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PROFUGHI, ROVIS (TP): "LASCIARE 150 PERSONE IN STRADA NON È ACCOGLIENZA, NÈ RISPETTO PER I TRIESTINI."



Comunicato stampa. 8 agosto 2015.

PAOLO ROVIS (Trieste Popolare): “LASCIARE 150 PERSONE A VIVERE IN STRADA NON SIGNIFICA NÈ ACCOGLIENZA, NÈ RISPETTO PER I TRIESTINI.”

Sindaco e presidente del FVG intervengano subito per disinnescare possibili problemi sociali.

“È inaccettabile che a Trieste 150 persone vengano fatte dormire in strada. È sconfortante che l’unica risposta istituzionale sia un arrendevole allargamento di braccia.”

Lo rileva in una nota Paolo Rovis, capogruppo di “Trieste Popolare” in Consiglio comunale, a proposito dell’eccezionale afflusso di richiedenti asilo in città e del fatto che 150 di loro vengano lasciate a vivere per strada.

“Già a marzo scorso” - rileva Rovis - “la Giunta comunale accolse un mio documento, dove si invitava a stabilire un numero massimo di persone accoglibili, individuandolo con la media italiana: 1,2 presunti profughi ogni 1000 abitanti. 

Ne deriva che Trieste dovrebbe ospitarne al massimo 250. Invece se ne contano 700, quasi il triplo. Era quindi prevedibile che oggi le strutture siano sature e decine di richiedenti asilo vengano lasciati in strada in balia di se stessi. Con tutti i gravi problemi che ne possono derivare sia per i triestini residenti, sia per gli stessi richiedenti asilo”.

Rovis sollecita perciò a intervenire prima che la situazione precipiti ulteriormente e si trasformi in un problema di ordine pubblico.

Sindaco e presidente della Regione si attivino immediatamente per far spostare queste persone dove possano venire accolte e gestite. E il Prefetto attivi stringenti misure di controllo ai confini: ricordo che questi richiedenti asilo giungono qui via terra, provenienti da Stati appartenenti all’Unione Europea

Possiamo essere accoglienti, ma non fessi: smettiamola di subire le conseguenze del furbetto lassismo di Austria e Slovenia, che fingono di non vederli mentre transitano sui loro territori, così da evitare di doversene fare carico”.

“Più in generale,” - ha concluso il capogruppo di “Trieste Popolare” - “sull’enorme problema dei richiedenti asilo va usato equilibrio e buon senso. Le norme internazionali che regolano l’accoglienza vanno rispettate, ma nessun buon padre di famiglia lascerebbe la porta di casa sua costantemente spalancata affinché possano entrare quali e quante persone vogliano. 

Va ospitato solo chi ha davvero i requisiti per ottenere aiuto e solo nella misura in cui ogni territorio è attrezzato per fornire servizi rispettosi della dignità umana. Tenendo conto, inoltre, della sostenibilità sociale dell’accoglienza, in rapporto con le sensibilità dei cittadini residenti."

L'articolo su "Il Piccolo" del 9 agosto 2015.

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