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TRIESTE, LINEE BUS STRAVOLTE E SFRATTATE DA VIA MAZZINI: ECCO TUTTI I POSSIBILI DISAGI.

La 21 si salva dalla rivoluzione del week-end.
Signori, si chiude. Autobus e taxi vengono sfrattati da via Mazzini, arteria nevralgica del centro di Trieste riservata al trasporto pubblico, per volontà della Giunta comunale di centrosinistra. Al momento, la preclusione opera sabato, domenica e festivi. E limitatamente al periodo estivo. Ma probabilmente non basterà a evitare disagi, pesantissimi e inutili, a tanti Triestini. Li hanno chiamati "PDays". E anche le iniziali del nome scelto non promettono nulla di buono.

Diciamolo subito: contrariamente a quanto inopinatamente scrive il Comune sul suo sito, questa NON è una sperimentazione - né, tantomeno, un "completamento" - del nuovo Piano del Traffico. È una decisione estemporanea esclusiva della Giunta comunale, al di fuori del Piano del Traffico approvato dalla stessa maggioranza di centrosinistra. Il quale prevede sì la pedonalizzazione di via Mazzini, ma con il contestuale - e comunque contestato - spostamento, a doppio senso di marcia, dei mezzi di trasporto pubblico lungo corso Italia. In questo caso, invece, non si applica tale compensazione: si chiude, si spostano d'imperio ben 10 linee bus e basta. E probabilmente, nonostante siano giornate estive, di minori spostamenti e di scuole chiuse, i disagi non mancheranno.

In anticipo sull'applicazione delle misure annunciate, prendo una posizione netta. A fianco di quanti, da cittadini innocenti, verranno puniti da chi accarezza in questo modo il vezzo di giocare a "Il Piccolo Urbanista".

Esprimo pertanto, già oggi, la mia totale solidarietà:

Ai cittadini che saliranno serenamente sul solito autobus e che si vedranno invece trasportati in luoghi dove non volevano andare e saranno costretti a scendere in vie che non volevano raggiungere.

 Agli autisti della Trieste Trasporti, cui ignari e incolpevoli passeggeri si rivolgeranno ansiosi - speriamo pacatamente, ma non ci scommetterei - non appena il loro bus imboccherà percorsi finora inediti.

 Agli utenti del trasporto pubblico quando scopriranno, sul posto, che la fermata dalla quale sono soliti prendere la 5, la 9, la 10, la 11, la 18, la 19, la 24, la 25, la 30, oppure la A, è stata soppressa. E che la via sulla quale passa l'autobus è un'altra.

 Agli stessi utenti del trasporto pubblico quando vagheranno alla ricerca della via giusta, cercando di localizzare la fermata giusta, da dove poter salire sulla linea giusta.

 Agli automobilisti, centauri e autisti della Trieste Trasporti, costretti a condividere con difficoltà, tutti assieme, una già solitamente complicata via Valdirivo e a impegnare, in misura ancora maggiore, il già trafficatissimo Corso Italia.

 Ai tassisti, costretti a giri lunghi e viziosi, con conseguenti aumento del prezzo della corsa e lamentele dei clienti.

 Ai negozianti, che con la soppressione delle fermate e della percorrenza tradizionale dei bus, perderanno il beneficio del passaggio di persone da queste indotto.

 Ai cittadini con ridotta capacità motoria i quali, scaricati su fermate e vie indesiderate, dovranno sobbarcarsi passeggiate obbligatorie per raggiungere le zone più centrali di Trieste.

 Ai pedoni che dovranno farsi largo sui marciapiedi - già striminziti - occupati da coloro che dovranno attendere il bus a una delle nuove, estemporanee fermate.

 A Triestini e turisti costretti a subire la "sperimentazione" di una larga parte del centro storico tagliata fuori dal trasporto pubblico.

E ancora a chi si troverà bloccato in qualche evitabilissimo ingorgo, a chi abita lungo vie dove il maggior traffico e la minore velocità faranno corrispondere inevitabilmente un maggior inquinamento, a tutte le categorie che per tale decisione subiranno danni e penalizzazioni.

E, infine, solidarietà a tutti i Triestini: il loro, il nostro denaro pubblico avrebbe potuto avere un'infinità di più proficui utilizzi.


La giunta Cosolini promuove così la propria scelta di rivoluzionare la viabilità del centro.
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