martedì 12 maggio 2009

Cani al mare: ora anche a Trieste si può!

Anche i cani potranno accedere e fare il bagno lungo le spiagge e coste pubbliche triestine senza il rischio d’incorrere in sanzioni. Gli “amici” a quattro zampe potranno immergersi nelle acque del golfo fino alle 8.00 del mattino o dopo le 20.00 di sera, mentre resterà loro interdetta la balneazione nella fascia oraria 8.00-20.00, salvo che per i cani guida o di soccorso, muniti di regolare patentino. E’ questo quanto prevede la nuova ordinanza che abbiamo messo a punto al Comune di Trieste in accordo con la Capitaneria di Porto. L'ho presentata oggi assieme all'amico e collega Claudio Giacomelli ed i responsabili dell’Uncis-Onlus, Unità cinofila soccorso nautico, che fa parte della Protezione Civile.

L’ordinanza sperimentale entrerà in vigore a breve, in tempo per la stagione balneare, e consentirà quindi per la prima volta a Trieste di offrire ai cani la possibilità di fare il bagno, cosa che invece non era prevista dalla precedente disposizione, che poneva il divieto assoluto su tutte le 24 ore, ad eccezione dei cani guida e di quelli di soccorso. L’innovativo provvedimento offre quindi una positiva risposta a tutti i proprietari di cani che, anche con oltre 7000 firme raccolte dall'associazione "Crescere Insieme", avevano chiesto di poter accedere con i loro “amici” alla balneazione, magari individuando uno specifica zona della costa da destinare loro.

Ma gli spazi della riviera triestina sono limitati e già frequentatissimi: da qui la decisione di consentire, in via sperimentale, la possibilità di accesso alla balneazione degli “amici” a quattro zampe prima delle 8.00 e dopo le 20.00, sempre nel rispetto della prevista normativa in materia e, naturalmente, dei necessari criteri di buon senso e senso civico.

L'Uncis-Onlus, Unità cinofila soccorso nautico, potrà invece utilizzare nelle domeniche, dalle 8.00 alle 11.00, e nei giovedì, dopo le 19.00, del periodo maggio-giugno, un delimitato spazio dello squero del Cedas di Barcola, attualmente già interdetto alla balneazione, per realizzare i propri corsi di salvamento, propedeutici al rilascio dei patentini per i cani adibiti a soccorso in acqua.

15 commenti:

Claudia ha detto...

come proprietaria di un cane le dico GRAZIE!
era la soluzione più semplice e più intelligente a costo zero.
claudia con noel

Anonimo ha detto...

Si poteva fare di meglio.

Paolo Rovis ha detto...

Ovvio, come sempre.

Anonimo ha detto...

Grazie mille! Come proprietaria di una cucciola che ama molto l'acqua sono molto felice!

Claudia ha detto...

C'è ancora una cosa che forse si potrebbe fare: proibire alla gente di portarsi al mare il proprio cane, nelle ore non consentite, tenendoli al sole per ore,personalmente lo ritengo una sorta di maltrattamento, se il cane non può andare un acqua è inutile e dannoso portarselo dietro, facendolo patire. Se si fa un giretto per Barcola vedrà che ahimè se ne vedono tanti.che fare?

Paolo Rovis ha detto...

D'accordo con lei, Claudia. Non so se si possa proibire, dovrebbero essere la sensibilità e l'amore per il proprio quattrozampe a suggerire di evitargli sofferenze.

Anonimo ha detto...

In merito alla sua proposta di multare la pipi' dei cani, si rende conto di quanta acqua bisogna munirsi con un cane maschio che di pipi' ne fa almeno 20 in mezz'ora e quanta acqua ci sara'sui marciapiedi? Quando la gente scivolera' sul marciapiede bagnato sara' felice di poter far causa al Comune e non ai proprietari di negozi che regolarmente puliscono i loro muri esterni. Vogliamo proprio perdere voti, eh?

Paolo Rovis ha detto...

Guardi, intanto non c'è alcuna proposta di "multare la pipì dei cani". Si chiede di munirsi di una bottiglietta da mezzo litro d'acqua, non di girare con l'autobotte al seguito. Mi pare che lei esageri alquanto. E mi pare anche che manchi di rispetto a negozianti e commesse se ritiene sia normale che debbano pulire la pipì del suo cane.

Anonimo ha detto...

Guardi , non manco di rispetto a negozianti come me ne'soprattutto a commesse( che non sono tenute a pulire la pipi' dei cani): sono le vostre ordinanze che prevedono la pulizia dei muri e del marciapiede fronte negozio.E comunque se non ci sono proposte in tal senso come invece la stampa ha pubblicato, siamo felici.Porteremo una bottiglietta d'acqua, e ne offriremo un po'al vigile addetto ai controlli.Non si arrabbi.Grazie.

Paolo Rovis ha detto...

Tranquillo, non mi arrabbio (quasi) mai, si tratta di normale dialettica :-)
In ogni caso il nuovo Regolamento di Igiene Urbana avrà passaggi nelle Circoscrizioni prima di essere approvato dal Consiglio Comunale. In queste fasi potrà venire modificato, migliorato e alla fine condiviso e votato, come è normale e giusto che sia.
Un saluto, alla prossima!

