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TRIESTE, PRESEPE VIVENTE CANCELLATO DAL COMUNE. ANIMALI A RISCHIO SOPPRESSIONE.

Due beniamini del Presepe Vivente: il cammello Paolino e l'alpaca Paco.
Decine di migliaia di visitatori li hanno conosciuti, accarezzati, fotografati. I bambini sgranavano gli occhi e alcuni porgevano loro, timidamente, un biscotto o una mela.

Sono gli animali che fino all'anno scorso venivano ospitati, nel periodo natalizio, nel Presepe Vivente di Trieste, in piazza Sant'Antonio.


In principio fu la simpatia del cinghialino Lollo a farsi spazio nel cuore di grandi e piccini. Poi venne Giulio, il cammello assurto a notorietà nazionale e, più recentemente, suo figlio Paolino. E Paco, uno splendido e vispo esemplare di alpaca. Insieme a Giulietta e Romeo, la coppia di lama. E ancora asinelli, mucche, pecore e agnellini.

Animali in molti casi strappati da morte certa in qualche macello. Curati, nutriti, accuditi tutto l'anno a spese di una meritoria Associazione onlus. Che ricavava i soldi necessari al loro mantenimento dal Mercatino di Natale che la stessa organizzava a Trieste. Cammelli & co. occupavano un tendone loro riservato. Per una decina di giorni l'anno, con orari di visita ridotti - due ore al mattino, tre nel pomeriggio - per rispettare i loro ritmi biologici e per evitare lo stress che il foltissimo pubblico di ammiratori, pur rispettoso e affettuoso, avrebbe potuto generare.

Il Presepe tradizionale del Mercatino di Natale.
Succede però che l'attuale giunta comunale, in carica dall'anno scorso, abbia deciso in questi giorni che quel Mercatino di Natale e il Presepe Vivente non s'hanno più da fare. Nonostante l'enorme successo di pubblico. Nonostante i numerosi turisti che raggiungevano Trieste, anche con viaggi organizzati da Austria, Slovenia, Croazia, Italia del nord. Visitatori attratti dall'originalità dell'esposizione e dalla possibilità di fare acquisti fra gli stand nelle aree pedonali e i negozi del centro. E il tutto organizzato senza impiegare nemmeno un euro di denaro pubblico.

Eliminando il Mercatino di Natale, si è però prosciugata la fonte economica necessaria al mantenimento dei tanti, grandi e piccoli, animali del Presepe. L'Associazione onlus non ha alcuna risorsa propria e non potrà più provvedere, come invece avveniva finora, alla quotidiana cura presso strutture ampie e attrezzate, dove il benessere degli animali veniva costantemente garantito.

Alcuni di loro potranno venire ceduti a qualche allevamento. Ma per altri potrebbe inesorabilmente prospettarsi la dolorosa via della soppressione. Una conseguenza tragica che, si spera, non sia stata preventivata dal Comune retto dal sindaco Cosolini nel momento in cui prendeva la decisione di abolire l'evento natalizio.

Ma il rischio c'è, ora è noto e concreto. Trieste, città tradizionalmente zoofila, non può permettere che animali sani e ammirati da tutti vengano sacrificati in conseguenza di una discutibile -  anche se sperabilmente inconsapevole - decisione politica.

Chi ha deciso di abolire il Presepe Vivente di Trieste metta perciò in atto, subito, soluzioni atte a garantire sopravvivenza, cura e benessere di Paolino, Paco e dei loro e nostri amici.

Folla in attesa di visitare il Presepe Vivente di Trieste.
L'articolo di Laura Tonero su "Il Piccolo" del 16 settembre,
il giorno dopo la pubblicazione di questo post.

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