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GUIDO CROSETTO: "ECCO PERCHÉ CANDIDO ALLE PRIMARIE DEL PDL".

Guido Crosetto, classe 1963, candidato alla Primarie del PDL.
«Mi candido per rappresentare un’idea e un gruppo di persone le quali ritengono che Monti non sia indispensabile e che la sua politica economica sia distruttiva per il Paese. Questo non significa essere contro l’Europa ma stare in Europa vivendo, non morendo. Mi candido per dare voce a migliaia di piccole e medie aziende rimaste afone».

«Io non ho votato la fiducia al governo Monti. Oggi il deficit italiano è peggiore di quello precedente. Le aziende sono al collasso, le banche si sono chiuse e quando parlo di aziende penso anche ai milioni di lavoratori dipendenti. Vorrei portare una voce all’interno del Pdl e delle istituzioni che difende questa linea».

«Non mi scaglio contro Alfano, anzi vorrei che lui condividesse la mia posizione. La candidatura di Alfano è seria, ho stima per lui e non gli sparerò mai addosso».

«Io vorrei che vincessero le mie idee. E penso che Alfano e il centrodestra abbiano bisogno di una candidatura per parlare con mondi che altrimenti non avrebbero interlocutori nel Pdl».

«Casini e Fini cantano come fossero delle vergini, ma hanno esaurito il loro ruolo politico».

«Berlusconi deve aiutarci a seguire questa strada che io ho sintetizzato in questo modo: dateci la possibilità di evitare la scelta tra la distruzione del Paese con Grillo da una parte e la sinistra dall'altra. Ci vuole un progetto serio che eviti queste due alternative».

«Serve una forza politica che rappresenti la maggioranza degli Italiani che non votano a sinistra, che temono Grillo e che oggi sono confluiti nell’astensionismo. Il Ppe italiano non nasce distruggendo il Pdl o in una stanza in cui si riuniscono tanti piccoli nanetti o dei dinosauri della politica come Fini e Casini».

«Berlusconi ha costruito qualcosa, qui c’è gente invece che con il proprio lavoro non avrebbe pagato la bolletta della luce. Se vogliamo riprendere il dialogo con gli elettori non possiamo chiudere in una stanza Alfano, Casini e Fini. Sarei sconcertato io, figuriamoci il cassintegrato, il disoccupato, l’operaio. Penserebbero “questi si sono messi d’accordo solo per dividersi il potere”.

Dichiarazioni tratte dall'intervista di Amedeo La Mattina pubblicata su "La Stampa" dell'11 novembre 2012.
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