domenica 18 ottobre 2009

Turismo e Cultura: vince Trieste!

Un chiaro e forte messaggio indirizzato in primo luogo alla Regione Friuli Venezia Giulia e a “Turismo FVG” - oltre che agli albergatori e alle altre categorie operanti nel campo dell’accoglienza turistica, per indurle a una maggior fiducia e capacità propositiva – è stato lanciato stamattina dal Salone degli Incanti sulle Rive di Trieste (ex Pescheria), dove ha avuto luogo una conferenza stampa degli Assessori comunali allo Sviluppo Economico e Turismo Paolo Rovis e alle Politiche Culturali Massimo Greco, tutta incentrata sul raffronto tra la costante e duratura crescita del turismo su Trieste da un lato e, viceversa, il deciso decremento dei finanziamenti regionali per la cultura a tutto sfavore del Capoluogo – pur premiando invece altre località del vicino Friuli – dall’altro.

Iniziando con lo snocciolare tutta una serie di dati più che positivi, nel corso di un incontro con la stampa non a caso intitolato "Turismo e cultura: vince Trieste", l’Assessore Rovis ha aperto esponendo uno scenario di sviluppo che lui stesso ha definito “dai numeri eclatanti”: un + 12,8% di presenze di turisti a Trieste, nel periodo 1 gennaio-15 settembre, rispetto a un 2008 che peraltro già presentava percentuali in crescita sul 2007; dato che sale però ulteriormente, fino al + 18%, considerando il solo periodo estivo (maggio-settembre) - e quindi pur senza i dati del successivo massiccio afflusso registrato nei giorni della Barcolana ! -.

Numeri questi che, facendo registrare tassi di crescita a Trieste di gran lunga superiori a quelli delle località turistiche per antonomasia della regione (Grado-Aquileia-Palmanova e Lignano) e della stessa media regionale complessiva, e giungendo addirittura a infrangere per la prima volta dei tabù assoluti superando ad esempio proprio Grado, sia pur di poco, sulle cifre degli arrivi totali nell’arco dell’anno, fatto mai avvenuto in precedenza; ed evidenziando inoltre – fatto questo fondamentale - non solo un dato occasionale ed episodico ma una tendenza netta e costante di incremento, ebbene – ha sottolineato Rovis – “ci si chiede a questo punto quale sia la località davvero trainante dell’economia turistica del Friuli Venezia Giulia!”

Essendo anche interessante in proposito – ha affermato ancora Rovis – osservare come l’area del territorio comunale di Trieste, secondo le statistiche fornite dalla stessa Agenzia “Turismo FVG”, attragga un turismo più ricco rispetto al resto della Regione. E ciò in base a una precisa graduatoria che vede arrivare a Trieste turisti provenienti nell’ordine innanzitutto da Austria e Germania, e poi da Inghilterra, Francia, Stati Uniti d’America, Svizzera e Liechtenstein, Spagna, Croazia, Australia ecc., laddove il resto della Regione, subito dopo le “tradizionali” Austria e Germania, vede invece posizionarsi le certamente meno facoltose Ungheria, Polonia e Repubblica Ceca.

Ma allora, in presenza di tutti questi dati assodati e “certificati” dalla stessa Regione – oltre a quelli rilevati dal Comune, quali la costante crescita di strutture ricettive di ogni livello e categoria, dagli alberghi ai bed & breakfast, con incremento notevole della disponibilità di stanze e posti letto -, “come mai – si sono chiesti Rovis e Greco – gli impegni finanziari regionali a sostegno della promozione turistica sono calati nell’ultimo anno di ben il 60% per quanto riguarda la quota riservata a Trieste, diversamente da quanto avvenuto per le località del Friuli e laddove cospicui finanziamenti sono stati viceversa mantenuti per sedi come Villa Manin o per il Mittelfest di Cividale ???”.

Ha rincarato la dose l’Assessore alle Politiche Culturali Massimo Greco: “Anche nelle sedi museali e in occasione delle qualificate mostre realizzate dal Comune di Trieste – ha detto Greco – i numeri parlano e, in maniera più che eloquente, vanno a sposarsi perfettamente con le cifre della presenza turistica”. Ecco i principali tra i dati citati da Greco: mostra su Leonor Fini al Museo Revoltella 15.934 visitatori con una media di 179 al giorno; mostra su I Serbi a Trieste al Castello di San Giusto 18.295 visitatori con una media giornaliera di 201 (ma in visita al solo Castello altri 26287, con media di 289 !); la mostra su “Le Vele di Franco Pace” (il noto fotografo triestino di barche, regate e scafi d’epoca) al Salone degli Incanti con finora ben 33553 visitatori, 987 al giorno, e quindi un grandissimo successo; entusiasmante poi l’ultimo dato estrapolato nei soli 3 giorni della “Barcolana” con un’affluenza di ben 16.543 visitatori nel complesso delle mostre e dei Civici Musei (con una media quindi di 5514 ingressi al giorno !). Interessantissimo e molto significativo in proposito il raffronto con il 2008, dove, sempre nei tre giorni della Barcolana, si registrarono 1035 visitatori complessivi, con una media di 345 al giorno. “Perciò, pur scontando – ha precisato Greco – il grande impatto che, ovviamente anche in questi giorni, ha avuto la bella mostra di Franco Pace, in un punto “strategico” con l’ex Pescheria, resta senz’altro il fatto che quest’anno i visitatori alle nostre mostre e musei sono decisamente aumentati, ed essendo in molta parte da fuori Trieste stanno anch’essi a rappresentare il successo e il fascino del richiamo culturale triestino per quanto concerne il movimento turistico verso la nostra città.”

