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PRESIDENTE MATTARELLA, TOLGA L'ONORIFICENZA DELLA REPUBBLICA ITALIANA CONCESSA A TITO.

Il sito della Presidenza della Repubblica e l'onorificenza concessa a Tito.

Josip Broz Tito, noto anche come "Maresciallo Tito", è ancor oggi Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana, decorato di Gran Cordone. Un titolo onorifico lunghissimo: è, infatti, il più elevato della nostra Repubblica. Gli venne conferito da Giuseppe Saragat, nel 1969.

A Tito è ascrivibile una serie di crimini, tra i quali quelli perpetrati nelle terre giuliano-istriano-dalmate, dove migliaia di Italiani vennero uccisi e gettati nelle foibe, cavità carsiche 
nel profondo delle quali sono stati fatti sparire gli oppositori al regime comunista. 

L'uccisione di italiani in Istria e Dalmazia iniziò nel '43. Dopo la liberazione di Trieste, quando la città era sotto il controllo dei militari di Tito (maggio-giugno '45), sono stati eliminati e fatti sparire uomini e donne, con metodi sadici e brutali.

Le vittime delle foibe non sono definite con certezza ma si parla di 10-15 mila persone. Circa 350 mila italiani lasciarono le loro case dopo il passaggio alla Jugoslavia delle province di Pola, Fiume, Zara e parte di quelle di Trieste e Gorizia.

Queste tragedie vengono ricordate ufficialmente, dal 2004, ogni 10 febbraio. 


È il "Giorno del Ricordo".

Il 10 febbraio 2007, il presidente Napolitano ricordò che il dramma del popolo giuliano-dalmata fu scatenato «da un moto di odio e furia sanguinaria e un disegno annessionistico slavo che prevalse innanzitutto nel trattato di pace del 1947, e che assunse i sinistri contorni di una pulizia etnica.»

Il 3 ottobre 2011 la Corte Costituzionale della Slovenia ha dichiarato incostituzionale l'intitolazione di una strada di Lubiana a Tito, avvenuta nel 2009, dichiarando che ciò avrebbe comportato la glorificazione del regime totalitario da questi costituito e una giustificazione delle gravi violazioni dei diritti dell'uomo e della dignità umana avvenute durante il suo regime.

Oggi, 10 febbraio 2015, il presidente Sergio Mattarella ha riconosciuto che "Per troppo tempo le sofferenze patite dagli italiani giuliano-dalmati con la tragedia delle foibe e dell'esodo hanno costituito una pagina strappata nel libro della nostra storia", - aggiungendo che, istituendo il "Giorno del Ricordo", - "il Parlamento con decisione largamente condivisa ha contribuito a sanare una ferita profonda nella memoria e nella coscienza nazionale. Oggi la comune casa europea permette a popoli diversi di sentirsi parte di un unico destino di fratellanza e di pace. Un orizzonte di speranza nel quale non c'è posto per l'estremismo nazionalista, gli odi razziali e le pulizie etniche».

Presidente Mattarella, condividendo le sue parole, crediamo sia necessario ancora un gesto di rispetto da parte dell'Italia nei confronti delle vittime della furia titina. 

Inauguri il suo mandato cancellando una macchia dall'albo delle alte onorificenze della nostra Repubblica. 

Revochi la decorazione concessa dall'Italia al maresciallo Tito.

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