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IL SINDACO APPONGA UNO STRISCIONE SUL MUNICIPIO DI TRIESTE IN SEGNO DI SOLIDARIETA' AI MARO' ITALIANI.


“Lo abbiamo già fatto, giustamente, per il concittadino Eugenio Bon e per il volontario di Emergency Francesco Azzarà. Ora è doveroso che Trieste, città dai legami profondi con le nostre Forze Armate, manifesti solidarietà e vicinanza al maresciallo Massimiliano Latorre e al sergente Salvatore Girone, illegittimamente trattenuti dalle Autorità indiane”.

Questo l’appello rivolto oggi al sindaco Cosolini da Paolo Rovis, consigliere comunale del Popolo della Libertà. Il quale propone di utilizzare la facciata del Municipio, come già fatto nei casi citati e come ci si appresta a fare in molte città d’Italia, per esporre uno striscione con le foto dei due militari italiani e l’auspicio che possano venire liberati al più presto.

“La coesione di una comunità locale e di un popolo si esprime anche attraverso le manifestazioni di vicinanza ai propri connazionali in divisa, colpiti in questo caso da un provvedimento che appare del tutto illegittimo” ha affermato Paolo Rovis, ricordando anche come “i due marò stavano svolgendo a bordo della petroliera “Enrica Lexie” un prezioso lavoro di prevenzione e contrasto della pirateria, a protezione dei marittimi civili e delle nostre navi mercantili”.

“Le recenti dichiarazioni del ministro degli Esteri italiano, Giulio Terzi di Sant’Agata (“La tutela dei nostri militari è assoluta. Vogliamo riportarli a casa il più presto possibile.”) rassicurano sull’impegno profuso dalla Farnesina”, ha proseguito Rovis, ritenendo però “necessario dimostrare che i diplomatici italiani hanno un intero popolo a supporto della loro delicata azione. Trieste, con un gesto semplice ma fortemente simbolico, può e deve fare la propria parte”.

“Sono fiducioso” – ha concluso il consigliere del PdL Paolo Rovis – “che il sindaco Cosolini, massima autorità cittadina, darà concretezza all’appello con lo spirito che ci deve animare tutti: i nostri soldati, in Italia e all’estero, sono il nostro orgoglio, portatori di pace e protezione. E quando sono loro ad avere bisogno di sentirci vicini, noi dobbiamo rispondere. Forte e chiaro.
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