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Un bel tacer...


Che la presidente Maria Teresa Bassa Poropat abbia vinto - e diciamolo onestamente: stravinto - le recenti elezioni amministrative confermandosi alla guida della Provincia di Trieste, non costituisce un titolo per poter diffondere beatamente sciocchezze a mezzo stampa. Con uno stile peraltro discutibile, laddove non potendo autoaccusarsi per le mancanze della (sua) precedente amministrazione, non trova altro che imputare al Comune di Trieste la responsabilità di non essere riuscita ad esercitare precise competenze (scuole, trasporto pubblico) in capo esclusivamente alla Provincia.

Su "Il Piccolo" di oggi, in un'intervista rilasciata all'ottima Maddalena Rebecca, la presidente tocca il tema della gestione dei rifiuti affermando, fra l'altro: "Su questo fronte (quello dei rifiuti, nda) la nostra è stata la più penalizzata tra le quattro province della regione. Non per mancanza di impegno da parte dei Comuni minori, bensì per l'assenza su queste tematiche dell'amministrazione di Trieste. Dobbiamo recuperare il tempo perduto visto l'obbligo di raggiungere entro il 2012 certi standard nella differenziata, pena multe pazzesche. Ecco perché uno dei primi tavoli tecnici a partire d'intesa con la giunta Cosolini sarà proprio quello sui rifiuti."

Credo che l'assessore provinciale all'Ambiente Zollia sia trasecolato. Fu proprio lui a indire, l'anno scorso, un tavolo tecnico sul tema, al quale parteciparono assiduamente tecnici del Comune di Trieste e AcegasAps. Tavolo che, in sei mesi di incontri, produsse delle conclusioni e la piena condivisione di obiettivi, modalità e azioni da svolgere. Il fatto che la presidente non abbia la minima idea di quanto fatto - proficuamente, va detto - da un suo assessore e intenda presentare come una novità un lavoro già svolto, la dice lunga su quanto inesistente sia l'attenzione su temi che la presidente stessa giudica "rilevantissimi".

Che dire poi delle "multe pazzesche" che la presidente paventa? Una bufala assoluta. In primo luogo perché le percentuali di raccolta differenziata fissate come obiettivo dal Dlgs 152 si riferiscono agli "Ambiti Territoriali Ottimali" e non ai singoli Comuni. E gli ATO, nella nostra regione, non sono ancora stati definiti. Ma, soprattutto, perché il Dlgs 152 prevede, da dicembre dello scorso anno, la possibilità di sommare, alla percentuale di raccolta differenziata "la destinazione a recupero di energia della quota di rifiuti indifferenziati". Cioè quanto smaltito attraverso il termovalorizzatore per venire convertito in energia elettrica. La somma delle percentuali produce, a Trieste, un risultato pari all'85%, che comprende il rifiutio avviato a riciclo e quello recuperato. Ben superiore, quindi, al 65% che la legge prevede venga raggiunto dagli ATO entro la fine del 2012. Siamo tra i Comuni più virtuosi d'Italia in tema di gestione integrata dei rifiuti: non un grammo finisce in discarica, il 13% dell'energia elettrica consumata da Trieste è generato dai nostri rifiuti, supportiamo lo smaltimento di altri territori regionali. Altro che multe pazzesche! Al contrario, dovremmo essere presi a modello per buona parte dell'Italia.

"Conoscere per deliberare" sosteneva Luigi Einaudi. Molto più modestamente, per la Provincia di Trieste, sarebbe già una buona cosa se si conoscesse prima di farsi intervistare.

(La foto - di Francesco Bruni - è stata pubblicata su "Il Piccolo" del 31 maggio u.s.)
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