“In conclusione – hanno affermato all’unisono Greco e Rovis – appare evidente come il caposaldo della cultura nella nostra Regione, e il “polo” turistico più “attrattivo”, sia proprio Trieste, cioè il Capoluogo regionale, per cui risulta difficile comprendere come mai alla nostra realtà, che pur sa compiere notevoli sforzi per “auto-sostenere” le diverse iniziative e manifestazioni anche grazie all’indispensabile supporto di attenti e sensibili sponsor locali, e pur sa promuoversi verso l’esterno quasi sempre con le sole proprie forze (ma, come abbiamo visto, comunque con buon risultato!), venga negato dalla nostra Regione quell’ulteriore appoggio, che non viene invece lesinato ad altri, e che potrebbe altrimenti rappresentare la “marcia in più”, il fondamentale “volano” per lanciare ancora più in alto il turismo e la cultura triestini, a beneficio, in definitiva, dell’intera Regione.”

“Non è accettabile che dal riparto dei fondi per la cultura e il turismo nella Finanziaria regionale Trieste venga ancora penalizzata – hanno ancora rimarcato Greco e Rovis –. E sarebbe ben triste – ha osservato in particolare Massimo Greco – se a “presiedere” la logica di questo riparto fosse il mero dato numerico della forza demografica e non anche quello dei risultati ottenuti!”

“E, per tutto quanto abbiamo visto, non è più possibile che in questa Regione vengano considerate “località turistiche” soltanto Lignano e Grado ! – ha aggiunto Paolo Rovis –.

“Dall’Amministrazione Regionale – hanno concluso Rovis e Greco – Trieste non può più venir considerata come una “realtà residuale” per quanto concerne cultura e turismo. Venga invece finalmente compresa e di conseguenza trattata come la protagonista che, anche in questi settori, di fatto e dati alla mano risulta essere!”.

Nell’occasione, in chiusura di conferenza, è stata anche presentata una nuova e attraente “brochure” curata dal Settore Turismo del Comune e intitolata “Trieste nel cuore della Mitteleuropa” che illustra la nostra città assieme alle principali località e realtà turistiche delle regioni circostanti e dell’Alpe Adria.

Comunicato a cura di Fulvio Sabo, Ufficio Stampa del Comune di Trieste.

lunedì 12 ottobre 2009

Il Popolo della Barcolana.


E' stata una grande Barcolana, la migliore di sempre. L'abbiamo detto anche l'anno scorso, quello del quarantennale, e lo diremo probabilmente anche l'anno prossimo. Segno che una manifestazione, già unica ed emozionante, si migliora ad ogni edizione.

Onore al vincitore, lo scafo sloveno Maxi Jena, che archivia un destino da eterno secondo per assaporare la vittoria. Ho trascorso la mattinata in mare sul Delfino Verde, assieme a giornalisti e fotografi provenienti da mezzo mondo. L'interesse e soprattutto l'entusiasmo erano nettamente palpabili.

Merito di una giornata di sole e di brezza che a volerla ordinare su misura non avrebbe potuto essere più perfetta.

Merito delle migliaia di triestini e turisti che hanno affollato la città e le Rive, animando ogni angolo di Trieste, diventando protagonisti di un'unica, incessante, fantastica festa.

Merito dell'impeccabile organizzazione della SVBG e di tutti coloro a vario titolo ed impegno coinvolti notte e giorno nella macchina, oliatissima, che fa "girare" la Barcolana.

Merito, infine ma non in fine, dei quasi duemila equipaggi partecipanti senza i quali la "Coppa d'Autunno" semplicemente non esisterebbe.

Ho scattato diverse foto - di Maxi Jena, Idea, Vitrani, Esimit, Telefonica, Shining... - ma quelle le troverete anche sui giornali e saranno di qualità indubbiamente superiore alla mia.

Pubblico invece un'istantanea che mi pare simboleggi più di ogni altra quello che la Barcolana è e deve rimanere. La celebrazione del legame di Trieste con il suo mare ed il suo vento. L'amicizia e la goliardia, l'egemonia della partecipazione sulla pura competizione. La festa popolare e di popolo scandita dalle polpette e dal vino consumati fra amici riuniti nel pozzetto di una anzianotta ma solida barchetta a vela.

Per me, che ho avuto il privilegio di partecipare alla prima edizione della Barcolana aggrappato alla battagliola dell'Alpa 6,70 paterna e successivamente a non ricordo quante edizioni al timone di una o dell'altra imbarcazione, la seconda domenica di ottobre è questo.

Ed è anche il simbolo, se vogliamo, di una città che quando vuole è in grado di sprigionare le sue energie migliori e di conseguire risultati da far invidia a chiunque.

Ad maiora, Trieste!

giovedì 8 ottobre 2009

Rovis: «Valorizziamo i luoghi di culto».


Il Comune a caccia del turismo religioso
Rovis: «Valorizziamo i luoghi di culto»

La città laica va a caccia di turismo religioso. Non offrirà basiliche o prorompenti chiese barocche, né possiede reliquie di venerati santi e sante, non ha conventi che offrano ospitalità ai pellegrini, né inestimabili opere d’arte racchiuse in spazi sacri, ma ha dell’altro: la più grande sinagoga d’Europa, una meravigliosa chiesa serbo ortodossa con cupole azzurre, una affascinante chiesa greco-ortodossa luccicante d’icone argentee, un cimitero ebraico, un cimitero turco, un cimitero ortodosso oltre a quello cattolico. Ha San Giusto. E il tempio mariano di Monte Grisa, che, seppure ferito dai crolli, è consacrato a un culto di fede popolare. Il sacro di Trieste parla molte religioni, come altrove non accade, ma non è stato mai adeguatamente «venduto» all’occhio altrui.

