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LA "CASTA NON ABITA A TRIESTE: GLI AMMINISTRATORI COMUNALI SONO I PIÙ ECONOMICI D'ITALIA.



Trieste, 23 febbraio 2009.

Pubblicati sull'edizione odierna de "Il Sole 24 Ore" i costi della democrazia di 99 città italiane. Il dato indica quanto pesano su ciascun cittadino gli amministratori della propria città: Sindaco, Assessori, Consiglieri comunali e circoscrizionali.

Trieste, solitamente ai primissimi posti nelle classifiche di qualità della vita e dei servizi, in questo caso registra un eccellente... ultimo posto! Novantanovesima su novantanove.

Ma vediamo alcuni numeri. Gli stipendi, indennità di carica, gettoni di presenza di Sindaco, Giunta e Consigli costano 112,60 euro a ciascun veneziano, 102,00 euro ad ogni cittadino di Siena (altra città ai vertici per qualità della vita).

63,62 euro è quanto costano gli Amministratori ad un abitante di Bologna, 37,33 ad un Romano. Più fortunati gli Udinesi con 22,27 euro pro capite, meno gli abitanti di Pordenone ai quali vengono richiesti 40,53 euro a testa per pagare Bolzonello & Co.

Gli Amministratori del Comune di Trieste costano 9,59 euro: siamo i più economici d'Italia.
Già, un decimo di Venezia e Siena, un quarto di Pordenone, meno della metà di Udine.

Più che casta, direi che siamo casti!

Il dato, al di là dei paragoni, ha un importante significato. Significa che a Trieste fare politica attiva ed amministrare è ancora ciò che dovrebbe essere dappertutto: spirito di servizio e spinta ideale a portare le proprie idee ed il proprio operato a favore dei cittadini.

Perché, a dispetto dei luoghi comuni e degli stereotipi, nessuno qui si arricchisce. Anzi, in molti casi vi è chi potrebbe avere un reddito più elevato facendo a tempo pieno la propria attività professionale, piuttosto che dedicare gran parte delle giornate feriali e festive agli impegni di Sindaco, Assessore o Consigliere.

Siamo tutti scemi, quindi? Direi di no, perché vi sono gratificazioni che compensano ampiamente talune rinunce. Lavorare non solo per se stessi, ma per un'intera comunità, al fine di migliorarne le condizioni di vita, favorirne lo sviluppo e risolverne i problemi costituisce un'esperienza umana - prima ancora che politica - che prescinde dall'entità del compenso.

Se poi si riesce anche a farlo bene, come ci riconosce la Corte dei Conti, la soddisfazione è ancora più ampia.
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