Claudia ha detto...

Come ho già menzionato ho un cane di taglia grande e abito in città. Mi rendo conto da sola che quando c'è un lungo periodo di siccità la pipì dei cani è uno dei tanti problemi . Spero che nella fase iniziale di preparazione di un nuovo regolamento sia interpellato qualche persona competente in materia di cani, come accennava l'utente prima,non si riesce a fare nulla con mezzo litro d'acqua... I maschi si scaricano man mano che camminano, in una passeggiata ne fanno qualche decina, anche se le prime più abbondanti e poi solo schizzi, le femmine fanno dei veri e propri laghi in mezzo alla strada, uno o due al massimo, i maschi contro i muri (se trovassero delle aiuole preferirebbero quelle...) Non mi risulta che in altre città d'Italia o d'Europa si sia affrontato il problema urina dei cani, se a Trieste ci si pone il problema forniteci delle fontanelle anche in città dove si possa riempire le bottiglie portate vuote da casa, non dimentichiamo che fra i possessori di cani ci sono tante persone anziane....

Paolo Rovis ha detto...
Questo post è stato eliminato dall'autore.
Paolo Rovis ha detto...

Cara Claudia, la proposta è finalizzata a lenire gli inconvenienti cui vanno incontro cittadini, negozianti, esercenti nel trovarsi regolarmente portoni di casa, vetrine e serrande dei negozi "firmate" dagli incolpevoli quattrozampe. Lo stesso vale per gli arredi urbani, cestini, panchine, paletti sui quali si incrostano le pipì...
In altri Comuni d'Italia si sono adottate misure che ritengo stravaganti: da un'interpretazione rigida a Parma, dove un signore è stato multato per non aver "raccolto la pipì" (come avrebbe dovuto raccogliere non è dato sapere), ad un Comune del bellunese dove è stato proibito ai cani di fare la pipì (un'aspra battaglia giuridica: vale di più un'ordinanza o la legge della natura..?), fino ad altri Comuni che hanno tentato di proibire l'ingresso ai cani nel centro storico. I rispettivi Tar hanno per fortuna annullato tali decisioni.
Si tratta perciò semplicemente di cercare di rispettare le proprietà altrui e quelle collettive in un ambito urbano.
Forse il mezzo litro d'acqua da versare sul portone investito dalla pipì non è una soluzione valida tout court, forse se ne troveranno di migliori o nessuna.
Certo è che, al sacrosanto diritto di accompagnare liberamente il proprio cane dove si preferisce, c'è anche un diritto che alcuni cittadini hanno rivendicato a non subire (e quindi dover pulire) la "pipì selvaggia" sulle loro proprietà e, aggiungo io, sugli arredi urbani fruiti da tutti.
Penso che, da persone civili quali in questa città siamo quasi tutti, troveremo una soluzione ragionevole al problema. Che sicuramente non è il principale di Trieste, ma se da più di qualcuno viene sentito, trovo giusto prenderlo in considerazione.
Grazie per l'intervento, alla prossima!

Claudia ha detto...

ecco la prossima...
io spero che chi ,come me, ha cani li carichi quando possibile in auto e li porti in Carso, ma resta il fatto che quando la mattina alle 6 o la sera alle 22 lo porto a fare il giro intorno a casa incomincio a sentirmi a disagio per tutta la campagna anti-cani in atto da un bel po'... allo stesso tempo mi rendo perfettamente conto che d'estate il problema c'è. Io proporrei che noi si paghi una tassa annuale per il cane (però bisogna fare severi controlli atti a individuare i cani "evasori" cioè non registrati all'anagrafe canina)e che il Comune usi quei soldi per fare piazzole per cani (come in molte citta d'Italia), zone con ghiaietta a bordo strada ove possibile, fontanelle, distributori di sacchetti (come in Austria)e per fare lavare dalle cooperative i maricapiedi (già assai sporchi e non sempre per colpa dei cani) con l'ausilio delle lance con acqua ad alta pressione. Sarebbe un costo in più ma più che coperto da un'eventuale tassa, ci sono 21 mila cani registrati...mica pochi...

Paolo Rovis ha detto...

Mah, Claudia, la sua proposta mi era stata ventilata qualche tempo fa anche da qualche consigliere comunale. Non credo sia in atto alcuna campagna anti-cani, anzi, almeno per quanto mi riguarda considero un valore ed un segnale di sensibilità e amore accudire un animale e godere della reciproca compagnia. Non so quanto sia giusta una tassa, seppur finalizzata come prospetta lei, che riguardi indiscriminatamente tutti i proprietari di cani. Io sarei più propenso a indirizzare i proprietari verso comportamenti che rispettino tutti, limitino o annullino i motivi di fastidio che alcuni possono manifestare nei loro confronti. Così nè lei, nè alcun proprietario di cani avrà motivo di sentirsi a disagio.
Comunque, come già detto, vedremo cosa sarà valutato meglio, anche tenendo conto delle opinioni di persone come lei che hanno un approccio propositivo al tema.

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