Adesso il Comune tenta la sorte. Ha deciso di partecipare alla seconda edizione di «Jospfest» alla Fiera di Roma, dal 14 al 17 gennaio 2010. La prima ha richiamato 40 mila visitatori e fatto dunque contenta l’Opera romana pellegrinaggi, di diretta emanazione vaticana, che l’ha organizzata con vari sponsor, tra cui le Assicurazioni Generali e un’agenzia di viaggi specializzata fra le tante che si occupano proprio di questo devoto business.

«Vogliamo inaugurare un nuovo flusso di turismo - annuncia Paolo Rovis, assessore al Turismo -, la caratteristica di Trieste è proprio di avere tanti luoghi di culto di religioni diverse, con alle spalle antiche e radicate comunità, quindi vogliamo promuovere questo aspetto accanto alla consueta Trieste di Svevo, di Joyce, di Saba, una città anche spirituale nelle sue diverse accezioni».

Rovis lo sa che «Jospfest» (acronimo di «Journey of the spirit», viaggi dello spirito) è strettamente cattolica, che tra stand, musica, teatro, letture e dibattiti si è l’anno scorso parlato al massimo di Tibet (voce anti-Cina) e di Siria cristiana, ma si dice certo che «non ci sarà una censura verso la multireligiosità storica triestina, un messaggio di pace e convivenza». Nella musica il tenue legame, il segnale che forse si può accedere anche senza un piatto tutto cattolico: la cantante Antonella Ruggiero ha partecipato a «Jospfest» 2009 ma anche alla Giornata ebraica triestina...

Contatti sono in corso per affittare uno stand. Si sta radunando il materiale da esporre. Verrà stampato un catalogo illustrativo dei percorsi religiosi triestini, cimiteri compresi, perché è noto che - seppure per palati dall’estetica fine - esiste anche un «turismo cimiteriale», in caccia di tombe celebri e di artisti speciali. Speciale poi questa città, in un contesto italiano fitto di chiese preziose: qui i cattolicissimi Asburgo hanno lasciato borghi e porto, un castello e palazzi civili, ma non trionfali omaggi alla Chiesa. Tuttavia ogni fiera è fiera, dice Rovis, e la seconda «Jospfest» sarà più grande della prima, da 15 mila metri quadrati a ben 25 mila.

Il grande business della devozione: ogni anno 35 milioni di pellegrini.

La Basilica del Santo a Padova, Padre Pio e San Giovanni Rotondo in Puglia, ma poi Assisi, Gubbio, Spoleto, Loreto, Torino con la Sindone, San Pietro e Roma tutta, e fuori d’Italia Lourdes, Santiago de Compostela, Medjugorje, Fatima: i luoghi del pellegrinaggio devoto sono molti e sviluppano un flusso turistico impressionante. Secondo gli ultimi dati sarebbero 35 milioni ogni anno i visitatori italiani dei luoghi sacri, quelli che in pullmann e in gruppo si depositano alle grandi basiliche o nei posti più tradizionalmente consacrati spesso sepolti di bancarelle e mercatini e gadget che trascinano intere economie locali.

Da qui nasce, con espresso fine anche economico (pubblicizzare e pubblicizzarsi) la fiera romana «Jospfest» che ha preso fisionomia nel più stretto alveo vaticano dell’organizzazione di «viaggi spirituali», ma che si replica anche a Foggia, dove dal 20 al 22 novembre si terrà la Fiera del turismo religioso. Lo scopo: dare una vetrina a chi vuol far conoscere la propria «offerta» ai tour operator, ad agenzie specializzate in pellegrinaggi, ad «animatori pastorali», e forse anche a produttori e venditori di medagliette, magliette, statuette, boccette.

Cercando in quel catalogo generale che è Internet si scopre molto di questo fenomenale business della devozione, ma Trieste e la regione vi sono quasi assenti, se non per qualche puntata ad Aquileia e al santuario di Castelmonte. In un caso Trieste addirittura viene offerta (dopo una generica puntata a San Giusto) per il molto mondano castello asburgico di Miramare, le cui origini vengono fatte risalire però al Trecento. Secolo indubbiamente spiritualissimo, dunque un cenno forse accattivante oltre che palesemente ignorante.

Negli itinerari mariani dei vari «tour» non appare mai Monte Grisa, che tuttavia è raggiunto ogni anno da qualche migliaio di fedeli: fedeli alla sua natura consacrata più che a miracoli di fede o di arte.

Articoli di GABRIELLA ZIANI - Il Piccolo di giovedì 8 ottobre 2009, pagina 14 - Trieste

domenica 27 settembre 2009

Perdere il lavoro. Per legge.


“Preg.mo assessore Rovis,

sapendo quanto lei abbia lottato per eleggere la nostra Trieste ad essere definita città d'arte e sapendo quanto è favorevole che in una economia disastrata come quella attuale sia in Italia, che a Trieste, sia tempo di LAVORARE anche le domeniche e per tutti, rimboccandosi le maniche, vorrei farla partecipe, che grazie alla Giunta Regionale del Friuli con la disastrosa legge delle 29 domeniche, grazie a Tondo, Ciriani, Lega nord, sono state licenziate presso le Torri d'Europa, e dal supermercato Ipercoop, 4 commesse fra cui mia moglie.

Persone che hanno sacrificato le domeniche e festivi, non per meri motivi venali, ma per aiutare la famiglia a superare questi momenti difficili. È da dire che i loro contratti a termine avrebbero avuto, forse, ancora 1 o 2 anni di tal contratto e poi finalmente contratto indeterminato, ora tutto da rifare, sempre che vengano riassunte, sempre che trovino un lavoro....

Inoltre la informo che tali primi licenziamenti, ne vedranno altri, mano a mano che scadono i contratti, ma cosa ancora più grave, le commesse di tutto l'Ipercoop hanno firmato una lettera da pubblicare sul Piccolo, a tutt'oggi nulla è apparso sul nostro quotidiano.

