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PORTO: LE FORZE POLITICHE LOCALI DIMOSTRANO MATURITÀ.




27 gennaio 2016

La nuova Riforma portuale, Trieste, gli altri scali regionali, il Punto Franco. Una visione d'insieme e un risultato locale già raggiunto nell'intervento di Paolo Rovis, pubblicato su "Il Piccolo" di oggi.

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PORTO: LE FORZE POLITICHE LOCALI DIMOSTRANO MATURITÀ.

"Nel suo editoriale su "Il Piccolo" di domenica scorsa, il direttore Possamai auspica un'unica governance per gli scali portuali del Friuli Venezia Giulia, con Trieste ovvio baricentro. 

Una visione del tutto logica. Sia per un intuibile concetto di sistema, sia perché Trieste, Monfalcone, San Giorgio di Nogaro sono, già oggi, fra loro complementari. È quindi da perseguire il disegno di un unico comprensorio portuale del Friuli Venezia Giulia; guidato dalla Torre del Lloyd, composto da più terminal, ognuno con la propria specializzazione di traffico.

Dalle nostre parti, le logiche di sistema le abbiamo sentite enunciare nei convegni molto più di quanto si siano riscontrate nella pratica gestionale. Perché sono fin qui prevalsi campanilismi, gelosie e diffidenze. Che hanno cagionato ritardi, inadeguatezza, sottoutilizzo di infrastrutture che pure non mancano.

Il 23 dicembre scorso, nel Consiglio comunale di Trieste, si è discusso - e votato - un documento da me proposto, nel quale le forze politiche venivano chiamate a esprimersi su due cardini da introdurre nella Riforma Portuale, a quella data non ancora varata dal Governo nazionale.

Il primo punto, riguarda il mantenimento in legge del riconoscimento del peculiare regime di Porto Franco vigente nel nostro scalo.

Il secondo auspica l'istituzione per Trieste di una Autorità di Sistema Portuale singola, non diluita su altri porti nazionali, alla quale, testualmente, "possano venire annessi gli altri scali della Regione Friuli Venezia Giulia".

Con soddisfazione, registriamo che entrambi gli auspici sono oggi contenuti nel Decreto di riforma. Compresa la possibilità, demandata alla Regione, di includere nel Porto di Trieste le banchine di Monfalcone e San Giorgio di Nogaro.

Meritevole di ulteriore nota è un fatto "triestino", tutt'altro che scontato: il testo discusso il 23 dicembre ha trovato concordi tutte le forze politiche locali.
La mozione di "Trieste Popolare" è stata infatti approvata all'unanimità, sindaco incluso. Senza modifiche, senza distinzioni partitiche.

Certo, la strada verso il "Porto Unico di Trieste" è appena abbozzata e il percorso è tutto da compiere. Ma chi conosce un po' le dinamiche politiche locali, sa che raggiungere l'unanimità su un obiettivo è prassi tutt'altro che frequente. Esserci riusciti su una possibilità concretamente realizzabile - e su un tema spesso divisivo come l'assetto del nostro Porto - lo considero un ottimo risultato.

Ed è, forse, un atteso segnale di maturità. Laddove alle minuscole logiche di partito e agli sgambetti all'avversario di turno, si è sostituita davvero la volontà di attrezzare Trieste, pezzo su pezzo, degli strumenti per affrontare sfide che non ci possiamo permettere di perdere.

Su tutte, quelle di un rilancio economico e di investimenti che non può più attendere benevolenze esterne, ma che deve partire da coloro che si sono assunti - e si assumeranno - l'onere di amministrare e lavorare per Trieste."

Paolo Rovis
Trieste Popolare


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