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Benvenuto fra noi, Ettore!

Fallimentare, deficitaria, priva di coraggio.

Questo il giudizio di Ettore Rosato, parlamentare del PD, sulla gestione del Porto di Trieste e della società Trieste Terminal Passeggeri, entrambe guidate da esponenti organici al Partito Democratico.

Benvenuto fra noi, Ettore, noi che denunciamo da tempo lentezza, inefficienza e incapacità dei vertici di AP e TTP di cogliere e gestire le opportunità di crescita del nostro scalo portuale.

Trieste Marine Terminal, concessionario del Molo VII, con professionalità e intuito imprenditoriale sviluppa il traffico container con percentuali di crescita mai viste prima, tanto da paventare un rischio saturazione? Nessun problema, chi lavora troppo e bene va bastonato, pensano all'Autorità Portuale. Per cui, niente concessione di un'ulteriore area all'ormeggio 57, meglio tenerla vuota e inutilizzata. Niente variante al Piano Regolatore Portuale finalizzata all'ampliamento del Molo VII, urgente e necessario. Lo si potrà fare solo a nuovo Piano approvato, con calma, fra qualche anno, quando non servirà più, quando i container avranno preso il volo. Come i gabbiani padroni delle aree inutilizzate, che volteggiando penso si stupiscano a loro volta dello spazio lasciato colpevolmente a loro disposizione.

Si azzera il traffico crocieristico faticosamente conquistato dal Comune. Per motivi futili, perfino difficili da credere, ma drammaticamente veri. Stazione Marittima a pezzi, il molo che viene ridicolmente adeguato con straordinaria lentezza mentre ad ogni colpo di martello corrisponde l'annuncio di un armatore che a Trieste non ci viene più, ché s'ha da far business, non chiacchere da bar cui sono specializzati Boniciolli, Ungaro & Co.

Perché Trieste Terminal Passeggeri, per parafrasare Robert De Niro, altro non è che chiacchere e distintivo. La dimostrazione a bordo di MSC Opera, quando il direttore di TTP rispose alle giuste critiche nei suoi confronti rivoltegli dal comandante Giacomo Romano con la frase "Ma Costa Crociere non si lamenta...", che equivale a parlare bene dell'amante alla moglie. O viceversa. Costa Crociere, quella che secondo Ungaro non si lamenta, è la prima ad annunciare che a Trieste non ci viene più.

E che dire della guerra scatenata contro Saba Italia per far parcheggiare le vetture dei crocieristi al Molo IV anziché al coperto del Silos, senza navette di trasporto, cosicché i triestini di passaggio sul lungomare hanno potuto gustarsi il sadico spettacolo dei turisti che trascinavano i trolley a piedi sui masegni delle Rive per potersi imbarcare?

Ma a TTP importa poco, l'importante è fare cassa con i parcheggi avuti in concessione dall'Autorità Portuale. Delle crociere chissenefrega, è solo lavoro e grattacapi in più, vuoi mettere la soddisfazione di prelevare sonanti monete dai parcometri? Lo dicano che sono semplici parcheggiatori, non è mica offensivo. Facciano quello che fa AMT per il Comune: gestiscano stalli di sosta e lascino ad altri compiti più strategici e delicati che hanno ampiamente dimostrato di non sapere svolgere.

Imprenditori privati, efficienti e pragmatici, come Enrico Samer, hanno più volte bussato alla porta di TTP, società al 100% proprietà dell'Autorità Portuale. "Lasciate fare a noi, entriamo in società e gestiamo il comparto crocieristico. E' il nostro mestiere, lo sappiamo fare bene". Nessuna risposta o meglio, risposte che raggelano il sangue. "Venderemo quote quando ci converrà". Avete capito bene, non quando c'è estremo bisogno di voi privati professionisti, non prima che ci scappino via le navi bianche, non quando potremmo consolidare e incrementare un flusso turistico da poco avviato. No, quando ci converrà, dice l'autorevole presidente Boniciolli.

Sapete come è andata: navi perse, armatori che apprezzano gli sforzi del Comune ma che confermano: "non è possibile lavorare da voi in queste condizioni".

Il lato triste è che anziché ammettere le proprie evidenti reponsabilità e, che so, magari provare a dimettersi, Ungaro & Co. balbettano di "insufficiente promozione della città all'estero".

Peccato che i dati di crescita dei flussi turistici in città lo smentiscano clamorosamente: + 14% nell'ultimo anno, grazie alla promozione messa in atto con molteplici iniziative da parte del Comune di Trieste.

La verità è che un settore tanto importante quanto delicato, quale è quello della crocieristica, è stato "scippato" dalle mani del Comune che lo stava amorevolmente facendo crescere, per cadere in quelle ruvide di una società di gabellieri che ipotizzano perfino di far pagare salato gli ormeggi alle imbarcazioni durante la Barcolana, così, tanto per provare a far perdere a Trieste pure la sua manifestazione più importante.

Ce n'è abbastanza per pensar male, facendo peccato ma, come diceva Andreotti, forse indovinando: siamo sicuri si tratti solo di incapacità e arroganza o, invece, non sia il compimento di un disegno preciso e perverso volto a deprimere le potenzialità portuali triestine a favore della concorrente Venezia, città dalla quale sia il presidente dell'Autorità Portuale, sia quello della Trieste Terminal Passeggeri provengono...?
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