I sindacati a cui si sono rivolte le hanno liquidate con le parole “la domenica si sta a casa, noi non vi appoggeremo”.

Interessante vero? Chi vorrebbe lavorare trova ostruzionismo proprio presso chi dovrebbe fare del lavoro la propria bandiera. Insomma sono rimaste sole, e senza lavoro, spero che si occuperà ancora del caso e denunci il gravissimo danno che stanno facendo alla nostra città, e alla sua economia, e che sempre più persone a Trieste stanno provando la sensazione che questa giunta sia antigiuliana, e profriuli....ed i campanilisti non siamo noi!!! La ringrazio.”

Giuseppe Famoso, Trieste - 6 settembre 2009.

“Ci rivolgiamo a Voi per segnalarvi la dolorosa situazione dei dipendenti della Coop all’interno del centro commerciale Torri d’Europa a seguito della legge regionale n. 13 del 20/11/2008 che ha imposto la chiusura domenicale degli esercizi commerciali con superficie superiore ai 400 mq.

Per effetto di tale norma, la Coop delle Torri d’Europa deve rimanere chiusa la domenica, con gravi ripercussioni occupazionali.

In conseguenza della riduzione del volume di vendite, l’azienda di cui facciamo parte si vede suo malgrado a ridurre il numero dei dipendenti, non potendo mantenere l’organico esistente.

A ciò si aggiunge una diminuzione degli stipendi nonché, non ultimo, il disagio dei cittadini per un esercizio che negli anni passati è stato molto apprezzato.

Vi preghiamo di intervenire per trovare le forme che consentano l’apertura del locale della Coop delle Torri d’Europa per evitare di mandare sul lastrico decine di lavoratori e le loro famiglie.

Siamo fiduciosi di un Vostro intervento e Vi ringraziamo per l’attenzione alla nostra drammatica situazione.”

Dipendenti Coop, al Comune di Trieste – 31 agosto 2009. In calce, 72 firme.

“La libertà è innanzitutto la libertà dalla coercizione ingiusta esercitata da organismi pubblici o privati. Ogni limitazione della competizione equivale, quindi, alla violazione della libertà e dei diritti di ciascuno.”

Silvio Berlusconi, al Congresso Nazionale dei Giovani di Forza Italia - 11 dicembre 1999.


“Io l’avevo detto che sarebbe andata così”.

È una delle frasi più fastidiose da sentirsi rivolgere. Attiva immediatamente una profonda, istintiva antipatia. Quindi mi rendo conto di essere, in questo momento, fastidiosamente antipatico.

Pazienza, non mi riesce di evitarlo.

Perché che la legge regionale n.13 del novembre 2008 sarebbe stata foriera di pesanti effetti negativi sulle imprese del commercio e sull’occupazione era prevedibile ed io, appunto, l’avevo detto. Oggi contiamo contratti a termine non rinnovati, licenziamenti in corso, prospettive ancora peggiori per il 2010. L’obbligo di chiusura, sancito dal legislatore regionale, di ben 34 giorni l’anno tra domeniche e festività ha immancabilmente prodotto una diminuzione dei ricavi, soprattutto nella grande distribuzione. Meno giornate lavorate, quindi minori ricavi, quindi minor numero di lavoratori necessari. Non serve essere fini economisti per capirlo, si tratta di una logica piuttosto elementare.

Lavoratori a casa la domenica e festivi quindi e, già che ci siamo, a casa anche gli altri giorni della settimana. Dovrebbero però essere contenti, perché la legge 13 è stata promulgata “a garanzia della tutela dei lavoratori, oltre che dei consumatori” come scrive la Direzione regionale delle Attività Produttive il 18 marzo u.s. in risposta ad una nota azienda di abbigliamento che chiedeva di poter lavorare lo scorso 25 aprile, sabato. Pure i consumatori, ci rassicura la Direzione regionale, vengono tutelati. E qui alzo bandiera bianca: ho riflettuto a lungo, ma il motivo per cui i consumatori trarrebbero beneficio dal trovare i negozi chiusi rimane, per me, misterioso.

Eppure va riconosciuto al presidente Tondo, agli assessori Ciriani e Savino di aver fatto tutto il possibile per limitare gli effetti della crisi in atto. Ingenti risorse sono state destinate per garantire la liquidità delle piccole imprese, finanziare i Fondi di rotazione, incrementare la dotazione dei Confidi. L’assessore al Lavoro Rosolen ha attivato misure straordinarie per garantire gli ammortizzatori sociali e la cassa integrazione in deroga.

Registro però un paradosso. La Regione interviene massicciamente per fronteggiare una difficile crisi originata da altri, mentre volge le spalle davanti ai negativi effetti occupazionali causati da una propria, improvvida legge.

La disoccupazione, ci comunica la Regione, continua ad aumentare - + 23% nel secondo trimestre 2009 – ed a fine anno arriveremo a contare in regione un esercito di oltre diecimila persone senza lavoro.

Perché, di grazia, dovremmo rassegnarci a conteggiare in questa drammatica statistica la moglie del signor Giuseppe e le sue colleghe, i settantadue lavoratori delle Coop e le altre decine che stanno perdendo il lavoro in molte aziende commerciali triestine?

Quando la proprietà della Stock annunciò il trasferimento dell’azienda ci mobilitammo tutti. Regione, Comune, Prefettura, Sindacati. Tutti sacrosantemente a difendere quaranta lavoratori a rischio non del licenziamento, ma di una meno devastante, seppur gravosa, “delocalizzazione”.

In questo caso, invece? Davvero esistono politici, sindacalisti, dirigenti di categoria disposti a difendere a spada tratta una norma che sta mettendo in strada persone con un nome e cognome, famiglie con un indirizzo, un mutuo e dei figli da crescere? E’ così grave, così disdicevole ammettere che, fra tante ottime leggi, se n’è emanata una drammaticamente sbagliata? Si intende porvi rimedio o si vuol continuare a pontificare da una comoda e intoccabile poltrona dirigenziale che va bene così, che è questa la “garanzia della tutela dei lavoratori”?

