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FERRIERA, UNA QUESTIONE CHE FA RUMORE.

Rilevazione PM10. La richiesta di revisione AIA non riguarda le emissioni in atmosfera.

FERRIERA, UNA QUESTIONE CHE FA RUMORE.

4 settembre 2016

Cambiato il segno politico dell'amministrazione comunale, cambia l'approccio alla questione Ferriera. Il confronto Comune - Siderurgica Triestina si inaugura con uno scambio di missive (rese pubbliche) dai toni ruvidi. Epistole simboliche, volte semplicemente a vedere "l'effetto che fa" e a soddisfare le rispettive tifoserie.

Ma la nuova amministrazione comunale ha anche necessità di dare un rapido segnale politico di attenzione al tema e di dimostrarsi impegnata nel percorso verso l'obiettivo finale, promesso in campagna elettorale: la chiusura dell'"area a caldo" dello stabilimento siderurgico di Servola.

Così, coerentemente, attiva dialoghi intensi con i Comitati "anti-ferriera" e stanzia a bilancio un po' di risorse per assumere un consulente specifico.

Il primo atto formale e concreto arriva a meno di due mesi dall'insediamento della Giunta comunale. Il 26 agosto scorso il sindaco Dipiazza avanza richiesta di revisione dell'Autorizzazione Integrata Ambientale rilasciata alla fabbrica triestina di Arvedi.

Come noto, la questione Ferriera attraversa vari proprietari e si trascina da almeno tre lustri per un problema alquanto pesante: l'inquinamento atmosferico generato dal ciclo produttivo dello stabilimento, che investe principalmente il rione di Servola. E da altrettanto tempo il dibattito cittadino si avviluppa, in sintesi, alla irrisolta contrapposizione salute-lavoro di cui quell'industria è da tempo assurta a simbolo.

Curiosamente, però, la richiesta di revisione dell'AIA non ha nulla a che vedere con l'inquinamento dell'aria. La nota inviata alla Regione verte infatti su un altro problema, relativamente nuovo e comunque reale: il rumore
Paradossalmente, generato dai nuovi impianti di aspirazione installati per evitare la dispersione di polveri.

La richiesta è fondata o quantomeno meritevole di approfondimento. Perché, vi si afferma, se il rumore prodotto è oltre i limiti fissati dalla legge e dall'AIA, se tale condizione può recare danni alla salute e se l'efficacia delle contromisure da adottare è prevista non prima dell'inizio del 2019, qualcosa va giustamente rivisto.

C'è da riconoscere - con una punta di ironia se il tema non fosse molto serio - che tutti gli atti a supporto della richiesta avanzata da Dipiazza, puntualmente citati, sono stati prodotti durante il mandato di Cosolini

Insomma, se oggi si dispone di elementi per chiedere una revisione dell'AIA (per il rumore), è perché i cittadini hanno segnalato il problema, la giunta precedente ha attivato l'Arpa, la quale ha riscontrato l'inottemperanza dei limiti, lo ha comunicato all'Azienda Sanitaria e al Comune il quale, infine, ha provveduto a sanzionare come da legge. Più volte. Il tutto nel periodo 29.10.2015 - 13.06.2016.

Ma l'aspetto singolare, si diceva, è un altro. L'AIA viene "contestata" non per sforamenti delle emissioni in atmosfera - come ci si aspetterebbe, perché è questo il problema storico - bensì per l'inquinamento acustico

Ogni atto amministrativo va letto non solo per quanto afferma, ma anche per quello che non c'è scritto
Banalizzando, un po' come la revisione dell'automobile. Se viene prescritto che c'è da cambiare una lampadina per poter circolare, significa che gomme, freni, scarico e tutto il resto sono a posto. Ed è superfluo ricordare che l'eventuale riesame dell'AIA riguarderebbe unicamente l'aspetto sollevato dalla richiesta del Comune, ovvero l'inquinamento acustico. Non altro. Ne conseguirebbe che, laddove una mitigazione acustica fosse efficace, la Ferriera cesserebbe, sulla carta, di rappresentare un problema ambientale.

Si tratta di un ragionamento in parte provocatorio: è chiaro che il fronte non è solo quello del rumore. E che, come ha riconosciuto l'Arpa, l'aria di Servola è, ancora adesso e a differenza delle promesse della proprietà, tutt'altro che salubre

D'altra parte, nessuno fino a sei mesi fa avrebbe mai precognizzato che il primo "atto d'accusa" formale alla gestione Arvedi non avrebbe riguardato l'emissione di Pm10, benzo(a)pirene e altri infestanti delle vie respiratorie. Bensì i nuovi impianti installati proprio per eliminarne la dispersione. E il loro rumore.

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Nota. La richiesta di revisione dell'AIA è una possibilità precisamente normata dalla legge, deve venire adeguatamente motivata e ne va dimostrata la necessità. L'eventuale accoglimento avviene a seguito di una valutazione tecnica, in capo al medesimo Servizio regionale che ha emesso il decreto di rilascio dell'Autorizzazione Integrata Ambientale.

Qui sotto: la richiesta di revisione dell'AIA redatta dal Comune. Clicca per ingrandire e leggere.

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