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UN EURO PER IL PARCO DI MIRAMARE.


Trieste, 12 febbraio 2011.

E' la maggiore attrazione turistica di Trieste. Richiede costanti manutenzioni ordinarie. Ora, il Castello di Miramare ed il suo Parco, necessitano di interventi strutturali. Straordinari e urgenti. Costosi.

In tempi di ristrettezze economiche, di rigido e necessario controllo dei conti pubblici, attendersi ulteriori e ingenti stanziamenti di fondi dal Ministero per i Beni Culturali - "proprietario" del sito - appartiene al campo della flebile speranza, più che a quello della ragionevole aspettativa.

Credo quindi sia opportuno attivare nuove fonti di ricavo, da non disperdersi in un mare magnum ministeriale, bensì finalizzate esclusivamente e direttamente alla manutenzione, ordinaria e straordinaria, del Parco e del Castello di Miramare.

I Triestini continuino a fruire gratuitamente del Parco: è nostro, parte di noi stessi prima che della nostra terra e della nostra storia. E' giusto che tutti ne godiamo liberamente, come avviene per ogni giardino e parco urbano.

Trovo però altrettanto corretto - e a questo punto necessario - chiedere, a chi inserisce tale bellezza nel proprio itinerario turistico, un piccolo contributo affinché Miramare possa mantenersi, negli anni, sempre all'altezza delle aspettative del visitatore.

Un euro per visitare il Parco, il prezzo di un caffè, non è importo tale da scoraggiare il turista. Ma moltiplicato per le centinaia di migliaia di visitatori, consentirebbe di raccogliere ogni anno una cifra sicuramente importante, per finanziare interventi altrettanto importanti.

Nulla di inedito, in fondo. Non c'è quasi castello, dimora storica, villa o maniero d'Europa dove non venga richiesto un biglietto d'ingresso all'area. Più un ulteriore corrispettivo in caso si intenda proseguire la visita nell'interno dell'edificio. E, da visitatori, troviamo la cosa assolutamente normale.

La decisione non spetta al Comune. E' di pertinenza della Direzione del Castello, che deve avere l'assenso del Ministero. Ma se la proposta viene ritenuta utile e percorribile, mi metto a completa disposizione per perorare la "causa" presso tutti gli organi competenti, affiancando la nostra Soprintendenza.

Pensiamoci, ma in fretta.

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L'articolo dopo la mia proposta, su "Il Piccolo" del 20 maggio 2011.


di Piero Rauber
Elezioni amministrative a parte, l’ipotesi di un ticket da un euro per Miramare - stoppata dal direttore regionale dei Beni culturali Giangiacomo Martines (nella foto) - è la notizia più commentata della settimana dai lettori-internauti del Piccolo su facebook. I nostri affezionatissimi, a sorpresa, si schierano a maggioranza a favore dell’introduzione del biglietto. E financo, più di qualcuno lo scrive, per i residenti e non solamente i turisti. Si sbilancia ad esempio Claudio de Paoli: «I triestini dovrebbero pagare come tutti». Eppoi «i soldi che rimangano per mettere in ordine il parco e non vadano a Roma per finanziare altro». «Un euro non è niente», insiste Domenico Di Sarno. Ma c’è anche chi, triestino, i triestini li lascerebbe volentieri fuori da questa novità. Per Maria Luisa Giorgi, tanto per citare un commento che va in questa direzione, «i residenti devono essere liberi di usufruire del parco, anche perchè molti sono pensionati». La maggioranza però, si badi, non è schiacciante come la volta in cui il popolo del web non ha gradito la guida al voto impartita dal vescovo all’elettorato cattolico. Di contrari, al ticket a Miramare, ce ne sono. Sentite Andrea Costanzo: «A Torino c’è la ex riserva di caccia della famiglia Sabauda, tre o quattro volte più grande del parco di Miramare, e l’entrata è gratis, come alla regia di Caserta e in altri centinaia di parchi in giro per l’Italia».
L’ultima parola spetta all’assessore uscente al Turismo, Paolo Rovis, noto internauta, che trova il modo di ironizzare con il soprintendente Caburlotto: «Io lo dicevo a febbraio, sul mio blog, di provare a far pagare un euro a chi entra a Miramare. Con conseguente risposta di Caburlotto che... “no se pol”. Adesso “se pol”, meglio tardi che mai».
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