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PERCHÈ DICIAMO "NO" AL RIGASSIFICATORE A TRIESTE.


Lasciamo da parte le tematiche relative ad ambiente e sicurezza. Non perché non siano importanti, ma in quanto molto tecniche e dibattute, con risultati e dati finali non univoci.

C'è invece un motivo forte e definitivo per cui il progettato impianto di rigassificazione di Trieste non può venire realizzato a Zaule. Ed è quello delineato dall'Autorità Portuale nel 2012, in una lettera all'allora ministro Clini, che riportiamo in fondo a questo post.

Tutto ruota attorno al nuovo Piano Regolatore Portuale. Nel 2005 - anno di inizio dell'iter del rigassificatore - i dati di traffico all'epoca disponibili e le previsioni infrastrutturali del vecchio Piano del Porto, facevano ritenere che l'impianto di Gas Natural e relativo traffico di gasiere fossero compatibili con le consuete attività del nostro Porto.

Ma pochi anni dopo sarebbe cambiato tutto. L'aumento record delle merci movimentate, la forte crescita dell'attività del terminal petrolifero e il nuovo Piano Regolatore del Porto, avrebbero reso incompatibile l'installazione di un rigassificatore. A meno di non accettare, in cambio del terminal gas, un limite allo sviluppo dei traffici tradizionali.

Ma il Comitato Portuale prima, la città e le istituzioni poi, hanno intrapreso compattamente una chiara e giusta direzione: quella di favorire lo sviluppo armonico di infrastrutture e traffici già presenti nello scalo, eliminando ciò che potrebbe ostacolarli.

Così, nel nuovo Piano Regolatore del Porto, troviamo il Molo VIII, la Piattaforma Logistica, il secondo lotto di ampliamento del Molo VII, l'interramento fra il V e il VI, la mini-piattaforma fra il VI e il VII, il terminal ro-ro alle Noghere. Infrastrutture importantissime, le cui potenzialità di aumento dei traffici non possono certo venire vanificate e nemmeno limitate da un unico impianto di rigassificazione. Con il quale, peraltro, le ricadute sul territorio, economiche e occupazionali, sarebbero molto esigue.

Per questo motivo, dopo l'11 dicembre 2012, dopo la presa di posizione netta, tecnica e oggettiva dell'Autorità Portuale e di uno dei principali terminalisti triestini, al proposto rigassificatore abbiamo detto convintamente NO, al di là di ogni appartenenza politica.

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