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SALA TRIPCOVICH: BLOCCATA LA CESSIONE AL VERDI, ALTRO PASSO AVANTI VERSO IL RIUTILIZZO A FAVORE DI TUTTI.

PAOLO ROVIS: "ORA DIPENDE SOLO DALLA VOLONTA' POLITICA LA REALIZZAZIONE DEL PROGETTO REDATTO DA BRAVI PROFESSIONISTI E VOLUTO DA TANTI CITTADINI".


Nel corso della seduta della Giunta comunale odierna ho definitivamente "cancellato" l'ipotesi di cessione della Sala Tripcovich al Verdi.


Per una serie di validi motivi.


Il primo: trovo ingiusto privare la collettività della proprietà di un bene - che è quindi di tutti noi - per regalarlo ad una Fondazione che ha in sé notevoli connotazioni private.


Il secondo: il giusto sostegno al Verdi, alla sua preziosa attività lirica e concertistica, va garantito in altri modi. Al limite anche con la ripatrimonializzazione, se vi è l'assoluta necessità - peraltro ancora da dimostrare. Ma, in tal caso, utilizzando immobili oggi dismessi, che potrebbero trovare quindi nuovi impieghi. Aggiungendo spazi, dunque, non sottraendoli.


Terzo motivo, ma potrebbe essere il primo: sul riutilizzo, a favore di tutti, della Sala Tripcovich c'è un ottimo progetto, opportuno e realizzabile. Proveniente - come va di moda dire - "dal basso", cioè da cittadini che vogliono riappropriarsi di ciò che è già loro, per farne un luogo che a Trieste manca e che offrirebbe giusti e adeguati spazi per sviluppare diversi interessi culturali e musicali, come già spiegato in un mio precedente post.


Oggi, in accordo con l'amico e collega Claudio Giacomelli, assessore al Patrimonio del Comune che già due anni fa limitò fortemente la durata della concessione al Verdi proprio per dare il tempo e il modo di valutare alternative, ho di fatto reso la Tripcovich libera da vincoli.


Starà alla prossima Giunta comunale, fra poche settimane, decidere che cosa fare.
Se riprendere la via della cessione che abbiamo "sepolto", oppure dare spazio alla riqualificazione e al riutilizzo, finanziando l'ottimo progetto del Comitato Nuova Tripcovich.


Credo non ci siano dubbi su quale sarebbe la mia scelta.
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