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RENZO TONDO: CONCRETEZZA E IMPEGNO SUI PROBLEMI VERI DI FAMIGLIE E IMPRESE.


In un'intervista raccolta da Anna Buttazzoni per il Messaggero Veneto di Udine e pubblicata sul medesimo quotidiano lo scorso 17 agosto, il presidente della Regione Friuli Venezia Giulia Renzo Tondo traccia l'agenda del prossimo mandato e i temi della imminente campagna elettorale. 

Come ci ha abituati da tempo, Tondo non abbandona il terreno della concretezza. E, in tempi in cui sarebbe più facile cedere a vuote spinte demagogiche e populiste, dimostra invece di mantenere un legame ben saldo con cittadini e imprese della nostra Regione e di saperne cogliere i problemi veri, generati dalla crisi economica.

Al di là delle legittime simpatie e appartenenze politiche di ognuno, credo che tra un piccolo imprenditore, costantemente connesso con il tessuto sociale ed economico del Friuli Venezia Giulia, e un "prodotto" mediatico senza alcuna esperienza amministrativa, spinto dalle segreterie di partito , non ci sia alcun dubbio su chi scegliere nel 2013.

Di seguito, alcuni passaggi dell'intervista a Renzo Tondo. Il testo completo lo potete leggere QUI.

Presidente, è insistente la voce di una sua rinuncia al bis. È così? 
«L’unica cosa certa è che io mi candido per continuare a governare il Friuli Venezia Giulia. Non sono altrettanto sicuro che altri ci saranno».

Da cosa partirà la sua campagna elettorale? 
«Sarà basata su contenuti, non vedo l’ora di confrontarmi sui temi concreti con gli sfidanti».

Ma quali saranno i contenuti?
«Il lavoro fatto, dall’abbattimento del debito ai risparmi, perché la spending review noi abbiamo iniziato a farla nel 2008, quando ridurre la spesa pubblica sembrava una mia fissazione. Ultimo esempio in ordine di tempo: il ministero ha certificato che il Friuli Venezia Giulia è la Regione che ha tagliato di più le auto blu, ben il 30%. E poi la terza corsia».

Non ha più dubbi nemmeno su questo: si farà?
«Sì. In questi anni l’opposizione al mio governo è stata spesso preconcetta e faziosa, ma sui fatti concreti non ha potuto e non può ribattere. Per questo voglio confrontarmi sui temi, perché la riduzione del debito, i risparmi e l’avvio della terza corsia sono risultati tangibili, non chiacchiere da talk show televisivi».

Quali sono le priorità sulle quali vuole guadagnarsi il bis? 
«Bisogna continuare a sostenere le imprese, il sistema economico e le misure per l’occupazione, perché abbiamo fatto tantissimo sul piano degli ammortizzatori ma purtroppo è un fronte sempre aperto. E poi basta tentennamenti sulle infrastrutture energetiche. Ciò che temo davvero è la crisi». 

Qual è il traguardo della legislatura di cui va orgoglioso? 
«La tenuta complessiva del sistema, ma anche aver lavorato con determinazione per l’unità del Friuli Venezia Giulia, perché è stata abbassata la competizione tra i territori. Sulla mole di lavoro fatto ho già risposto prima».

Cosa invece non è riuscito a fare? 
«Il percorso per sburocratizzare la Regione, un mio pallino figlio dell’esperienza da piccolo imprenditore. L’eccesso di burocrazia è un freno e quando sembra che si possa eliminare invece ci si scontra con resistenze, rendite di posizione e difesa di privilegi. È una sfida per il mio prossimo mandato».

Teme Serracchiani? 
«Non sottovaluto nessuno, ma l’unica cosa che temo davvero è la crisi economica. Non penso che il mio destino elettorale dipenda più di tanto da questo o da quel candidato. Sono convinto invece che chi esce da un’esperienza di governo in un momento come questo sia appesantito dal fardello della responsabilità e delle decisioni che ha assunto e che dovrà ancora assumere».
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