La via d’uscita c’è ed è bella larga. L’ordine del giorno approvato dal Consiglio regionale contestualmente alla legge impegna a valutare, ad un anno di distanza, gli effetti della regolamentazione, applicando eventuali correttivi. A poche settimane dalla scadenza ipotizzata, mi pare che le conseguenze siano lampanti.

Quindi si abbia il coraggio di innovare, anziché conservare. Si sostituiscano gli obblighi con le libertà. Libertà dell’imprenditore di decidere autonomamente giornate ed orari di lavoro della propria attività. Libertà del lavoratore di prestare la propria opera non oltre un numero massimo prefissato di giornate festive, a meno che non ne dia esplicita disponibilità. Così chi ha il personale in numero sufficiente, attuerà una vera rotazione. Chi non ne ha, assumerà lavoratori part-time da impiegare nelle fine settimana. Altri terranno chiuso il negozio. Ma sarà una loro esclusiva, libera scelta. Lo si faccia, non solo a Trieste, ma in tutto il territorio regionale, se il timore è quello di creare disparità di trattamento.

Così magari il signor Giuseppe ed i 72 dipendenti Coop potranno mandare lettere dai contenuti diversi. Magari ci potranno dire che possono guardare al futuro con serenità e non si sentiranno traditi da chi è stato eletto per difendere anche i loro interessi.

E magari anche noi potremo rileggere il passo del discorso di Silvio Berlusconi, rivolto ai giovani di Forza Italia nel 1999, senza sentirci a disagio.

sabato 26 settembre 2009

Che fine fa la differenziata raccolta a Trieste?


Le leggende metropolitane sono dure a morire. Una in particolare emerge di tanto in tanto sulle "Segnalazioni" de Il Piccolo o s'insinua fra le chiacchiere da bar. Dice che il cittadino virtuoso ed attento, che con cura separa per tipologia i rifiuti prodotti e li conferisce correttamente negli appositi contenitori dedicati ai diversi materiali, fa una fatica inutile. Ché poi tanto si raccoglie tutto insieme, si fa un bel mucchio e alè, tutto a bruciare nel termovalorizzatore, alla faccia del probo cittadino.

Naturalmente la leggenda non ha alcun fondamento di verità. Per essere chiari: è assolutamente falsa. Una bufala vera e propria.

Le oltre 20mila tonnellate annue di rifiuto differenziato conferito ai contenitori preposti disseminati lungo le nostre strade ed ai centri di raccolta gestiti da AcegasAps seguono correttamente la via del riciclo attraverso il Conai (Consorzio Nazionale Imballaggi) ed i Consorzi dei materiali.
Questi si occupano ognuno di uno specifico materiale. Corepla per la plastica, Comieco per quelli a base cellulosica, Coreve per il vetro, Cial per l'alluminio, Rilegno per il legno e per l'acciaio il Consorzio nazionale riciclo acciaio.

I medesimi materiali vengono gestiti dalle seguenti ditte.
Calcina Iniziative ambientali (Trieste) per imballaggi in carta e cartone, plastica e vetro.
Logica riciclaggio inerti (Trieste) per ferro, alluminio, imballaggi in plastica e ingombranti.
Il Giardiniere (Trieste) per rifiuti biodegradabili.
Zanutta (Trieste) e Costruzioni Isonzo (San Pier d'Isonzo) per inerti.
Petrolcarbo (Bagnaria Arsa) batterie in piombo e olio minerale.
Ecolegno (San Giorgio di Nogaro) tratta il legno.
Spherae (Gorizia) e Nec (Fossò) gestiscono apparecchiature fuori uso ed elettrodomestici.
Padana Rottami (San Floriano) raccoglie ferro e alluminio.
Ilsa (Pasian di Prato) si occupa dell'olio vegetale.

I Consorzi fanno sì che il riciclo dei materiali sia sostenibile economicamente. Quindi un eventuale smaltimento attraverso la termovalorizzazione sarebbe perfino più oneroso.
I mezzi dedicati allo svuotamento dei contenitori della differenziata sono spesso i medesimi impiegati per il normale rifiuto. Naturalmente effettuano giri dedicati al singolo materiale, dopo essere stati lavati, così ottimizzando l'impiego dei mezzi.

Al fine di evitare fraintendimenti che potrebbero alimentare la leggenda metropolitana citata, ho fatto apporre un cartello ben visibile su ogni mezzo con riportato il materiale oggetto di raccolta. Quindi, laddove scorgiate un camion compattatore con scritto sulla fiancata "raccolta carta", potete essere certi che il mezzo raccoglie, in quel giro, soltanto carta e cartoni per poi avviarli al corretto percorso di riciclo.

Non so se questo post seppellirà per sempre la bufala triestina del "tanto i brusa tuto insieme".
Spero però che chi già effettua la raccolta differenziata sia rassicurato sul fatto che sta compiendo un'azione utile. E che gli scettici possano trovare motivazione per adottare un comportamento virtuoso che fa bene all'ambiente e, quindi, a tutti noi.

mercoledì 23 settembre 2009

Aerei che arrivano, treni che vanno...


Destino cinico e baro, sentenziava Saragat. Non si riferiva al destino che sembra governare le sorti di Trieste, ma l'avesse fatto non sarebbe stato fuori luogo. Allora come oggi. Vediamo perché. Intanto, una buona notizia: il ministro Matteoli, su sollecitazione del sottosegretario Roberto Menia e degli imprenditori regionali fa ripristinare il collegamento aereo Ronchi-Linate. Una manna che, mai come in questo caso, viene dal cielo.

