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TRIESTE: IL NUOVO CENTRO DESTRA AFFIGGE LA “N” ARABA ALL'INGRESSO DEL PALAZZO COMUNALE.

Francesco Bettio, Paolo Marin, Paolo Rovis, Lucrezia Chermaz, Claudio Grizon, Luisa Pilat.

GESTO DI SOLIDALE PARTECIPAZIONE ALLE SOFFERENZE DEI CRISTIANI PERSEGUITATI DALLE MILIZIE INTEGRALISTE ISLAMICHE.

Trieste, 9 giugno 2014 - Si è svolta oggi a Trieste l'iniziativa del Nuovo Centro Destra nel corso della quale è stata installata sul palazzo comunale di piazza Unità d’Italia una targa con il segno “N”, in carattere arabo. Lo stesso segno che le milizie integraliste islamiche dell’Isis vergano sulle abitazioni dei Cristiani in Iraq prima di farli oggetto di vessazioni, violenze, persecuzioni.

“Abbiamo ritenuto che un’iniziativa visibile, di ideale vicinanza e solidarietà alle popolazioni di fede cristiana perseguitate, debba partire da Trieste, città simbolo di secolare, pacifica convivenza fra popoli, etnie, religioni diverse” – ha dichiarato Paolo Rovis, coordinatore provinciale del Nuovo Centro Destra e capogruppo in Consiglio comunale.

La targa affissa al portone del Comune.
“Quello nei confronti del Cristiani è un massacro che oggi si fa più cruento, ma che si perpetua da anni” – è stato dichiarato ai giornalisti presenti – “trovando, finora, spazi esigui sugli organi di informazione e ancor minori prese di posizione politica, sia in Italia che in Europa. Anche con il gesto di oggi, il Nuovo Centro Destra, movimento di ispirazione popolare, liberale e cristiana, intende affermare che di fronte a quanto sta avvenendo in Iraq, Siria, Sudan e in altre parti del mondo, nessuno in Occidente può più tacere e far finta di nulla. Anche per questo, auspichiamo che gesti simbolici analoghi al nostro si susseguano in molte città italiane”.

I presenti all’iniziativa – oltre a Rovis, Claudio Grizon (capogruppo in Provincia), Francesco Bettio (presidente Settima Circoscrizione), Lucrezia Chermaz (capogruppo Terza Circoscrizione), Luisa Pilat e Paolo Marin – auspicano che la targa “possa permanere almeno fino al 15 agosto, giornata di preghiera per i Cristiani perseguitati, indetta dalla Conferenza Episcopale Italiana”.

E dopo quella data? “La nostra iniziativa venga fatta propria dall'amministrazione comunale di centrosinistra” – ha suggerito Paolo Rovis – “mantenendo la tabella o, meglio ancora, sostituendola con un analogo uno striscione visibile da tutta la piazza. La solidarietà alle popolazioni cristiane oggetto di violenze non ha colori politici, è un doveroso gesto di condanna della barbarie e di difesa della nostra civiltà e dei nostri valori più alti”.

Paolo Rovis intervistato da Laura Buccarella di Telequattro, davanti alla targa appena affissa.
Grazie a Nino Marano per le foto.
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