi), e verranno nei prossimi giorni integrati dai testi in tedesco e sloveno, tutti sul sito web e su brochure stampate disponibili gratuitamente in mostra".

È già qualcosa e verificheremo. Rimane il fatto che, a oggi, le traduzioni in situ non ci sono e che accedervi con il telefonino non è il massimo, anche se c'è il wi-fi. E speriamo che le conversioni dei testi in tedesco e sloveno, quando saranno pubblicate, non siano della stessa qualità di quella in inglese...
La videata "info" della mostra. Il prezzo d'ingresso non compare.
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