Ma non si fa in tempo a gioire che, in tema di trasporti e collegamenti, arriva la pronta, ferale compensazione. Rete Ferroviaria Italiana e Trenitalia - che d'ora in poi chiamerò Ferrovie, come una volta - prospettano nell'orario invernale il taglio dei convogli diretti a Roma e Milano. Altro che Nuova Europa, allargamento dei confini, rinnovate relazioni internazionali. Per le nostre Ferrovie, l'Italia termina a Mestre. Oltre, qualche sbuffante trenino regionale può bastare.

Siamo destinati ad avere un tavolo che non ha mai tutte le gambe. Abbiamo più o meno risolto alcuni problemi con le strade, dopo l'apertura del passante di Mestre ed il completamento della Grande Viabilità Triestina. I treni erano e sono già scarsi e con orari spesso scomodi ma, insomma, ci si adattava nella speranza di un futuro migliore. La mancanza di un volo su Milano era la grana più grossa. Ma ecco che - destino cinico e baro, appunto - colmata la pesante lacuna aerea, si materializza lo scippo su rotaia.

Ci fa sapere "Il Piccolo" che già oggi, per raggiungere il capoluogo meneghino in treno, si impiegano 20 minuti in più rispetto a 50 anni fa. Domani se ne dovranno aggiungere altri 40, oltre alla scomodità del cambio treno. E dopodomani potremo pure far togliere i binari e la stazione, tanto a quel punto avremo ceduto tutti alla tentazione di spostarci in automobile che inquina e consuma, ma farà risparmiare due ore di tempo.

La storia ci insegna che tutti gli insediamenti umani si sono sviluppati tanto quanto sono stati facilmente e rapidamente raggiungibili. Per mezzo collegamenti marittimi, fluviali, stradali ferroviari e, successivamente, aerei.

Trieste sta cercando, con tutte le sue forze politiche ed imprenditoriali, di riconquistarsi il ruolo che ha avuto fino alla prima metà del Novecento. Non siamo più una città di confine - quando il confine era pesantemente ideologico prima ancora che fisico - ed è fortunatamente vicino il tempo in cui vedremo dissolversi i valichi tra Slovenia e Croazia.

Stiamo diventando un luogo cui gli investitori guardano con interesse, dove il presidente Berlusconi sceglie di organizzare importanti vertici di Stato, dove i turisti arrivano in quantità impensabile fino a pochi anni fa. Se alle Ferrovie avessimo dei manager veri, non quelli da stipendi milionari e voragini nei bilanci, questi annuserebbero l'aria, accompagnerebbero la crescita.

Investirebbero su Trieste e sul Friuli Venezia Giulia, perché le potenzialità sono enormi così come potrebbero esserlo i ricavi. Che confermerebbero la lungimiranza della scelta, ripagando gli investimenti.

Sconcerta, quindi, l'assenza di strategia e terrorizza che il potere di decidere sullo sviluppo economico e sociale di un vasto territorio, attraverso l'attivazione o meno di indispensabili collegamenti, si trovi nelle mani di oscuri burocrati.

Ai signori delle Ferrovie deve arrivare, ora e subito, un fischio ed uno stop netto da parte di tutta la politica e delle categorie imprenditoriali. Senza divisioni, senza indulgenze nè tentennamenti.

Perché in ballo non ci sono comodità, lussi o capricciosi desideri, ma il destino stesso di queste terre. Che per una volta vorremmo benigno e non cinico. E tantomeno baro.

giovedì 10 settembre 2009

Ponterosso, Trieste: Operazione Canale Pulito "2"!

SABATO 12 SETTEMBRE (DALLE 14.30 ALLE 18.00) PULIZIA DEL FONDALE MARINO DEL CANALE DI PONTEROSSO

Dopo il successo dell’iniziativa di sensibilizzazione ambientale “Operazione Canale Pulito”, che lo scorso 13 giugno aveva visto realizzato un consistente intervento di pulizia del fondale del Canale di Ponterosso, sabato 12 settembre, dalle ore 14.30 alle 18.00, si ripeterà l’operazione che questa volta interesserà il fondale del Canale compreso tra via Roma e lo sbocco a mare.

L’iniziativa, denominata “Operazione Canale Pulito 2”, è stata presentata oggi (giovedì 10 settembre) nel corso di un’affollata conferenza stampa, alla quale sono intervenuti tra gli altri l’assessore allo Sviluppo economico e Turismo Paolo Rovis, il direttore del Servizio controllo attività esternalizzate del Comune Alberto Mian, il responsabile marketing di Holiday S.a.S. – divisione ecologia Giorgio Della Valle, la dott. Trampus dell’Autorità Portuale, il vicecomandante della Capitaneria di Porto Tedone, i rappresentati di Italspurghi Ecologia Cergol e di R.S. Group Antincendio Santin, oltre al presidente del Sub Sea Club Trieste Francesco Tominich, Enrico Pegani dell’Aquafan Diving Academy, nonché rappresentanti delle Coop-Consumatori Nordest, dell’ Istituto Tecnico Volta e della banda Vecia Trieste e di Radioattività, tutti soggetti che hanno aderito e partecipano a vario titolo alla realizzazione dell’operazione.

“Operazione Canale pulito 2” – ha sottolineato l’assessore allo Sviluppo economico e Turismo Paolo Rovis - è il frutto di un ampio e positivo coinvolgimento di più realtà che realizzano un’azione utile, per la salvaguardia ambientale e la valorizzazione turistica di uno dei punti più belli e caratteristici della nostra città, com’è appunto lo specchio di mare del Canale di Ponterosso. Un’operazione a costo zero per quanto riguarda le risorse pubbliche”.

