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RIDURRE L'IMU È POSSIBILE. SE LO SI VUOLE.



A giocare con le percentuali, parrebbe quasi vada ringraziata la giunta Cosolini per aver fissato l’aliquota IMU sulla prima casa allo 0,4%. “Meno dello 0,45% della vecchia ICI” gongolano nel centrosinistra.

Ma la realtà è ben diversa. E non ci sarà alcun motivo di rallegrarsi quando le percentuali verranno tradotte in euro sonanti. Da sborsare sull’unghia. Il motivo è semplice, lo spiego con un esempio.

Abitazione principale, rendita catastale euro 1000. Con la vecchia ICI allo 0,45%, l’imposta lorda era pari a euro 472,50.

Stessa abitazione, con l’IMU allo 0,4%: imposta da pagare euro 672,00, al lordo delle detrazioni.

Com’è possibile un tale aumento, ci si chiederà, se la percentuale è più bassa?

Qui non c’entra Cosolini, ma il governo Monti: il calcolo va effettuato su una rendita catastale aumentata del 60%. Quindi percentuale sì inferiore, ma su una base imponibile molto più alta.

Uno strumento per non massacrare i proprietari della casa di abitazione la giunta Cosolini però ce l’ha, per quanto non voglia usarlo. La norma consente, a discrezione dei Comuni, di diminuire l’aliquota base (dello 0,4%) fino allo 0,2%. La metà di quella che a Trieste, invece, il centrosinistra intende applicare.

Ecco quindi che la famiglia proprietaria della casa di cui all’esempio si troverebbe, con l’IMU al minimo di legge, a versare ancor meno della vecchia ICI: 336 euro anziché 672. Una differenza non da poco.

Non voglio fare bassa demagogia: sono consapevole che il bilancio del Comune sta in piedi con entrate commisurate ai servizi erogati. Ma va ricordato che la Regione è intervenuta con maggiori stanziamenti a favore dei Comuni proprio a questo scopo.

Ed è doveroso chiedersi se davvero non sia possibile ridurre il peso delle tasse sui cittadini in questo difficilissimo periodo.

Noi del Popolo della Libertà ci siamo posti questa riflessione e la risposta è stata affermativa.

Spiegheremo, in Consiglio comunale, che è possibile contenere i costi del Comune senza diminuire i servizi per i cittadini.

Proporremo di eliminare le spese non strettamente necessarie, oltre ovviamente a quelle che giudichiamo del tutto superflue.

Dimostreremo quindi che è possibile ridurre la tassa sulla prima casa a carico dei Triestini.

Perché intendiamo applicare un principio normale per qualsiasi famiglia: se diminuisce il reddito, si riducono le spese.

E si rimanda l’acquisto dei giocattoli.

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