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TRIESTE: ALBERI DI NATALE E DINTORNI.

Il "vecchio" albero di piazza Unità mentre viene rimosso.


"Mentre mi avvio a presentare il ricco programma natalizio del Comune, che sgombrerà il campo da speculazioni abbastanza misere, emerge la verità più semplice. L’albero di piazza Unità è vittima di un errore del trasportatore che l’ha irrimediabilmente compromesso. Prima però, le meschine speculazioni di chi non ha altri argomenti per fare opposizione, hanno accusato la Giunta e l’Amministrazione di eliminare il Natale; hanno insultato il Comune di Sappada e i suoi boscaioli – con i quali mi scuso a nome di tutta la città di Trieste - “rei” a loro volta di essere complici in questa congiura.
Proprio chi parla del Natale dei bambini dovrebbe educare al rispetto e quindi evitare di attizzare certe manifestazioni penose, come quella dei 5-6 cartoncini con insulti natalizi nella giornata di domenica scorsa. Francamente, resta un po’ di amarezza per una speculazione di cui si poteva fare a meno, tra l’altro,fatta ad un mese dal Natale, senza nemmeno attendere il completamento dei preparativi.
Trieste avrà la sua bella piazza con un bell’albero illuminato, come Parigi Bruxelles Amsterdam Berlino, sotto il quale ci saranno eventi di ogni tipo, così come in altre piazze e vie meno centrali della città. Ci sarà tanta musica e la stragrande maggioranza dei miei concittadini avrà l’occasione per vivere il senso più profondo di una festa che ci invita alla solidarietà verso chi soffre ed è più debole."
Roberto Cosolini, dalla sua bacheca Facebook.




Caro Roberto,


premetto che quanto scrivo è dovuto alla stima personale, altrimenti non perderei neppure del tempo a farlo. In tutta questa vicenda, se qualcuno si deve scusare con i Triestini, con il Comune di Sappada che anche questa volta, come in passato, avrebbe voluto donarci gli alberi più belli, con i boscaioli e con il trasportatore (un lavoratore ingiustamente accusato), questi è colui il quale, su tua delega, avrebbe dovuto occuparsi anche di questa questione e non l’ha fatto.
O, meglio, l’ha fatto con il solo scopo politico e “punitivo” di cancellare tutto ciò che possa in qualche modo ricordare chi l’ha preceduto. Per di più con una certa dose di presunzione, perché non si è confrontato in alcun modo, come sarebbe stato logico, con i tecnici che da anni si occupano con professionalità anche di questo aspetto della vita di una città. L’avesse fatto, avrebbe evitato una magra figura. A tutti.


So bene che un sindaco ha il dovere di difendere i propri assessori, sempre. Per cui non pretendo mi si dia ragione.


Per quanto alla critica, mi pare che questa sia stata condivisa da un’ampia parte di cittadini. Lo riconosco, è stata anche veemente. D’altra parte la comunicazione, per risultare efficace, ha le sue regole, che ben conosci.


Ma definirla “speculazione”, per di più “misera” e “meschina”, trovo sia una maldestra caduta di stile. Oltre che alquanto contraddittorio: se fosse stata una semplice “speculazione”, come mai hai innestato una retromarcia con sgommata, sostituendo di corsa l’albero di piazza Unità, ripristinando parte degli addobbi che erano stati cancellati, aggiungendo eventi all’ultimo momento?


Esercitando il mio diritto di critica, oltre a quello della proposta, mai ho usato aggettivi come “meschina” o “misera” per definire l’attività della tua amministrazione. E mai lo farò. Ma continuerò, senza mai offendere o portare attacchi personali, a esprimere, anche con forza, la mia libera opinione. Rispettabile tanto quanto quelle diverse o opposte. Rispettabile quanto il disappunto espresso spontaneamente da cittadini mediante l'apposizione di innocui cartelli sul povero abete. Cittadini che non si meritano che il loro legittimo dissenso venga definito dal proprio sindaco una "manifestazione penosa".


Nel merito della vicenda. Paradossalmente, il tutto c’entra ben poco con il tema profondo della Natività e con la sua intima e libera celebrazione individuale. Che il Natale significhi “ben altro” sono il primo a dirlo. Infatti qui stiamo parlando di marketing turistico e commerciale, non del Santo Natale e della sua alta valenza per ogni credente.


Trieste ha sviluppato negli ultimi anni un crescente turismo delle Festività. Passando da quasi zero a oltre 40mila presenze nel mese di dicembre 2010. Su scala regionale, oltre il 20% degli arrivi turistici “natalizi” in tutto il F. Venezia Giulia – montagna inclusa – ha riguardato la nostra città.


Non solo grazie agli alberi, ci mancherebbe. E non solo grazie alle iniziative del Comune. Il merito va anche alle agenzie viaggi, agli albergatori, a Promotrieste, alla TurismoFVG, ai tour-operators, a tanti altri. Che hanno potuto vendere, riuscendoci, Trieste quale meta ove trascorrere alcuni giorni a dicembre.


Ma lo hanno potuto fare anche perché siamo stati in grado di arricchire la nostra già stupenda città con un’atmosfera natalizia a misura di turista. Che aggiungeva e regalava emozioni, ricordi, immagini, musiche. “Quello schifo dei 24 alberelli” di piazza Unità - definizione di Fabio Omero - ha fatto il giro del mondo sul web e sui depliants turistici, i walzer diffusi dai “gracchianti altoparlanti” facevano danzare i visitatori di tutta Europa, al tramonto, in una delle piazze più belle, affascinanti, romantiche del mondo.


E mi pare inutile ricordare che più turismo significa più denaro speso a Trieste in negozi, alberghi, ristoranti, musei, servizi, mezzi di trasporto. E più denaro speso a Trieste vuol dire qualche Triestino in più che mantiene o trova il posto di lavoro, qualche famiglia che riesce a ricavare, dalla propria impresa, il reddito per sé e per i propri dipendenti.


Gli allestimenti natalizi per una città sono l’equivalente della vetrina per un negozio.


Sono un investimento, non una spesa frivola. Tutte le città del mondo occidentale ne sono consapevoli, da tempo, e agiscono di conseguenza. Lo sanno anche i nostri commercianti, che pagano di tasca propria le luminarie lungo le vie sulle quali si affacciano i propri negozi. Ed è mia opinione che gli elementi di attrazione debbano venire mantenuti e, possibilmente, incrementati proprio quando si vivono periodi di “vacche magre”.


Attraversassimo un periodo in cui l’economia va a gonfie vele, ci peserebbe forse meno che i turisti vadano a soggiornare e spendere altrove, no?


Pensare che alberi, musiche, luci siano una mia esigenza personale, o, peggio, di una parte politica, è francamente puerile. Io, come te e tanti altri, sono fra quelli che amano Trieste, ne vanno orgogliosi e cercano di migliorarla. Talvolta perfino riuscendoci.


Se è questo lo spirito che ci anima - e per me lo è - ben vengano le critiche, gli stimoli, le proposte e le correzioni di rotta utili a produrre qualche risultato positivo.
Se invece sarà considerato ancora “meschino” e “misero” chiunque farà notare errori o decisioni controproducenti per Trieste e i Triestini e "penoso" chi esprime dissenso, difficilmente vinceremo la sfida che dovrebbe accomunare tutti, pur nella distinzione dei ruoli: lavorare per una città che possa migliorarsi e progredire giorno dopo giorno.


Un saluto, buon lavoro!


Paolo Rovis
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