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CORSO ITALIA: TORNA VIVA LA MIA PROPOSTA DI 7 ANNI FA?


Ero un "giovane" Consigliere comunale quando, nell'estate del 2004, proposi un'azione coraggiosa: pedonalizzare Corso Italia, nell'ambito del Piano Generale del Traffico Urbano, ridistribuendo i flussi di traffico su altre direttrici. Naturalmente, prima di "espormi", chiesi e ottenni dal prof. Camus, redattore del Piano del Traffico, la garanzia che l'intervento fosse tecnicamente fattibile.

Tuttavia, come accade spesso nella nostra città in risposta a proposte innovative, vi fu chi sentenziò con un "impossibile", chi liquidò la proposta come una "boutade" estiva, chi si limitò a sorridere come si fa con i matti. Eppure la proposta era innovativa solo per Trieste: nel resto d'Europa la pedonalizzazione "spinta" dei centri storici è realtà da decenni. Altri, tra cui diversi Consiglieri e Assessori comunali aderenti al mio Partito (che all'epoca si chiamava Forza Italia), sostennero invece fin da subito l'idea. Si formò anche un Comitato di cittadini a favore della pedonalizzazione del Corso, che raccolse oltre mille firme.

Io stesso costruii un sito internet (la home page la vedete qui sopra, è tuttora attivo e potete accedervi cliccando qui) e lanciai un sondaggio che vide la nettissima prevalenza dei favorevoli alla mia proposta.

Sono trascorsi 7 anni. Pochi mesi fa, la Giunta di centrodestra di cui facevo parte, ha approvato la bozza del Piano. Contenente, fra l'altro, l'inibizione al traffico privato lungo Corso Italia. Un primo risultato era stato raggiunto.

Oggi il sindaco Cosolini annuncia di voler proseguire nella medesima direzione. Se davvero lo farà, avrà il mio sostegno. Perché confermerebbe, come ha già fatto la Giunta Dipiazza, la validità della mia idea del 2004. E poi, poco importa chi ci mette la firma finale. Importano molto le azioni e i fatti concreti. E credo importi a tutti che Trieste continui nel suo percorso di riqualificazione urbana e di mantenimento degli alti standard di qualità della vita. Sono trascorsi 7 anni, è vero. Ma per migliorare la nostra città non dev'essere mai troppo presto, nè troppo tardi.
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