A margine di questa edizione nuova edizione (che il responsabile di Holiday –divisione Ecologica Giorgio della Valle, coorganizzatore con il Comune dell’iniziativa, ha auspicato possa diventare un appuntamento annuale fisso, da realizzare a giugno, in occasione della Giornata Mondiale dell’Ambiente) saranno proposti degli appuntamenti che cercheranno di qualificare ancora di più la manifestazione, anche sensibilizzando i cittadini sulla necessità di rispettare i fondali marini.

Le operazioni di pulizia saranno svolte da due squadre di volontari: una formata da subacquei che scandaglieranno il fondale asportando i rifiuti, e una seconda che provvederà allo stoccaggio del materiale recuperato, sistemandolo negli appositi cassonetti. Saranno posizionati sulla banchina un camion con cassone scarrabile e gru della ditta Italspurghi Ecologia per il recupero dei rifiuti pesanti e un’autopompa del Corpo Pompieri Volontari di Trieste per consentire le operazioni di pulizia delle banchine ad operazione conclusa.

Sul lato del canale sarà presente lo stand di Radioattività, l’emittente partner della manifestazione, saranno allestiti un “punto informativo”, uno showroom per le aziende e le associazioni partecipanti e raccolte le iscrizioni dei volontari per partecipare alle immersioni.

Accanto all’ “Operazione Canale Pulito 2” verrà presentato il progetto promosso dall’Istituto Tecnico Volta di Trieste “Il Volta per l’Ambiente”. Il progetto, che i Soci Coop – Consumatori Nordest hanno scelto di sostenere finanziariamente, si sviluppa su tre azioni: raccolta di materiali usati da destinare al riuso e/o al riciclo; educazione della gestione consapevole dei rifiuti; educazione all’imprenditorialità cooperativa e allo sviluppo di impresa solidale ed etica. Altra iniziativa collaterale sarà quella organizzata dalla RS, azienda locale attiva nella sicurezza e prevenzione degli incendi e nella risoluzione di inquinamenti marini di sostanze petrolifere, che nel corso di una dimostrazione prevista nel tratto compreso tra via Roma e Piazza Sant’Antonio illustrerà le modalità di intervento per bloccare uno sversamento accidentale di un consistente quantitativo di sostanze inquinanti in mare. Le operazioni di recupero saranno accompagnate e allietate dall’esibizione itinerante della banda cittadina Vecia Trieste.

L’iniziativa si concluderà con la distribuzione degli attestati di partecipazione ai sub volontari e dal brindisi con buffet finale per tutti i partecipanti, offerto dalle Coop – Consumatori Nordest di Trieste.

(Comunicato a cura di Gianni Cernoia, Ufficio Stampa del Comune di Trieste)

Ottava edizione della "Fiera del Disco".

DOMENICA 13 SETTEMBRE, AL PALASPORT DI CHIARBOLA, DALLE 10 ALLE 19, OTTAVA MOSTRA MERCATO DEL DISCO, CD E DVD USATO E DA COLLEZIONE

NELL’AMBITO DELL’EVENTO, PRESENTATO STAMANE DALL’ASSESSORE PAOLO ROVIS, SABATO 12, ALLE 21.00, NELL’AREA DELLA EX PISCINA BIANCHI, CONCERTO DI ANTONELLA RUGGIERO

Nell’ambito dell’ottava edizione della MOSTRA MERCATO DEL DISCO, CD E DVD USATO E DA COLLEZIONE, sabato 12 settembre, alle ore 21.00, si terrà il concerto “Lieder Ebraici” di e con Antonella Ruggiero. Lo ha annunciato stamane, l’assessore allo Sviluppo Economico e Turismo del Comune di Trieste Paolo Rovis, assieme al presidente dell’Associazione Musica Libera Davide Casali e all’assessore alla Cultura della Comunità Ebraica Mauro Tabor.

Il concerto è organizzato in collaborazione con la Comunità Ebraica di Trieste, il Museo della Comunità di Trieste, il Comune di Trieste –Assessorato Sviluppo Economico e Turismo e l’Associazione Musica Libera ed è inserito all’interno del Festival di musica e cultura ebraica Erev/Laila III Edizione. L’ingresso, al prezzo popolare di 10 euro, in caso di maltempo avrà luogo al Palasport di Chiarbola.

Antonella Ruggiero una delle voci più significative del panorama musicale italiano da qualche anno sta portando avanti un affascinante percorso di riscoperta delle tradizioni popolari. Il nuovo programma dedicato alla musica ebraica affronta il repertorio yiddish (la lingua degli ebrei concerto dell’Europa centro-orientale) come la nota canzone "kinder yorn" di Mordechay Gebirtig, canti in lingua ebraica come "shir hanoded" (il canto dell'errante) di cui Antonella offre un'emozionante interpretazione personale. Con la canzone in lingua inglese "If I were a rich man", tratta dal famoso musical "il violinista sul tetto", si incontra invece il repertorio della diaspora americana, mentre le canzoni ladine portano l'ascoltatore all'altra grande diaspora ebraica: quella sefardita nell'Europa occidentale. Il virtuosismo del clarinettista italo-israeliano Amit Arieli propone invece una selezione di brillante musica klezmer.

L’ottava mostra mercato del disco, cd e dvd usato e da collezione, è organizzata dall’Associazione Culturale Musica Libera, con la coorganizzione del Comune di Trieste - Assessorato Sviluppo Economico e Turismo – e il contributo della Fondazione CRTrieste. La manifestazione, che si svolgerà al Palasport di “Chiarbola” di via Visinada, 7 quest’anno vede la partecipazione di 20 espositori in più, per un totale di 60 espositori italiani e stranieri, provenienti dalla Slovenia, Croazia, Austria, Svizzera, Ungheria, Germania ed Olanda.

