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LA NUOVA VITA DELL'URSUS. ECCO COME DIVENTERÀ.

LA NUOVA VITA DELL'URSUS DI TRIESTE.
L'ultracentenario pontone diventerà la "Torre Eiffel" triestina grazie alla riconversione a fini culturali e turistici. Già disponibili 5,5 milioni di euro, assegnati dal Ministero Beni Culturali.

19 gennaio 2017

È parte integrante della storia di Trieste, ne rappresenta simbolicamente il legame tra la città, il suo mare e l'operosità ad esso legata. Il pontone Ursus venne costruito nel 1914 dallo "Stabilimento Tecnico Triestino" e contribuì alla costruzione di tutte le più grandi navi che uscirono dall'Arsenale, tra le quali la "Raffaello".

Salvato dalla demolizione nel 2000 dalla "Guardia Costiera Ausiliaria", a tutt'oggi proprietaria del manufatto, Ursus gode della qualifica di "Monumento Nazionale" dal 2011.
Dopo anni di oblio, di manutenzioni difficoltose e delle solite contrapposizioni cittadine tra i fautori della demolizione e coloro che, invece, intendevano valorizzarlo come merita, l'hanno spuntata questi ultimi.
Grazie a una pressione sinergica tra Regione, Comune, Autorità Portuale, nel 2016 il Mibact retto dal ministro Franceschini stanzia 50 milioni di euro per una serie di interventi nell'area del Porto Vecchio. Di questi, 5,5 milioni sono destinati a convertire l'imponente gru in una splendida infrastruttura culturale e turistica. Mantenendone al contempo tutte le caratteristiche originali e storiche che fanno del pontone un unicum nazionale ed europeo.

Qui sotto trovate le parti significative del progetto redatto ormai una decina di anni fa dall'architetto Claudio Visintini.

Colpisce prima di tutto l'ascensore, in grado di condurre i visitatori a una terrazza posta a 70 metri di altezza, da dove poter ammirare non solo Trieste, il suo circondario e il mare, ma ben tre Stati europei in un solo sguardo.

All'interno, sale conferenze ed espositive. Sul ponte un ristorante all'aperto e un anfiteatro per musica e spettacoli, con capienza di oltre 200 posti. Il progetto è corredato da un piano finanziario che dimostra, al netto dell'investimento iniziale, la sostenibilità economica della gestione senza interventi pubblici.

È facile ipotizzare, infatti, che saranno ben pochi i turisti che rinunceranno all'acquisto di un biglietto per salire sulla sommità dell'Ursus per godersi il panorama. Così come molte attività culturali e ludiche beneficeranno dell'attrattività di una location inimitabile.

Vista panoramica dall'Ursus.

Sono passati quasi 10 anni da quando, promuovendo una serie di eventi per la valorizzazione dello storico pontone, lo battezzai come "Torre Eiffel Triestina". In pochi, all'epoca, ci credettero. Ma la speranza non va mai abbandonata. Così come la perseveranza messa costantemente in campo dalla Guardia Costiera Ausiliaria con passione e spirito di sacrificio.

Ursus si avvia a diventare uno dei simboli di Trieste. Si appresta a ricordare la sua funzione industriale, sviluppandone una nuova, culturale e turistica. Contribuendo, come in passato, a generare economia positiva per la nostra città.



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