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Che fine fa la differenziata raccolta a Trieste?


Le leggende metropolitane sono dure a morire. Una in particolare emerge di tanto in tanto sulle "Segnalazioni" de Il Piccolo o s'insinua fra le chiacchiere da bar. Dice che il cittadino virtuoso ed attento, che con cura separa per tipologia i rifiuti prodotti e li conferisce correttamente negli appositi contenitori dedicati ai diversi materiali, fa una fatica inutile. Ché poi tanto si raccoglie tutto insieme, si fa un bel mucchio e alè, tutto a bruciare nel termovalorizzatore, alla faccia del probo cittadino.

Naturalmente la leggenda non ha alcun fondamento di verità. Per essere chiari: è assolutamente falsa. Una bufala vera e propria.

Le oltre 20mila tonnellate annue di rifiuto differenziato conferito ai contenitori preposti disseminati lungo le nostre strade ed ai centri di raccolta gestiti da AcegasAps seguono correttamente la via del riciclo attraverso il Conai (Consorzio Nazionale Imballaggi) ed i Consorzi dei materiali.
Questi si occupano ognuno di uno specifico materiale. Corepla per la plastica, Comieco per quelli a base cellulosica, Coreve per il vetro, Cial per l'alluminio, Rilegno per il legno e per l'acciaio il Consorzio nazionale riciclo acciaio.

I medesimi materiali vengono gestiti dalle seguenti ditte.
Calcina Iniziative ambientali (Trieste) per imballaggi in carta e cartone, plastica e vetro.
Logica riciclaggio inerti (Trieste) per ferro, alluminio, imballaggi in plastica e ingombranti.
Il Giardiniere (Trieste) per rifiuti biodegradabili.
Zanutta (Trieste) e Costruzioni Isonzo (San Pier d'Isonzo) per inerti.
Petrolcarbo (Bagnaria Arsa) batterie in piombo e olio minerale.
Ecolegno (San Giorgio di Nogaro) tratta il legno.
Spherae (Gorizia) e Nec (Fossò) gestiscono apparecchiature fuori uso ed elettrodomestici.
Padana Rottami (San Floriano) raccoglie ferro e alluminio.
Ilsa (Pasian di Prato) si occupa dell'olio vegetale.

I Consorzi fanno sì che il riciclo dei materiali sia sostenibile economicamente. Quindi un eventuale smaltimento attraverso la termovalorizzazione sarebbe perfino più oneroso.
I mezzi dedicati allo svuotamento dei contenitori della differenziata sono spesso i medesimi impiegati per il normale rifiuto. Naturalmente effettuano giri dedicati al singolo materiale, dopo essere stati lavati, così ottimizzando l'impiego dei mezzi.

Al fine di evitare fraintendimenti che potrebbero alimentare la leggenda metropolitana citata, ho fatto apporre un cartello ben visibile su ogni mezzo con riportato il materiale oggetto di raccolta. Quindi, laddove scorgiate un camion compattatore con scritto sulla fiancata "raccolta carta", potete essere certi che il mezzo raccoglie, in quel giro, soltanto carta e cartoni per poi avviarli al corretto percorso di riciclo.

Non so se questo post seppellirà per sempre la bufala triestina del "tanto i brusa tuto insieme".
Spero però che chi già effettua la raccolta differenziata sia rassicurato sul fatto che sta compiendo un'azione utile. E che gli scettici possano trovare motivazione per adottare un comportamento virtuoso che fa bene all'ambiente e, quindi, a tutti noi.
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