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LE SOCIETA' DEL COMUNE DI TRIESTE: DA TUTTE, UTILI DI BILANCIO A FAVORE DEI CITTADINI.



È un diritto e un dovere di un sindaco neoeletto verificare costi e funzionamento della macchina comunale e delle aziende pubbliche di cui, in veste di legale rappresentante del Comune, è socio. Che il mio amico Roberto Cosolini annunci con enfasi di voler esercitare le proprie funzioni è, quindi, una non-notizia. Sarebbe piuttosto stato eclatante il contrario.

Non appena avrà letto i dati - che ha già, non serve chiedere in giro - scoprirà quanto il tema della riduzione dei costi e dell'aumento dei ricavi delle società partecipate dal Comune sia stato al centro dell'azione di chi lo ha preceduto. Da tempi non sospetti, quando i cosiddetti "costi della politica" non occupavano ancora le pagine dei giornali, nè erano un terreno sul quale politici di lungo corso - e di laute prebende - gareggiavano a chi taglia di più compensi e posti, badando bene che siano sempre quelli degli altri.
Qualche esempio. Alcuni anni fa, fui io a suggerire di non sostituire il dimissionario direttore del personale di Esatto SpA per affidare l'incombenza - tutt'altro che leggera - a un consigliere di amministrazione, nell'ambito delle proprie deleghe. Risparmio secco di 50.000 euro l'anno per la società partecipata al 60% dal Comune.

Presi, di concerto con gli altri soci pubblici, decisioni dolorose ma necessarie, quale è stata la liquidazione di Fiera Trieste SpA. Bilanci strutturalmente in passivo da sempre - peraltro senza alcuna responsabilità degli amministratori che si sono succeduti nel tempo - che producevano dai 100 ai 200mila euro l'anno di costo per il Comune. Situazione risolta, denari che non escono più dalle casse pubbliche.
Così come per il Consorzio dell'Aeroporto FVG. Oggi in liquidazione, ma prima, su mio impulso, sono state vendute le quote alla Regione. Il Comune di Trieste ha incassato quasi il doppio di quanto vi aveva investito. E abbiamo eliminato le perdite, precedentemente causate anche dal totale disinteresse della Regione durante la presidenza Illy.
AMT SpA, grazie a una virtuosa politica di riduzione dei costi iniziata durante la prima giunta comunale di centrodestra, è passata da una gestione in perdita a una produzione cospicua di utili, che contribuiscono non poco all'ottima salute del Bilancio comunale.

Nessuna delle società partecipate dal Comune è in perdita. Al contrario, producono utili, anche sostanziosi. Non sono molti i Comuni in Italia a poter dire lo stesso. E non sono più così tante, purtroppo, nemmeno le spa private in grado di dare soddisfazioni ai propri soci.
Quando Cosolini lo scoprirà, spero ne andrà orgoglioso come ne andavamo noi. E spero continui sulla medesima linea.


Lo sbandierato e modaiolo "taglio dei compensi" cosoliniano ha invece più il sapore della propaganda che della concreta fattibilità.

I compensi degli amministratori delle società possono anche venire ridotti. Anche azzerati, se lo ritiene. Ma, posto che in quasi tutti i casi sono già molto bassi in rapporto alle responsabilità attribuite, credo che un socio debba pretendere innanzitutto risultati positivi: se uno rende, è giusto pagarlo. Al contrario, se fa danni, va cacciato, non semplicemente pagato meno. Ma quest'ultimo non è il caso di alcuna delle persone nominate dal Comune durante l'amministrazione di centrodestra.

Cosolini vuole eliminare i cda a favore di un amministratore unico? Anche in questo caso, forse un po' meno demagogia non guasterebbe. Nelle società in cui il Comune non è socio unico - quindi in tutte - non è nemmeno immaginabile che un socio privato o pubblico, partecipante al capitale sociale, rinunci a esercitare il suo sacrosanto diritto di contribuire alla gestione dopo aver messo i soldi, nominando uno o più consiglieri di amministrazione di proprio riferimento. E, giustamente, nessuno può imporglielo, nemmeno il sindaco di Trieste.

Sono e siamo pronti a riconoscere tutti i miglioramenti che la giunta comunale di centrosinistra sarà capace di introdurre in tema di società partecipate durante il corso del mandato. Migliorare si può sempre e si deve.
Ma auspico che l'approccio sia serio, concreto, fattivo nell'interesse dei "soci" del Comune di Trieste, ovvero di tutti i cittadini. Magari con meno dichiarazioni buttate là a casaccio in una giornata d'agosto e più sano e saggio realismo.



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