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TRIESTE: "NESSUN LIMITE AI PROFUGHI". IDEOLOGIE E PROPAGANDA PREVALGONO SUL BUON SENSO.


TRIESTE: "NESSUN LIMITE AI PROFUGHI". IDEOLOGIE E PROPAGANDA PREVALGONO SUL BUON SENSO.
Centrosinistra e parte della destra in Consiglio comunale non sostengono l'atto per dimezzare il numero dei richiedenti asilo ospitabile a Trieste.

9 febbraio 2016  


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Salve! Sono il consigliere comunale che sarebbe, come mi definisce il sindaco Cosolini oggi su TriestePrima, "unico depositario della verità e delle soluzioni a tutti i problemi". Figuriamoci. Molto più modestamente faccio proposte che ritengo praticabili. In questo caso, quella di usare una possibilità amministrativa concreta, in capo al Comune, per gestire meglio i richiedenti asilo a Trieste.

Gestire meglio significa, innanzitutto, occuparsi di un numero di persone definito e commisurato alla capacità di accoglienza del nostro territorio.

Un criterio che vale per ogni servizio rivolto alla collettività. Ospedali, scuole, teatri, palasport, case di riposo e così via: sono strutture possono assolvere bene alla loro funzione, purché limitata al numero massimo di fruitori per i quali sono state progettate. È perfino banale dirlo.

Per i richiedenti asilo vale lo stesso principio. E, difatti, Governo e Regioni hanno stabilito una quota da assegnare a ogni territorio. Per il Friuli Venezia Giulia questa quota è pari a 2,19 presunti profughi ogni 1000 residenti. Non c'è bisogno, quindi, essere "depositari della verità" per proporre semplicemente che anche Trieste si attenga a questa linea.

Perché è inaccettabile sottoporre la città, i Triestini e gli stessi richiedenti asilo a condizioni di stress del tutto evitabili. È inaccettabile mettere a rischio gli equilibri sociali di una comunità per assecondare le demagogiche e devastanti posizioni della sinistra radicale che ci affosserebbe in nome di un distorto e inapplicabile concetto di accoglienza "no-limits".

Eppure è questa linea che il Partito Democratico ha sposato ieri nei fatti. Respingendo, in Consiglio comunale, il testo che potete leggere qui sotto. Forti a parole - rileggetevi ora le dichiarazioni riportate all'inizio di questo post - ma, quando si tratta di dare logica e concreta conseguenza amministrativa ai proclami sbandierati a mezzo stampa, altrettanto forti a smentire loro stessi. 

Sono risibili le motivazioni addotte per giustificare il voto negativo. Tipo: "Non si ferma un fenomeno epocale e così vasto con una mozione o mettendo noi un limite". È ovvio che no. Ma si costringe, questo sì, Regione e Prefettura a "spalmare" gli ospitati sull'intero territorio regionale - compresi i Comuni a guida PD con zero profughi - anziché concentrarli, oltre ogni limite di sostenibilità, a Trieste, Udine e Gorizia, come accade finora.

Nota singolare. Nel tabulato non compaiono i voti di PdL e Forza Italia. Tutti i consiglieri presenti sono infatti usciti dall'Aula per non sostenere la mozione. I loro voti non sarebbero comunque bastati a far approvare il testo. Ma è singolare che i berlusconiani si siano associati a Sel, Rifondazione Comunista & Co. nel non voler impegnare il Sindaco a dimezzare per il 2016 il numero di richiedenti asilo presenti a Trieste.

Viene il sospetto che a sinistra per ideologia e a destra per convenienze propagandistiche elettorali, a più di qualcuno la situazione vada bene così com'è. 

Con tanti saluti agli interessi veri di Trieste e dei Triestini.


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Qui sotto il testo della mozione. Sotto ancora, il tabulato dell'esito della votazione.
Grazie a "Un'altra Trieste" e "Movimento 5 Stelle" per il loro sostegno.




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