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Della politica e delle pene.

Alla Regione il primo round sulla delibera del Comune che istituisce Trieste Città d'Arte. Delibera sospesa - non annullata - in attesa della valutazione di merito. Siamo sportivi, incassiamo la scelta prudenziale del TAR, contro la quale ricorreremo comunque presso il Consiglio di Stato. La partita è quindi in corso e chi oggi canta vittoria sarebbe bene che, almeno per il momento, si ricomponga.

Rimane immutata la mia convinzione, supportata dal voto unanime della Giunta e del Consiglio Comunale - salvo 3 contrarietà - che Trieste meriti lo status di Città d'Arte, negato dalla Regione.

Nel frattempo Berlusconi annuncia una legge apposita per Firenze, incentivando la promozione di tutte le Città d'Arte italiane con l'auspicio di poter raddoppiare quell'11% del PIL nazionale prodotto in Italia dall'industria turistica. Insomma, Governo Nazionale e Comune di Trieste nella medesima, virtuosa e logica direzione. Regione FVG in quella opposta.

Trieste è la città che negli ultimi due anni è cresciuta più di tutto il Friuli Venezia Giulia in termini di arrivi e presenze turistiche: +14% nel 2007, + 5% nel 2008. Un risultato importante, frutto del lavoro di Enti, Istituzioni, operatori privati. Nonostante la crisi infatti, in Comune continuano a venir presentate richieste di ampliamento e nuove aperture di strutture ricettive.
L'Assessorato al Turismo del Comune di Trieste svolge una continua promozione della nostra città, attraverso la partecipazione a Fiere specializzate, presenze su organi di stampa ed altro.

Fino all'anno scorso, il budget che la Regione ci garantiva era pari a 100mila euro. Pochi, molto pochi ma abbiamo stretto i denti e cercato di fare, come si suol dire, le nozze con i fichi secchi. D'altra parte, con la Regione governata dal centrosinistra, un Comune amministrato dal centrodestra era costretto a tirare la cinghia... Nel 2008 vinciamo le elezioni, la Regione ritorna "amica" ed ecco che accade. Alla fine di un'estenuante ed umiliante trattativa degna di un suk arabo, ci viene concessa la bellezza di 70.000 euro per un anno di promozione turistica! Trentapercento secco in meno, con tanti saluti da parte degli "amici". Settantamila firmati e sottoscritti dal direttore della TurismoFVG - braccio operativo dell'assessorato regionale - davanti a sindaci e rappresentanti istituzionali della provincia di Trieste.

Pochi giorni fa, a giugno, la lettera ufficiale di assegnazione dei fondi: 60mila euro. A sorpresa, diecimila si sono persi per strada, insieme alla parola data e all'impegno preso. La serietà per qualcuno è fuori moda, la lealtà obsoleta: è il tempo delle "chiacchiere e distintivo".

Mentre Trieste sta crescendo turisticamente, faticosamente e con tanto lavoro, la Regione ci toglie la classificazione di "città turistica" prima, di "città d'arte" ora, ed i fondi per il turismo qualche giorno fa.

Potrei fare come certi politici, alzare le spalle e starmene tranquillamente seduto nel mio ufficio, in fondo a me, personalmente, che mi frega? Invece mi arrabbio e combatto, perché tale evidente e pesante discriminazione va a scapito della mia città e della sua economia, colpisce gli interessi collettivi dei cittadini e delle imprese di Trieste. Subiamo una politica trinariciuta, chiusa e ottusa, incapace di riconoscere il ruolo di Trieste e di comprendere come la sua crescita vada a favore della crescita della Regione intera. Auspico un ravvedimento e un cambiamento di rotta, ma la perdurante politica dei tribunali e dei tagli punitivi delle risorse non lascia presagire nulla di buono.

(Nella foto: "Il Trinariciuto" di Giovannino Guareschi)
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