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Il nostro Natale, la loro demagogia.

Arriva il Natale e si accendono le... polemiche. Becera e demagogica quella riportata oggi sulle colonne de "Il Piccolo", montata ad arte dal centrosinistra in Consiglio comunale per mascherare la propria totale incapacità di condurre un'opposizione utile e costruttiva.

L'accusa, peraltro periodica e quindi poco originale, è di aver speso 84.000 euro per abeti e allestimenti natalizi, anziché destinare la somma ad altri interventi.

Alcune considerazioni si impongono. La prima è che qualsiasi cosa si faccia spunta sempre qualcuno che dice "si poteva fare altro". Critica facile, banale e improduttiva che proviene di solito da chi è incapace di fare qualsiasi cosa, inclusa quella di operare delle scelte.

La cifra: 84.000 euro sono meno di 40 centesimi a cittadino per trasportare, installare, allestire, illuminare 96 alberi - e non 40 come riportato dal Piccolo - in tutta la città, rioni, chiese e altopiano inclusi.
"Sprecati in fronzoli" affermano i saccenti e sinistri oppositori, quando invece in tutte le città del mondo cristiano si investe quanto e più della nostra, proprio per renderle maggiormente suggestive ed attraenti nel periodo del Natale.

Il perché appare evidente a tutte le persone di buon senso: si promuove Trieste e la sua immagine con finalità di incremento del settore turistico. Foto e video di piazza Unità e con i suoi 24 abeti natalizi fanno il giro del mondo nei siti, nei video e nei blog di migliaia di turisti.
Negli ultimi anni è in costante aumento a Trieste il numero di visitatori italiani e stranieri proprio durante il mese di dicembre, attratti dai mercatini di Natale, dal Presepe Vivente, dalle molteplici manifestazioni organizzate dal Comune e regolarmente incantati dalla bellezza della nostra città, illuminata e addobbata come una capitale europea.

Arrivo di turisti che significa maggiori ricavi per tutta l'economia triestina.

Ancora, ai lavori di allestimento hanno partecipato 14 imprese oltre all'Acegas-Aps, con relative maestranze: un'occasione di lavoro per le piccole aziende che di questi tempi mi pare tutt'altro che disprezzabile.

Quindi, tenuto conto che il Comune investe un quarto del proprio bilancio, pari ad oltre 72 milioni di euro (settantadue!) per i servizi sociali rivolti alle fasce deboli della popolazione e che parlare di turismo senza investire nulla in tal senso significherebbe prendere e prendersi in giro, vi sembrano davvero mal spesi i 40 centesimi a testa per rendere così suggestiva la nostra città a Natale?

Sarebbe divertente fare, per un anno, la controprova: niente abeti, niente luci, nessuna luminaria, stop a mercatini e presepi.
Quanti minuti passerebbero prima che i demagoghi di cui sopra, con una brusca inversione di marcia, inveiscano e starnazzino contro il Comune reo di non far nulla per rendere attraente la città durante il Natale...?

Tranquilli, la controprova, per quanto mi riguarda, non si farà mai: amo troppo Trieste per lasciarla spoglia e spenta. La nostra città dev'essere ed è viva, accogliente e luminosa.
Durante tutto l'anno ed a maggior ragione a Natale.
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