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OCCUPAZIONI ABUSIVE: RESPONSABILITA' MORALE DELL'AMMINISTRAZIONE COMUNALE.



L’odierna occupazione illegale dell’edificio comunale “ex meccanografico” di Campo Marzio a Trieste da parte di un gruppo di persone autodenominatesi “occupytrieste” ha dei precisi responsabili morali: la Giunta e la maggioranza di sinistra che amministrano il Comune di Trieste.

Le stesse persone occupano da un mese un locale di proprietà del Comune in via del Sale, dopo averne scassinato l’ingresso. Il Comune proprietario non ha nemmeno sporto denuncia. “Non è compito nostro” ha risposto il sindaco a una mia precisa interrogazione. Anzi, Cosolini è andato a far loro visita. Di pura cortesia, per sapere come va.... Precedentemente aveva tollerato, insieme alla sua Giunta e a rappresentanti della sinistra in Comune, il protrarsi della tendopoli di piazza Unità e di piazza della Borsa, interferendo peraltro con la Questura intenzionata a far sgomberare il suolo pubblico.

Pochi giorni dopo, nel corso di un assalto da parte di “occupytrieste” all’ex sede del Banco di Napoli in corso Italia, sono rimasti feriti quattro agenti delle Forze dell’Ordine. Una mozione di solidarietà agli agenti e di condanna dell’illegalità, presentata dal gruppo consiliare comunale del Popolo della Libertà non è stata ammessa al voto dal PD, dall’IdV, dagli altri gruppi di sinistra. Di fatto, la maggioranza che regge il Comune si è schierata a favore di chi turba l’ordine pubblico e contro chi, invece, viene pagato – troppo poco – per farlo rispettare a tutela di tutti i cittadini.

Pochi giorni fa, infine, sempre gli stessi giovanotti si sono presentati nell’Aula del Consiglio comunale durante una seduta. Seduta interrotta per volontà dei Consiglieri della maggioranza di sinistra, così da poter ricevere gli occupatori abusivi e illegali con tutti gli onori. Sotto lo sguardo placido e accondiscendente dell’assessore alla Sicurezza.

L’odierna “escalation” è, quindi, un ulteriore, prevedibile passo verso l’affermazione di una sub-cultura dell’illegalità che supera e travalica il libero e sacrosanto diritto alla protesta civile. Passo favorito dalla pari sub-cultura della tolleranza bonaria verso chi viola la legge, espressa con atti e atteggiamenti inequivocabili dalla sinistra che amministra la città di Trieste.

Se un un onesto cittadino-imprenditore non riesce a pagare l’affitto di un locale commerciale di proprietà comunale, subisce la procedura di sfratto.

Se invece un gruppo di sfaccendati si impossessa di locali del Comune per svolgervi festini e concerti, gli viene steso un tappeto rosso in Municipio: una situazione paradossale che non può venire tollerata in silenzio.

Nel corso del Consiglio comunale di lunedì prossimo, rivolgerò ancora una precisa interrogazione all’amministrazione per conoscere le azioni che intende intraprendere a tutela dei beni pubblici e per il ripristino della legalità. Pronto a far rilevare l’omissione di atti dovuti in caso che come risposta riceva una nuova e per nulla istituzionale alzata di spalle.
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