La manifestazione, fin dalle prime edizioni, è stata mèta ambita di appassionati, collezionisti e curiosi che si danno appuntamento per scovare dischi e CD in ogni formato, più o meno rari, sagomati, neri o colorati, picture disc, 33 e 45 giri, album singoli e doppi, con copertine apribili e in rilievo. E poi innumerevoli stampe estere, inglesi, ma anche giapponesi, di notevole fattura e cura del particolare; americane, tedesche ecc. La musica sarà rappresentata in tutti i generi, dall’italiana al rock, passando attraverso punk, funky e jazz, metal e disco music, elettronica ed etnica, le sigle dei cartoni e i 78 giri. Una quantità tale di materiale che fa gola a molti appassionati e che nel tempo ha accresciuto il successo della manifestazione. Chiunque potrà esporre, scambiare, acquistare, vendere o semplicemente farsi valutare dischi, CD e materiale musicale di vario genere.

“E’ un appuntamento importante per la città – ha sottolineato l’assessore Paolo Rovis – di valenza internazionale, perché oltre che di valore commerciale, si tratta di un evento anche di carattere culturale, capace di suscitare interesse e curiosità e di attrarre quindi pubblico ed espositori di tutte le nazionalità, oltre che dalla nostra regione”.

L’assessore Mauro Tabor ha posto l’accento sulla ‘dimensione europea’ dell’evento, in particolare sulla cantante Antonella Ruggero, che “rappresenta il migliore esempio di ‘dialogo’ tra diverse sfere culturali-religiose, non essendo ebrea. E un ulteriore tramite per far conoscere sempre più la comunità ebraica e la sua storia, anche attraverso la musica”. Davide Casali ha quindi evidenziato il progressivo e costante aumento degli espositori, in particolare provenienti dalla Germania e “l’importanza di dare spazio e voce anche ai giovani, che in questa occasione potranno suonare ed esprimersi in modo creativo con la loro musica”.

Sui banchi della mostra mercato, cui si potrà accedere al prezzo d’ingresso di 4 euro – è stato detto - saranno in bella mostra non solo dischi, ma anche una miriade di gadgets, videocassette e dvd, magliette, manifesti, le riviste patinate, locandine e fotografie che rievocano l’aurea epoca degli anni ’60 e’70, il tutto inerente a un vasto panorama musicale. E come sempre ci saranno delle vere e proprie rarità: sempre più ricercati i primi due singoli di Lucio Battisti, “Per una lira” e “Luisa Rossi”. Al momento attuale, tra i vinili più quotati sul mercato collezionistico, si trova il leggendario LP dei Pooh intitolato “Contrasto”, vero mito del Beat italiano. Il disco che venne stampato in un migliaio di copie numerate nel luglio del 1968 ad insaputa del gruppo, dalla casa discografica Vedette, che con la band in tournée, decise di sfruttare la popolarità del gruppo, raggiunta con il 45 giri “In silenzio/Piccola Katy”, raggruppando alcuni provini realizzati per un futuro album.Quando i Pooh vennero a conoscenza dell’operazione, chiesero e ottennero il ritiro dal commercio del 33 giri e per lungo tempo non è stato inserito nelle discografie ufficiali.

All’appuntamento di domenica, non mancherà poi la grande protagonista della canzone d’autore, Mina, di cui sono ambiti i singoli “Baby Gate” su etichetta Broadway e i primi long playing su etichetta Italdisc. Sempre in auge il Banco Del Mutuo Soccorso, il cui primo capolavoro omonimo datato 1972 è sempre tra i dischi più ricercati: è il famoso “salvadanaio”, la cui elaborata sagoma tende ad usurarsi facilmente, e di conseguenza copie perfette sono piuttosto difficili da reperire.La ristampa di qualche anno fa riproposta dai soliti giapponesi in modo accurato e quasi maniacale è di grande valore. Recentissima la ristampa del “salvadanaio” da parte di un’etichetta specializzata italiana.

Molto in voga anche il quarantennale del mega-raduno di Woodstock, e quindi a pioggia edizioni definitive, esibizioni che sembravano perse per sempre, a celebrare quel mitico evento. E i mostri sacri come il “King” Elvis Presley, la cui stampa italiana dell’EP “I need you so”(RCA italiana – 1961) è soprattutto richiesta all’estero, anche per merito della bellissima copertina che ritrae il Re, con tanto di firma dello stesso. D’inestimabile valore la stampa italiana del primo album dei Pink Floyd, “The piper at the gates of dawn”, manifesto della psichedelica del 1967, che presenta una copertina completamente diversa dall’edizione inglese. Ricercatissimi anche i Beatles, con il 33 giri di stampa italiana su etichetta Parlophone intitolato “Beatles in Italy” (1965), che corrisponde all’emissione inglese del mitico “Help!”.

La manifestazione sarà un’autentica celebrazione del disco, del vecchio caro vinile, il cui panorama - storico e commerciale – conferma che il settore è costantemente impegnato in una particolare ascesa tra operatori e collezionisti. Insomma, uno sguardo al passato, ma non solo, con la concretizzazione di proposte musicali del presente: infatti, alle 19.00, al termine della fiera, nel piazzale antistante il Palasport suoneranno alcuni gruppi locali più o meno affermati a sancire il trait d’union tra vecchie e nuove sonorità. La serata quindi continuerà con la Prog Night e i gruppi: Proteo, Rebus e Pink Moon Tributo ai Pink Floyd, musica progressive per finire un bellissimo evento con tanta musica.

Per informazioni e contatti per il concerto:

www.musicalibera.it 333-1569663

per la fiera email: m.giugovaz@alice.it

mobile: +39 3293430481

(Comunicato a cura di Rosanna Ferfoglia, Ufficio Stampa del Comune di Trieste)

martedì 1 settembre 2009

"Blitz" all'alba per verificare il lavoro di pulizia di Trieste


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