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Il Popolo della Barcolana.


E' stata una grande Barcolana, la migliore di sempre. L'abbiamo detto anche l'anno scorso, quello del quarantennale, e lo diremo probabilmente anche l'anno prossimo. Segno che una manifestazione, già unica ed emozionante, si migliora ad ogni edizione.

Onore al vincitore, lo scafo sloveno Maxi Jena, che archivia un destino da eterno secondo per assaporare la vittoria. Ho trascorso la mattinata in mare sul Delfino Verde, assieme a giornalisti e fotografi provenienti da mezzo mondo. L'interesse e soprattutto l'entusiasmo erano nettamente palpabili.

Merito di una giornata di sole e di brezza che a volerla ordinare su misura non avrebbe potuto essere più perfetta.

Merito delle migliaia di triestini e turisti che hanno affollato la città e le Rive, animando ogni angolo di Trieste, diventando protagonisti di un'unica, incessante, fantastica festa.

Merito dell'impeccabile organizzazione della SVBG e di tutti coloro a vario titolo ed impegno coinvolti notte e giorno nella macchina, oliatissima, che fa "girare" la Barcolana.

Merito, infine ma non in fine, dei quasi duemila equipaggi partecipanti senza i quali la "Coppa d'Autunno" semplicemente non esisterebbe.

Ho scattato diverse foto - di Maxi Jena, Idea, Vitrani, Esimit, Telefonica, Shining... - ma quelle le troverete anche sui giornali e saranno di qualità indubbiamente superiore alla mia.

Pubblico invece un'istantanea che mi pare simboleggi più di ogni altra quello che la Barcolana è e deve rimanere. La celebrazione del legame di Trieste con il suo mare ed il suo vento. L'amicizia e la goliardia, l'egemonia della partecipazione sulla pura competizione. La festa popolare e di popolo scandita dalle polpette e dal vino consumati fra amici riuniti nel pozzetto di una anzianotta ma solida barchetta a vela.

Per me, che ho avuto il privilegio di partecipare alla prima edizione della Barcolana aggrappato alla battagliola dell'Alpa 6,70 paterna e successivamente a non ricordo quante edizioni al timone di una o dell'altra imbarcazione, la seconda domenica di ottobre è questo.

Ed è anche il simbolo, se vogliamo, di una città che quando vuole è in grado di sprigionare le sue energie migliori e di conseguire risultati da far invidia a chiunque.

Ad maiora, Trieste!
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