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IL GARANTE DEL (SUO) POSTO FISSO.


Accade al Comune di Trieste, amministrato da una maggioranza di centrosinistra. C'è una necessità urgente, a detta del Partito Democratico: istituire un "Garante dei diritti dei detenuti" che si occupi dei circa 250 reclusi nel carcere del capoluogo giuliano.

Detto fatto, ecco arrivare in Aula la delibera in tempi record. Assoluta priorità rispetto, ad esempio, al documento del PdL di contenere al minimo l'IMU a carico dei cittadini. Presentato oltre due mesi fa, è ancora in attesa che il centrosinistra lo ammetta alla discussione. Prima delle famiglie con il mutuo viene dunque il Garante con la poltrona.

Il quale, a dispetto dell'altisonanza del titolo, ha un potere quasi nullo. Può visitare il Coroneo senza preavviso, può dialogare con i detenuti. Punto. Tanto quanto i Consiglieri regionali, i parlamentari, il personale dell'Azienda sanitaria. Non risolve problemi, non è in grado di intervenire sulle drammatiche carenze strutturali degli istituti di pena. Nè di sostituirsi - per fortuna - all'ottimo direttore Enrico Sbriglia, che svolge un lavoro encomiabile con gli scarsi mezzi a disposizione.

Il Popolo della Libertà ha suggerito che ad esercitare la modesta funzione di Garante sia l'assessore alle Politiche sociali, nell'ambito delle sue competenze. Già retribuite, quindi senza costi aggiuntivi. L'assessore Famulari si occupa delle necessità di sostegno per migliaia di Triestini, potrebbe tranquillamente includerne ulteriori 250. Lei ne sarebbe stata contenta, ha affermato. Ma il suo Partito non ci sta: niente politici in una carica così delicata, è il pretesto.

Allora, da parte nostra, ecco la proposta numero due: eserciti la funzione di Garante dei detenuti un dirigente comunale dell'Assistenza sociale. Esperto, competente, senza matrice politica. Niet, non se ne parla: il Garante va scelto dal Consiglio comunale, quindi dai Partiti politici.

Perché in realtà non serve un Garante, al PD serve una nuova poltrona.

Così i solerti Consiglieri democratici prevedono un incarico blindato per 5 anni, un'indennità mensile fissa, la licenza di organizzare (a spese nostre) convegni, dibattiti, incontri. Chiacchiere a pagamento. Lungo le 8 ore (!) di dibattito, ormai a notte fonda, propongo venga accettata almeno una clausola "anti-trombati": non possa accedere all'incarico chi è stato candidato - senza venire eletto - alle ultime tornate elettorali. Clausola votata da tutta l'opposizione. La maggioranza di sinistra, invece, la boccia facendo così cadere anche l'ultima maschera.

Non ci sarà perciò da stupirsi se sulla nuova poltrona (rossa) pagata da noi tutti, si accomoderà un ex-candidato del centrosinistra dal quale i Triestini non hanno voluto farsi rappresentare.

Il Garante illuderà i detenuti con promesse che non è in grado di mantenere.
Il Partito Democratico illude i cittadini occultando interessi spartitori dietro un intento apparentemente nobile.
Di non illusorio, in questa vicenda, ci sarà pertanto solo lo stipendio, vero, che verrà pagato dal Comune a chi occuperà questa nuova, inutile poltrona.
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