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QUELLA STRANA DESTRA CONTRO LA CROCE E LA KIPPAH.

Florian Philippot, consigliere di Marine Le Pen.





QUELLA STRANA DESTRA CONTRO LA CROCE E LA KIPPAH.
Le pulsioni francesi anti-burkini sono parte di una storica battaglia contro tutti i simboli religiosi. A condurla Florian Philippot, numero due del Front National. Verso il quale una parte della destra italiana guarda come modello ed è alleata in Europa. Contro il centrodestra che governa.

29 agosto 2016

Il Consiglio di stato francese ha annullato il provvedimento anti-burkini di Villeneuve-Loubet, uno dei 30 comuni francesi che avevano vietato di indossare sulle spiagge l'ormai noto costume integrale.

Bocciatura ineccepibile e perfettamente aderente ai principi che già richiamavo in un post sul tema, dieci giorni fa. "Il divieto ha rappresentato una violazione grave e apertamente illegale delle libertà fondamentali, che sono la libertà di movimento, di coscienza e la libertà personale", dice la Corte.

Il divieto venne accolto con giubilo da una parte della destra nostrana, ben supportata da alcune femministe di estrema sinistra. Naturalmente fioccarono le proposte di imitare anche in Italia gli improvvidi sindaci francesi, "a difesa delle nostre usanze, tradizioni, civiltà".

A nessuno di costoro è passato per la mente che difendere la nostra civiltà significa, appunto, difendere anche le nostre libertà individuali - tra queste, quella di abbigliarsi come più aggrada - e che, al contrario, volerle limitare è semmai in linea con taluni regimi teocratici o comunisti. 

Ma, come si è appreso, il divieto fatto a pezzi dalla massima autorità giudiziaria amministrativa francese non operava solo contro il burkini, anche se era questa la finalità principale.

A Cannes si impediva l'accesso alle spiagge "a chiunque non indossi una tenuta corretta, rispettosa delle buone maniere e della laicità, delle regole d’igiene e sicurezza della balneazione". Una misura dichiaratamente contro "i simboli religiosi ostentati" e quindi, è stato spiegato, bandite anche le Croci, la Kippah (copricapo ebraico), il turbante dei Sikh.

Un divieto che aveva la presunzione di definirsi in linea con una controversa legge francese del 2004, in applicazione del "principio di laicità della Repubblica". Norma in base alla quale è impedita l'ostentazione di simboli religiosi di ogni tipo nelle scuole pubbliche d'oltralpe.

A questo dettato si è recentemente richiamato Florian Philippot, consigliere di Marine Le Pen e numero due del Front National, per sostenere il divieto di abbigliarsi liberamente in spiaggia. Senza tenere minimamente in considerazione che una scuola, ancorché pubblica, è per sua natura un luogo puntualmente regolamentato, in quanto deputato a una specifica funzione di formazione e insegnamento. Mentre una spiaggia o una pubblica via assolvono, ovviamente, funzioni molto diverse ed estese.

Ai microfoni di Bfm Tv (vedi il video in fondo al post), il vicepresidente del Front National ha infatti annunciato la prosecuzione della battaglia per vietare in tutti i luoghi pubblici di Francia non solo il velo islamico, ma anche i simboli religiosi quali "i grandi Crocifissi, (non ce ne sono molti ma può succedere), la Kippah e altri". Un divieto nazionale che si applicherebbe "all'insieme dello spazio pubblico, ovvero per la strada, nei mezzi pubblici, al lavoro, all'università".

A parere di chi scrive, uno Stato laico - e rispettoso delle libertà individuali - fa, invece, esattamente l'opposto. Consente serenamente il personale e libero uso, a chiunque, di tutti i simboli religiosi che ritiene di indossare.

Anche in Italia c'è una parte di destra - quella che pratica il culto di Putin, che va in visibilio a ogni starnuto di Le Pen, che di quest'ultima è alleata in Europa contro il centrodestra al governo - la quale si è già dichiarata in linea con i provvedimenti illiberali di alcuni sindaci francesi. Invitando i colleghi italiani a imitarli.

Stesso orientamento è stato espresso da frange della sinistra massimalista. Ma questo non stupisce. 


Sarebbe invece utile sapere se questa stravagante destra italiana ha compreso il significato profondo - ben sotto la superficie di un burkini - delle ordinanze francesi che invita a imitare.

E se, avendole condivise con entusiasmo, ne abbia sposato anche la linea politica. Che è dichiaratamente contro tutti "i simboli religiosi ostentati" e quindi anche contro l'uso personale della Croce cristiana e della Kippah ebraica.

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